Cuffaro accolto come un messia nel salone del Santuario

Vicenda di Mafia e Antimafia, di diavoli e acqua santa, di condannati e leader da omaggiare

 

La Civetta di Minerva, 15 aprile 2016

Non si è ancora sopito il clamore suscitato dall’intervista (?) di Bruno Vespa a Riina jr che ecco le cronache ci offrono un’altra occasione di pari stupore stavolta non sotto i riflettori della ribalta nazionale bensì sotto quelli ben più modesti dello scenario locale ma stesso motivo, per tanti, di nuova indignazione: la presentazione del libro di Totò Cuffaro, ex presidente della Regione, già condannato per favoreggiamento aggravato alla mafia, a Siracusa presso il salone del Santuario della Madonna delle Lacrime.

Non si discute il fatto che ormai chiunque (senza bisogno di essere scrittori di professione) possa scrivere libri. Non mettiamo in discussione neppure il fatto che essere mafioso o figlio di boss o politico condannato per mafia possa rappresentare titolo e valore aggiunto per trovare aperte le porte di una casa editrice. Siamo pienamente convinti che le colpe dei padri non possano ricadere sui figli e che un pregiudicato che abbia scontato la sua pena e pagato il suo debito con la giustizia possa tornare ad essere integrato in società. Ciò che ci pare interessante da approfondire è il modo, la forma e la finalità dell’evento attraverso la rappresentazione esterna e il luogo scelto per realizzarlo.

Infatti, ci è capitato di apprendere la notizia da una nota di Blustingnews.com (https://it.blastingnews.com/politica/2016/04/toto-cuffaro-a-siracusa-il-15-aprile-su-invito-dell-anaves-00865345.html) la quale riporta l’appuntamento dell’evento senza parlare del libro, del quale cita solo il titolo (“L’uomo è un mendicante che crede di essere un re”) ma soffermandosi su una serie di altri aspetti evidentemente ritenuti dal notista più rilevanti del contenuto del libro.

Si legge infatti che: “incontri analoghi sono stati caratterizzati da imponenti manifestazioni di affetto. Folle accorse ad abbracciare Totò”, “la buona e la cattiva sorte – afferma Peppe Germano, vice presidente A.Na.Ve.S. – non mutano l’atteggiamento dell’amico vero, che ti resta sempre accanto. Con questo spirito lo riabbracceremo anche a Siracusa”, “…che Totò Cuffaro possa tornare a rappresentare, in Sicilia, una Regione attorno a cui si potrebbe coagulare un consenso soprattutto a valle delle delusioni suscitate dall’esperienza amministrativa di Rosario Crocetta… farà sempre politica, intendendo fare riferimento a quell’intenso rapporto umano che lo lega a tanta gente. Tra coloro che riteniamo vogliano muoversi in questa direzione c’è lo stesso Peppe Germano”

La lettura di simili “sorprendenti” notizie ci ha colpito più della presentazione del libro in sé. In particolare ci ha incuriosito il nome dell’associazione organizzatrice dell’evento: Associazione Nazionale Verità Scomode (ANaVeS) della quale, confessando la nostra totale ignoranza, siamo andati a ricercare su internet e di cui scopriamo, con vivo stupore, che il Presidente (nazionale) è il giovane Ismaele La Verdera, già redattore di TeleJato (emittente televisiva celebre per le sue campagne antimafia e per il suo conosciutissimo direttore Pino Maniaci) nonché collaboratore delle famigerate Iene di Italia Uno, autore del libro “Le piccole cose fanno la differenza. Il silenzio è dolo”, Navarra Editore, menzionato al Premio Fava 2015. Peccato che, da noi contattato, non abbia potuto dirci niente perché impegnato (per la verità ci è sembrato che ne sapesse poco) rimandandoci al suo vice presidente, Peppe Germano. Invece Telejato, contattata, ci risponde di non aver nessun collegamento con l’evento né con l’associazione.

Del vice presidente c’è poco da ricercare: già consigliere comunale a Solarino per il Centro Democratico, dunque politicamente vicino, riteniamo, all’on.le Pippo Gianni, nonché allo stesso Cuffaro. Come dire in questa associazione si mischia il diavolo con l’acqua santa. E una domanda ci sorge spontanea: ma cosa c’entra e a che pro una organizzazione che si prefigge attività culturali, manifestazioni contro le mafie e le corruzioni faccia poi da cuscinetto a un condannato per mafia, quasi a celebrarlo e indicarlo come esempio da seguire, quando Peppe Germano non esita a dichiarare di volerlo riabbracciare o ad auspicare un suo ritorno in politica o ad esaltare il suo intenso rapporto umano che lo lega a tanta gente.

A tal proposito abbiamo sentito Lauretta Rinauro, coordinatrice provinciale di Libera: “La presentazione a Siracusa del libro dell’ex Presidente della Regione Totò Cuffaro, condannato proprio per aver posto in essere il reato di favoreggiamento nei confronti di Cosa Nostra, non può che destare disapprovazione da parte mia, quale rappresentante locale di una associazione che si impegna da vent’anni per sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Premetto che la mia formazione giuridica mi fa riconoscere la funzione rieducativa della pena costituzionalmente sancita, in tale ottica ritengo corretto che una persona che ha scontato la sua pena e si è sottoposto al criterio della “rieducazione”, possa adesso aver diritto di esprimersi e vivere il suo essere cittadino liberamente. Ciò però non vuol dire che allo stesso, per quello che la sua storia giudiziaria rappresenta, si debba dare ampio spazio. Come ha di recente detto Don Luigi Ciotti <abbiamo bisogno di verità, non di creare enfasi su storie che hanno fatto soffrire il nostro Paese>, abbiamo bisogno di dare spazio a esempi sociali corretti e giusti, abbiamo bisogno di una informazione che aiuti la crescita culturale del Paese e che non offenda la sensibilità di chi dalla mafia è stato colpito”.

Spiace, dunque, dover rilevare quanto sottile sia il confine tra mafia e antimafia. Tra chi sta dalla parte del crimine e chi dice di combatterlo, magari per convenienza, opportunità, fini reconditi o semplicemente con ignoranza e superficialità. Ma soprattutto ci sembra si faccia abbastanza confusione nel costituire e rappresentare un’Associazione di denuncia e contrasto alla mafia per finire poi a promuovere in modo così compiacente le gesta e la personalità di un favoreggiatore di Cosa Nostra. Si ritiene veramente utile ed educativo omaggiare un politico condannato per mafia, addirittura auspicarlo ancora al governo, laddove ha già favorito Cosa Nostra? Ma è serio tutto questo o siamo noi che non comprendiamo e ci sfugge qualcosa?

E ancora, la sede scelta: non in una libreria, non in un locale pubblico e nemmeno in uno privato ma addirittura nel salone del Santuario della Madonna delle Lacrime. Come mai? Forse per onorare Cuffaro che da Presidente affidò la Regione alla Madonna delle Lacrime? Sarebbe utile a tal proposito sapere se il Salone del Santuario viene concesso a chiunque, se vige una regolamentazione, se viene concesso gratuitamente oppure ha un costo, se ha un costo per alcuni e per altri no, se va dichiarato fiscalmente.

Infine, l’ultimo quesito. Ma chi sarà mai interessato a tale opera letteraria? Il pubblico ci andrà per sapere del libro o per omaggiare l’ex leader politico che ancora, come sostiene Germano, attira numerosi adepti? Ma questo lo scopriremo di persona, partecipando all’evento.

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