“Mai espresso l’auspicio che Cuffaro torni al governo”

Replica del presidente dell’Associazione nazionale per le verità scomode, Ismaele La Vardera, al nostro articolo sulla presentazione del libro di Cuffaro. “Il vicepresidente Germano non ha affermato quanto avete riportato tra virgolette”. Il direttore della Civetta risponde

 

Lettera del giornalista Ismaele La Vardera al direttore della Civetta, in merito al nostro articolo sulla presentazione del libro di Totò Cuffaro svoltasi di recente nel salone del Santuario. Eccone il contenuto.

“Rimango dispiaciuto da una redazione che ritengo essere seria e valida, un piccolo faro dell’informazione siciliana, per non aver riportato la notizia della presentazione del libro di Cuffaro con le dovute precisazioni, anzi virgolettando delle parole a Peppe Germano, parole che lui non ha mai detto e mai dirà per conto e in nome dell’associazione nazionale per le verità scomode che egregiamente rappresenta.

“L’Associazione Nazionale per le Verità Scomode che mi onoro di rappresentare è da sempre a favore della legalità e la storia, seppur recente, della nostra vita e delle nostre iniziative lo dimostrano in maniera assoluta. Nell’ambito della rassegna letteraria “Vergature di Verità”, tutt’ora in corso, tra i volumi presentati c’é stato il volume “L’uomo é un mendicante che crede di essere di Re” di Totò Cuffaro. Il libro racconta delle condizioni disumane a cui sono sottoposti i detenuti in Italia e l’intero ricavato dell’iniziativa é destinato in beneficenza. Le strumentalizzazioni che alcune testate giornalistiche stanno tentando di mettere in piedi sono strumentali e facilmente confutabili. Nessuno ha mai dichiarato, a nome dell’associazione, che si augura che Totò Cuffaro possa tornare a guidare la Regione Siciliana. Le dichiarazioni che i membri dell’associazione hanno rilasciato alla stampa sull’iniziativa si sono sempre improntate sul tema delle carceri. Fuori dall’associazione ogni membro é libero di frequentare o parteggiare per chiunque, senza che questo coinvolga l’associazione. Concludendo aggiungo:

“1. Il vicepresidente Peppe Germano parlando a nome e per conto dell’associazione non hai mai affermato quanto voi avete riportato addirittura tra virgolette. Basta leggere il link di Blastingnews per capire cosa è tra virgolette e cosa non è tra virgolette.

“2. Il punto non è se presentare o meno il libro di Cuffaro, ma come lo presenti. Per trattare l’argomento carceri non abbiamo certamente chiamato politici o opinionisti, bensì professionisti ed esperti del settore. E poi sulla opportunità di presentare libri con personaggi scomodi possiamo discuterne all’infinito, perché io stesso domani presenterei il libro del figlio del boss Riina nonché lui stesso boss. Magari avessi l’opportunità di guardarlo in faccia e porgli le domande che il buon Vespa non ha posto.

“La mia storia personale è quella di un giovanissimo ragazzo, un comune e giovane ragazzo che ha detto no alle illegalità e al compromesso e che cerca ogni giorno di praticare legalità senza troppi clamori, nell’ordinario nel concreto. Per tale motivo mi sembra d’obbligo fare le dovute precisazioni. In un momento in cui l’antimafia vive delle pagine difficili credo che il dovere di tutti, in primis di noi giornalisti, è quello di affrontare alcuni temi con coscienza e buon senso”.

