“Il 97% dei bandi comunali impugnati per difetti procedurali”

Intervista al consigliere Salvo Castagnino. “Anche nelle vecchie giunte c’è stato un susseguirsi di errori. Ma non permetterò più a chicchessia di giocare con la vita dei cittadini”

 

La Civetta di Minerva, 1 aprile 2016

Salvatore Castagnino, Salvo per tutti. 37 anni, Dottore commercialista, sposato. Dal 2004 politicamente impegnato nel centro destra. È stato a buon diritto il pupillo di Enzo Vinciullo. Lo è tuttora?

Non sappiamo se il futuro di Castagnino lo vedrà ancora vicino al professore. Certo è che questo ex enfant prodige della destra siracusana ha in qualche modo evitato la scomparsa della minoranza. La destra è orfana di rappresentanza. Castagnino nel bene e nel male ha contribuito, sebbene raccogliendone i cocci, a tenere insieme quel che resta. Di questo i “vecchi” dovrebbero fare tesoro. La destra a Siracusa ha poche facce effettivamente presentabili. Sicuramente Castagnino ha buone doti, seppure ancora poco espresse. Lo intervistiamo nel suo studio.

Siete pressoché compressi all’interno di un’area di tiepida opposizione. Capita di sentirvi poco utili al dibattito politico ormai ad una voce sola?

Certamente l’esigua consistenza numerica dell’opposizione non ci consente la visibilità necessaria a mostrare ai cittadini sia il nostro lavoro che le pecche dell’amministrazione Garozzo. Secondo la nostra personale convinzione, la maggioranza si è chiusa a riccio. Ogni nostra proposta volta al miglioramento generale della vita dei cittadini viene costantemente respinta dalla maggioranza consiliare. Tuttavia, furbescamente, talora invece di negare l’ammissibilità delle nostre proposte, chiaramente utili alla comunità, dallo scranno più alto del pubblico consesso giungono blocchi che col regolamento hanno poco a che vedere. Ma è solo una mia convinzione. Non mi piace passare per un barricadero con le bende agli occhi. Questo è quello che vedo.

Qual è, secondo lei, il bilancio dell’amministrazione Garozzo a metà percorso?

Come posso giudicare un sindaco che ha presentato il bilancio del 2015 a gennaio 2016? La maggioranza in aula lo ha difeso dai nostri attacchi. Che dire, ognuno fa il proprio gioco; anche se ogni tanto una posizione vigile da parte del Consiglio Comunale indipendentemente dall’appartenenza non sarebbe male. Credo che il sindaco Garozzo stia godendo del lavoro svolto dalle passate amministrazioni comunali. Penso alla pista ciclabile o alla liberazione della Marina.

Il sindaco ha ben sponsorizzato la pubblicazione dei bandi pubblici; peccato che il 97% degli stessi siano stati impugnati per difetti procedurali. Lo stesso riguarda la gestione del servizio idrico, che ho personalmente denunciato all’ANAC, la quale ha avviato gli accertamenti del caso.

Lo stesso dicasi per la brutta storia dell’abbattimento del ponte Calafatari, su cui, anche per mia segnalazione, la Procura di Siracusa sta indagando. Allora adesso la domanda la pongo io. Come dobbiamo giudicare questo primo biennio di giunta Garozzo?

Secondo molti, le amministrazioni Bufardeci e Visentin hanno accumulato gravi responsabilità, da Open Land a Balza Akradina, da mura dionigiane a Pillirina. Vi sono attenuanti?

Circa le gravi responsabilità delle vecchie giunte posso serenamente confermare che è stato un susseguirsi di errori. Siamo esseri umani. Chiunque può commettere degli errori. Siamo stati benevoli e talvolta poco pronti a mettere in guardia il governo della città circa la brutta piega che si stava imponendo. Oggi la maggioranza ci attacca sostenendo che durante il governo delle nostre amministrazioni eravamo allineati e coperti a difendere le azioni della giunta. Non posso negarlo. Posso ammettere i miei errori. Non è una pratica diffusa dichiarare di aver sbagliato. Ma sono qui, pronto ad assumermi le mie responsabilità. Ma sono pronto a non permettere mai più, a chicchessia, di giocare con la vita dei cittadini.

Insomma il vostro silenzio complice come lo vorrebbe giustificare? Dormivate?

Non dormivo durante le passate amministrazioni, come oggi, non vivendo di stipendio pubblico, devo seguire anche la mia professione. Non è facile fare il professionista e condurre la vita del consigliere impegnato. Certo, tanti consiglieri seggono sul banco consiliare giusto perché devono. Altro è essere attivamente proiettati nella difficile, seria e a volte drammatica attività politica.

Passiamo a Gettonopoli. De André chioserebbe: “Anche se vi sentite assolti siete lo stesso coinvolti”.

Non mi sento affatto coinvolto nell’inchiesta Gettonopoli. Certo, tutti i consiglieri colpiti dall’inchiesta hanno servito un assist straordinario a quanti hanno voluto cavalcare il sentimento di antipolitica che alligna tra la gente.

Progetti futuri?

Crescere politicamente o ritirarmi. Ho finito con le mezze misure.

 

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