Arturo Linguanti (Confesercenti): “Per invogliare i turisti a restare occorrono nuove idee. Avevamo proposto una sfilata per le vie della città con gli abiti di scena, l’addobbo delle vetrine…”
La Civetta di Minerva, 29 aprile 2016
Il presidente della Confesercenti Arturo Linguanti ci prova ancora una volta. Sono anni ormai che tenta di suggerire all’amministrazione comunale alcune iniziative che, associate alla grande stagione degli spettacoli al teatro greco, abbiano un’attrattiva tale da indurre i tantissimi spettatori del mordi e fuggi a trattenersi almeno un giorno in più a Siracusa piuttosto che andar via non appena si sia spento l’ultimo applauso.
Ai primi di marzo, in un incontro con moltissime imprese del turismo, dell’accoglienza e del commercio, alla presenza di Ivan lo Bello, sembrava si fossero poste le basi per cambiare rotta, anche gli albergatori si erano detti disponibili a chiedere una cifra simbolica, solo 10 euro, per la terza notte di soggiorno.
“Il sindaco di Avola grazie all’attenzione prestata al litorale con la pulizia sistematica delle spiagge, il sindaco di Noto attraverso una politica culturale più mirata, il sindaco di Ferla con le sue tantissime iniziative sono stati tutti in grado di rilanciare i loro comuni, di aumentare il numero dei soggiorni di turisti e visitatori. Solo Siracusa, nonostante l’incremento del numero dei turisti, rimane appena sopra la media dei due giorni di permanenza in città. Ragusa e Trapani sono già a quattro. Non mi sembra si faccia quanto si dovrebbe.
La stessa proposta dell’assessore Teresa Gasbarro, il progetto “Fuori Teatro con gusto”, con degustazioni dei prodotti enogastronomici di eccellenza del territorio, nella sua indiscutibile validità, presenta, a mio avviso, un punto debole. Realizzato lì dove si prevede, nei pressi di casina Cuti, può al massimo ritardare l’orario di partenza dei visitatori ma non modificare le loro abitudini. Il pullman ripartirà un po’ più tardi ma il numero dei pernottamenti resterà invariato.
Da tempo ormai, di anno in anno, proponiamo qualcosa di più strutturato che convinca i visitatori a trovare persino conveniente un giorno in più a Siracusa facendo sì che gli spettacoli teatrali non restino altro rispetto al tessuto vivo della città ma sia essa, nel suo insieme, a trasformarsi in un enorme palcoscenico delle rappresentazioni.
Per l’intero ciclo le vetrine dei negozi potrebbero essere addobbate con materiali (locandine, manifesti, etc.) relativi alle tragedie rappresentate e i negozi aderenti ai Centri Commerciali Naturali potrebbero praticare sconti sulle vendite agli acquirenti non residenti nella provincia, e così a marzo si era convenuto.
Avevamo anche proposto una sfilata, coi costumi indossati dagli attori nei vari cicli delle rappresentazioni, che partisse dalla sede dell’INDA per giungere al Teatro Greco, snodandosi lungo Corso Matteotti, Corso Umberto, Corso Gelone, da svolgersi in uno o più giorni. La Confesercenti si era detta disponibile a organizzare l’evento, accollandosi anche i relativi oneri (escluso quello per l’eventuale stipula di polizza assicurativa sui costumi). Ma le idee potrebbero essere anche altre se ci fosse capacità di ascolto”.
Una richiesta disattesa, lamenta Linguanti, è anche stata quella di poter utilizzare l’antico mercato di via De Benedictis in Ortigia per il dopo spettacolo: uno spazio chiuso, suggestivo, per performance di artisti, musicisti, attori, per presentare un libro, per altre attrazioni nonché per la presentazione dei prodotti enogastronomici.
“Così, e non attraverso un solo partner privato come si prevede ora di fare, sarebbe stata concreta l’occasione di avere una vetrina e un canale di promozione delle eccellenze prodotte sul territorio. La crisi economica che attanaglia soprattutto i piccoli e medi imprenditori si deve combattere grazie a un atteggiamento di maggiore flessibilità e disponibilità da parte dell’ente locale che dovrebbe avere il ruolo di attrattore e selezionatore delle proposte, essere regista nell’organizzazione avvalendosi anche della creatività dei tanti giovani che forse sarebbero disposti a collaborare per indicare nuovi percorsi, per pensare a qualcosa di più fresco, innovativo. Abbiamo bisogno di autentico entusiasmo, di qualità, non di ripercorrere strade impolverate dal ripetersi degli schemi triti e ritriti. Un ciclo di 43 giorni di spettacoli, un evento unico, ancora una volta non diviene volano di sviluppo. I cittadini ne sono estranei e non sono resi partecipi. Quasi quasi non sono neanche adeguatamente informati loro stessi. Basta andare sul sito dell’Inda, si dice, come se questa fosse una risposta sensata”.

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