Porto di Augusta, in questa fase ecco i problemi prioritari

Delocalizzazione della Maxicom, funzione della banchina nord ovest, fondali del Rivellino. Va altresì perseguita l’integrazione dell’area megarese con il porto rifugio di Targia. Indispensabile un tavolo tecnico-operativo con l’Authority di Catania, e con Melilli e Priolo

 

Esaminata la bozza del PRP presentato dall’Autorità portuale di Augusta, bisogna dare atto che l’elaborato aspira a proiettare il porto megarese in una dimensione europea se non addirittura mondiale; quindi, correggendo qualche aspetto negativo ( es. permanenza attività Maxicom all’interno della città) e richiedendo tempi più brevi per la realizzazione dei servizi essenziali previsti, quali ad esempio la costruzione della darsena servizi nei pressi del pontile ro-ro nonché i lavori di escavo del fondale prospicente il rivellino in prossimità dei ponti spagnoli, è opportuno che gli EE.LL. si orientino a supportare questo strumento ed affiancare l’Autorità portuale nel delicato percorso che precederà l’istituzione dell’Autorità di sistema portuale della Sicilia orientale.

A questo proposito, bisognerà sollecitare i parlamentari nel richiedere che i confini di competenza dell’Autorità portuale si estendano a Targia subito e successivamente a Siracusa e Pozzallo al fine di consentire la localizzazione degli investimenti europei e le risorse economiche proprie in tutto il comprensorio così determinato.

Il PRP proposto presenta, purtuttavia, alcuni aspetti che suscitano perplessità (ad esempio l’ipotesi di presenza di navi da crociera all’approdo urbano, fatto che porrebbe problemi oggettivi di concorrenza con Siracusa e Catania e che confligge con l’idea sostenuta dalla riforma del sistema portuale che promuove la specializzazione dei porti). Nonostante ciò, si può essere favorevoli a questa previsione poiché sarà il mercato dei traffici, in uno con le potenzialità attrattive del porto e della città, a determinarne i futuri sviluppi (ad esempio, sarebbe più realistica l’attivazione di un sistema di collegamenti veloci – aliscafi, catamarani – con Malta e/o con i paesi del Nord Africa invece che puntare con la crocieristica); se si volesse permanere in questa scelta (che in ogni caso andrebbe correlata con le aspirazioni dei porti vicini) il previsto fondale di -10 metri (valutato il naviglio passeggeri esistente) sarebbe opportuno prevederlo a -12 metri.

In quest’ottica, sarebbe auspicabile la ristrutturazione dell’attuale capannone presente nella darsena, allo stato fatiscente, per ricavarne la stazione marittima passeggeri tralasciando, per ovvi motivi, anche tecnici, l’attuale ipotesi di realizzazione in strutture mobili. La sua eventuale concretizzazione (programmata in funzione del naviglio passeggeri da servire) dovrebbe essere integrata con tutte le varie strutture presenti in zona e potrebbe essere utilizzata (destinando a ciò anche aree all’interno della stessa, opportunamente separate) al soddisfacimento delle esigenze del personale dei servizi portuali e di polizia ivi operanti (bar, piccola ristorazione etc) o, nei momenti di inoperosità dell’accosto, della cittadinanza intera, consentendone così una diretta fruizione urbana.

Elemento di criticità da valutare immediatamente è la presenza della stazione degaussing della Marina Militare, operativa nello specchio acqueo antistante l’area nord del comprensorio militare la quale, in presenza di navi, potrebbe limitare o addirittura impedire un eventuale ormeggio di unità di qualunque natura nonché l’incidenza che avrebbe su tale uso della banchina in relazione alla forte risacca a cui è soggetto.

Darsena servizi – Ubicata lungo il lato sud-occidentale della penisola di Augusta e destinata ai servizi portuali generali, sarebbe auspicabile prevedere al suo interno un’area da destinare a barche da pesca (con la realizzazione della banchina crociere si riduce l’area utile operativa della darsena servizi, per cui è certamente indispensabile reperire un’area per il naviglio da pesca, in particolare per le piccole unità, se non si ritiene idonea a ciò la darsena servizi); mentre auspichiamo la permanenza nell’ambito urbano del servizio barcaioli (o battellaggio) per motivi sia di “utilizzo” del territorio, quali esigenze ludiche equipaggi, che commerciali (approvvigionamento delle risorse da parte delle navi). Dovrebbe prevedersi, a completamento dell’area, la permanenza in tale ambito di servizio/i-uffici portuali che mantengano un contatto funzionale con il tessuto urbano.