Ismaele La Vardera

Presidente Ass. Naz. Verità scomode

 

 

Il direttore della Civetta: “Solo una storia di virgolette” 

Pubblico per diritto di replica ma anche per cortesia verso il collega Ismaele le sue note al nostro articolo e tuttavia, anche nel rispetto dei nostri lettori che contano sulla affidabilità dei nostri contributi, ritengo giusto chiarire alcuni passaggi. Sebbene questo non sembri essere ritenuto dirimente da La Vardera, non abbiamo potuto esimerci dal notare una forte dicotomia tra l’intenzione del convegno, che La Vardera restringe alla trattazione sulle condizioni disumane nelle carceri italiane, e quanto è invece scritto nel pezzo di Blastingnews che siamo invitati a leggere meglio. Le frasi che noi abbiamo attribuito a Germano (virgolettandole) non sono frutto di nostra elaborazione ma sono state riprese fedelmente dal predetto articolo pubblicato da Blestingnews che forse, così almeno riteniamo, La Vardera dovrebbe leggere con oggettività per cogliere come la nostra ‘lettura’ possa in realtà essere quella dei più. Una questione di punti di vista certo, ma ci sembra che quanto da noi notato abbia una forte evidente preponderanza.

Scorriamone insieme alcune parti: “…incontri analoghi sono stati caratterizzati da imponenti manifestazioni di affetto. Folle accorse ad abbracciare Totò…”, “… la buona e la cattiva sorte – afferma Peppe Germano, vice presidente A.Na.Ve.S. – non mutano l’atteggiamento dell’amico vero, che ti resta sempre accanto. Con questo spirito lo riabbracceremo anche a Siracusa…”, “…che Totò Cuffaro possa tornare a rappresentare in Sicilia una Regione attorno a cui si potrebbe coagulare un consenso soprattutto a valle delle delusioni suscitate dall’esperienza amministrativa di Rosario Crocetta”, “…farà sempre politica, intendendo fare riferimento a quell’intenso rapporto umano che lo lega a tanta gente…”, “Tra coloro che riteniamo vogliano muoversi in questa direzione c’è lo stesso Peppe Germano”.

Qui è la chiave di volta. Il vicepresidente dell’Associazione presieduta da La Vardera avrebbe l’intenzione di muoversi non solo per un ritorno in politica alla Regione Sicilia di Totò Cuffaro, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, ma addirittura per un ritorno alla grande. E quest’articolo non è firmato da un giornalista qualsiasi ma da Michele Mangiafico, già vicepresidente della Provincia Regionale, che con Germano ha ed ha avuto rapporti di frequentazione continua, non foss’altro per la comune esperienza politica nel territorio di questa provincia. Se Mangiafico scrive che Germano “vuole” (non “potrebbe”) impegnarsi per una nuova ascesa alla politica di Cuffaro, novanta su cento è così. Peraltro mi ha molto stupito che in questo panegirico non ci sia stata alcunaparola di riprovazione sul reato di cui si è macchiato Cuffaro (favoreggiamento aggravato alla mafia) in una Sicilia che fatica a scrollarsi di dosso questa melma.

A cosa servono i tanti percorsi di educazione alla legalità che ogni giorno si svolgono nelle scuole dell’isola se poi ai nostri giovani si offrono articoli enfatici di folle plaudenti che vanno ad abbracciare un condannato per un reato così grave o ancor più di vicepresidenti di associazioni “per la legalità” (come La Vardera definisce la sua), pronti a spendersi per un ritorno alla politica di quello stesso condannato?

E, a proposito delle virgolette, che a questo punto mi sembrano ininfluenti, esse hanno riportato fedelmente i contenuti dell’articolo di Mangiafico, che cita la dichiarazione di Germano: “La buona e la cattiva sorte non mutano l’atteggiamento dell’amico vero, che ti resta sempre accanto. Con questo spirito lo riabbracceremo a Siracusa”. L’unica nostra “colpa” sarebbe quindi stata quella di non differenziare il successivo virgolettato, precisando che si riferiva ai contenuti del peana di Mangiafico e non più alla dichiarazione di Germano, che comunque forse non intende prendere alcuna distanza da nulla dal momento che non ha replicato nulla di persona.

Forse, a questo punto, un chiarimento dovrebbe intercorrere tra La Vardera e Germano piuttosto che con La Civetta.

Cordialmente

Franco Oddo

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