Cantieristica navale – La sua delocalizzazione e quella delle officine meccaniche e dei servizi tecnico-nautici, che consentiranno la riqualificazione di tale territorio a scopo turistico – ricreativo, nell’ottica di favorire il recupero del rapporto città – porto, appare una previsione positiva per la città che così si riapproprierà di questa parte di territorio per finalità molto più consone alle sue esigenze.

Pontile S. Andrea – Sito lungo il margine occidentale della penisola, attiguo all’area urbana, sarebbe auspicabile per esso una funzione simile (per quanto riguarda gli ormeggi con finalità turistico-ricreative) a quanto indicato per la Cala del molo le cui banchine dovrebbero essere destinate quasi esclusivamente a unità da diporto in transito e dove potrebbero trovare ricovero un numero limitato di piccole unità da pesca (le maggiori, in numero di poche unità, invece, andrebbero allocate alla darsena servizi) con ormeggio definito e non lasciato a libera iniziativa. Per il traffico da diporto in transito sarebbe utile favorire la permanenza (o la creazione) di piccoli esercizi commerciali a servizio del naviglio/utenza presente e per la funzione urbana onde favorire la fruizione da parte del pubblico. Sarebbe, infine, necessario prevedere un’area libera destinata all’approdo di unità per servizio passeggeri (barcaioli o barche private autorizzate) dalla cala ai forti Garcia e Vittoria o alla banchina di nord ovest, una volta chiarita meglio la funzione urbana della stessa.

Pontile Maxcom – E’ situato nell’estremità Nord-occidentale della penisola di Augusta, destinato alla funzione industriale-petrolifera: va ricordato che l’attività dello stabilimento (classificato come azienda insalubre di tipo 1) va allontanata dal centro urbano e quindi ne sarebbe auspicabile una delocalizzazione nell’ambito dell’area industriale, ad esempio presso il pontile consortile; tale problema è stato già affrontato da un ventennio dalle istituzioni e non si è mai dato corso alla sua soluzione per problemi vari, per lo più di natura economica, pur nondimeno è necessario prevederne lo spostamento almeno in fase previsionale vista la scansione temporale per cui il PRP opera; in questo senso sarebbe importante far valere il principio della necessità, peraltro suggerita dalla vigente normativa, di delocalizzare tali attività lontano dal centro urbano. Andrebbe prevista già in questa sede la utilizzazione delle aree limitrofe in caso di dismissione delle aree militari previste nell’Ambito urbano per riconvertirle alla funzione urbana; allo stesso modo, in caso di dismissione del Pontile Maxcom e delle aree ad esso dedicate, è possibile riconvertire le stesse alla funzione urbana.

Hangar e forti – In questo contesto appare quanto mai opportuna una perimetrazione di tutta la zona prospicente l’Hangar per Dirigibili (indicato ora come “Aeroscalo per dirigibili” e recentemente dichiarato opera di interesse storico-culturale con D.D.G. n. 3028 del 5/11/2014 dell’Assessorato per i Beni Culturali della Regione Sicilia), i forti Garsia e Vittoria e il pontile Maxicom, destinandola a parco urbano con finalità ricreative-turistiche in un unicum fino alla sottostante ex Cocan, al fine di garantirne una sistemazione anche con fondi dell’A.P. ed assicurarla alla fruizione pubblica con tutela.

Ciò comporterebbe l’immediata destinazione a finalità urbane e parte a verde pubblico attrezzato dell’area di proprietà Maxicom evitando che in caso di dismissione essa possa essere inquadrata come area non adeguatamente normata dal PRG del Comune.

Banchine nord – Situate nell’estremità Nord-occidentale della penisola di Augusta, al margine dell’abitato, vengono destinate alla funzione cantieristica navale. Andrebbe considerato che la espansione non elevata della banchina e dell’area a tergo (abbastanza limitata per cantieristica navale e ulteriormente condizionata dalla presenza operativa attigua dei bacini militari) appare sicuramente idonea per una attività imprenditoriale dello stesso comparto, ma autonoma, a servizio di naviglio di piccolo spessore.

Fondali del Rivellino – Il loro approfondimento (quota di progetto – 2 m s.l.m.m) va realizzato subito (già si è perso, incredibilmente troppo tempo) per gli indubbi riflessi che la sua mancata realizzazione ha per l’ecosistema dei due golfi che circondano l’isola.

Sfiocco ferroviario – Positiva è la realizzazione dello Sfiocco ferroviario dove è consentita la realizzazione di impianti di bunkeraggio; esso si appalesa come Ambito ideale per eventuale impianti di supporto a raccolta slops a mezzo bettoline dalle navi ed alla creazione di impianto a norma di raccolta olii esausti.

Contrada Punta Cugno – Prevalentemente destinata alla realizzazione di un nuovo insediamento dedicato alla cantieristica navale e nautica ed alle officine meccaniche delocalizzate dalla penisola di Augusta: questa è senz’altro una localizzazione più consona allo sviluppo di una cantieristica di un porto qual è prefigurato per il futuro dal PRP il Porto di Augusta. Potrebbe già definirsi il sito dove ubicare un polo unico di demolizione del naviglio in disarmo, quindi con un accordo o protocollo di intesa tra l’Autorità di Sistema, le aziende locali in grado di operare e, possibilmente, la Marina Militare ed altri Uffici, come previsto in un protocollo di intesa già redatto.

Banchina Nord-Ovest – A Nord ne è prevista la rettifica ma, riferendosi agli elaborati grafici e alle norme di attuazione, non è ben chiara la funzione; è necessario definirne in termini inequivocabili il ruolo, mentre andrebbe meglio chiarito l’ambito a disposizione dell’inceneritore.

Pontile Gennalena – L’approfondimento del fondale e la realizzazione del Pontile Gennalena è una previsione opportuna in quanto potrebbe diventare uno sbocco importante per le piccole e medie industrie, se la viabilità e la logistica a tergo lo permettono, anche per tipologie di traffico diverse dalla metalmeccanica.

La Piattaforma Transhipment sembra essere l’area principale di sviluppo del porto futuro rispetto a qualsiasi altra area.

Confronto con Melilli e Priolo – Bisogna avere ben chiaro che per evitare che la città di Augusta resti ai margini del nuovo, auspicato, sviluppo portuale occorre, da parte del Comune, confrontarsi, in uno con l’ex Amministrazione Provinciale, con i Comuni di Melilli e Priolo per un organico sviluppo delle attività “a corredo” del porto, evitando infauste passate “guerre tra poveri” che non portano futuro concreto a nessuno e men che meno ad Augusta, destinata da sempre a soccombere in una tale guerra.

Il coordinamento con gli altri Comuni assumerà certamente un aspetto prioritario anche nello sviluppo della componente turistica considerata la vicinanza della città di Siracusa alle opere portuali della 3^ fase.

Per quanto riguarda in particolare Augusta, compito del Comune sarà ovviamente predisporre l’attività di salvaguardia delle aree ambientali e delle risorse storiche-archeologiche presenti sul territorio (Castello Svevo, Parco del Mulinello, Parco dell’hangar, Castello di Brucoli e Forti Garzia e Vittoria – Per tale ultima esigenza sarebbe utile, nella prima fase, suggerire alla Autorità di realizzare, in maniera più idonea e sicura dall’attuale, il pontiletto di approdo ai Forti).

Sarebbe utile la predisposizione di una cabina di regia adeguata, anche con la partecipazione delle locali onlus di volontariato interessate allo sviluppo del territorio e dei suoi beni culturali.

Il parere del Comune – Infine, il parere del Comune, in atto, dovrebbe tener conto di due fattori fondamentali: non ostacolare, per quanto possibile, lo sviluppo del porto, nelle sue finalità di acquisizione traffici ed attività; cercare di favorire un’integrazione città porto nelle aree destinate alla funzione urbana.

Di conseguenza gli obiettivi da sottolineare ora, in questa fase, sono la delocalizzazione della Maxicom, la funzione attribuita alla banchina nord ovest e chiedere con determinazione l’Approfondimento dei fondali del Rivellino.

Ciò premesso appare opportuno segnalare che si rileva indispensabile e fondamentale un tavolo tecnico-operativo iniziale con la Autorità Portuale di Catania oltre che con i comuni territorialmente competenti quali Melilli e Priolo e successivamente il Comune di Siracusa, per l’auspicabile integrazione dell’area portuale con il porto rifugio di Targia.

 

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