Latina (Banca Etica): “Proponiamo per il C.d.A. Renato Camarda”

“Un socio che vanta un curriculum di alto profilo internazionale. E’ stato votato da un elettore su quattro”. A maggio l’assemblea in Italia e Spagna. Gabriele Vaccaro: “In Sicilia ci stiamo ingrandendo”

 

La Civetta di Minerva, 18 marzo 2016

Dal 4 al 6 marzo si è tenuta la consultazione preelettorale online di banca etica in cui i soci hanno espresso il loro gradimento sulle persone che si sono candidate nell’unica lista partecipativa “Con Biggeri per Banca Etica”, che si presenterà per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione del prossimo maggio. Hanno votato 1.693 su 38.309 aventi diritto che hanno espresso 9.566 preferenze. Infatti, ogni socio poteva votare fino a 7 candidati. Il voto aveva l’obiettivo di offrire un’indicazione al Comitato Promotore, ma non aveva valore vincolante sulla composizione finale della lista di 8 persone che saranno scelte per l’elezione nel C.d’A. Con l’Assemblea, che si terrà a maggio, in Italia e Spagna, s’inaugurerà un procedimento più partecipativo in banca. Infatti, nell’Assemblea i soci potranno, per la prima volta, votare a distanza, dopo essersi pre-registrati.

Luigi Latina, coordinatore del Git (Gruppo Iniziativa Territoriale) della Sicilia orientale, cosa puoi dirci su queste novità e l’impatto che hanno avuto a livello locale?

‟Anche se abbiamo avuto dei limiti in questa tornata preelettorale, per noi è andata bene. Ora dobbiamo lavorare per superarli. La percentuale di partecipazione non è stata alta, perché molti soci non sono stati avvisati in tempo per votare in questo nuovo modo, ma ci stiamo riorganizzando per il voto decisivo online di maggio. Voglio dire, con orgoglio, che solo banca etica fa decidere ai soci la scelta del C.d.A., nelle altre banche è nominato dai verticiˮ.

La forza della banca?

‟In Sicilia orientale siamo appena 420 soci, di cui ben il 30% nella provincia di Siracusa, ma il territorio cresce e mentre le altre banche chiudono le saracinesche al credito noi, che siamo una banca propositiva, le apriamo. Questo è il motivo per cui, specie al sud, stiamo crescendo considerevolmenteˮ.

Parliamo di questa consultazione.

‟Abbiamo pensato a un grande programma e a un importante candidato che lo porti avanti; la scelta è caduta su Renato Camarda, un socio che vanta un curriculum di alto profilo internazionale. Renato ha gestito per quasi tre anni missioni dell’ONU in Kosovo, con il ministero dell’Ambiente in Kosovo e Albania e in altri paesi dell’America latina. Sono stati portati avanti progetti di alta responsabilità che includevano la gestione di decine di persone e budget di 250.000 euro annuali, alcuni e un altro di 440.000ˮ.

Come l’avete presentato Camarda?

‟È successo a Matera nell’incontro di tutta l’area sud per il programma e la scelta dei tre candidati. Lì è stato inserito grazie alla nostra metodologia di lavoro che ha portato a far riunire tutto il sud, ciò che fino a oggi ciò non era mai accaduto. Inoltre, davanti al nostro programma e alle proposte di Renato molti sono rimasti stupefatti. Sono dell’idea che, anche se ci deve essere una continuità di idee nella banca, essa deve voltare pagina, far entrare almeno il 25% di nuove persone ai vertici e parlo anche del collegio sindacale di cui faccio parte. Quale motivazione c’è nello stare per oltre tre mandati allo stesso posto? Si creano così posti di potere, che sono deleteri anche nella nostra organizzazione che è mossa da forti ideali. Un’organizzazione, per vivere, ha bisogno di cambiare, altrimenti c’è l’impoverimento e la cristallizzazioneˮ.

Ma non c’è l’attenzione richiesta ai soci?

‟Certamente, questo è un dato che tutela in parte, ma noi vogliamo contare, portare avanti i problemi di questo territorio.

Ora nella lista dei 16 nomi solo 8 dovranno essere presi per il nuovo C.d.A.

‟Qui c’è l’incognita che pone Banca Italia. Essa richiede, per l’inserimento nei C.d.A., che i componenti abbiano almeno tre anni d’esperienza nella gestione di un’azienda. Renato non ha gestito un’azienda ma progetti con risorse umane ed economiche considerevoliˮ.

Intanto cosa è successo nel risultato preelettorale?

‟Renato ha ottenuto un successo lusinghiero in termini numerici, in considerazione dell’esiguità dei soci della nostra zona rispetto alle altre d’Italia. Su 1.693 votanti, 389 voti significa che quasi uno su quattro ha votato per Renato. Poiché i suoi competitori erano in massima parte consiglieri uscenti, tale risultato assume una valenza maggioreˮ.

Vuol dire che il lavoro di squadra ha cominciato a funzionare?

‟Sì e che il suo profilo è stato giudicato di elevato standing. Ora attendiamo che il presidente Biggeri faccia le sue scelte definitive che, così come previsto dal nuovo statuto, non sono legate al risultato della consultazione e chissà che dal cilindro non esca il nome di Renato, incrociamo le ditaˮ!

Di questa nuova svolta che banca etica vuole darsi su questo territorio, ne parliamo con Gabriele Vaccaro, il banchiere ambulante di banca etica.

‟Vado da Messina a Ragusa per il mio lavoro, ma abbiamo deciso di ampliare il tessuto soci in questa provincia per le sue grosse potenzialità. È questa la decisione della mia maggiore presenza qui. Qui ci sono i soci storici che dal Git, loro possono farsi portavoce nella conoscenza della banca ed essere io l’anello di congiunzione finaleˮ.

Per potenzialità cosa intendete?

‟Abbiamo avuto persone che ci hanno conosciuto per caso, allora incrementiamo la nostra presenzaˮ.

Perché questo interesse ad avere più soci?

‟Per noi è essenziale, noi finanziamo soltanto con il capitale azionario, facciamo finanza eticaˮ.

Sintetizziamo allora questi strumenti.

‟Per mia esperienza vedo principalmente i giornali locali, il passaparola, la presenza in manifestazioniˮ.

Quali i prodotti che oggi offre la banca?

‟Abbiamo l’ultima parte di Jeremy, un finanziamento agevolato per PMI, un mutuo chirografaro, c’è la fondazione di comunità di Messina col microcreditoˮ.

La situazione attuale, le richieste?

‟Oggi si stanno ingrandendo, rafforzando le realtà imprenditoriali di prima, ma non ve ne sono di nuoveˮ.

Sul fronte finanziario?

‟Lì è sempre aperto, perché sono molte le richieste, ma noi dobbiamo rispettare una proporzionalità di denaro rispetto al capitale azionario della banca, ecco l’importanza di avere tanti soci, anche chi si fa socio con l’acquisto di poche azioni ci consente più operazioni così da poter dare fiato a nuove iniziative imprenditoriali o finanziamentiˮ.

Possiamo allora partecipare a un cambiamento vero anche noi con un piccolo contributo?

“Esattamente, è quello che ci auspichiamo. Io non mi sento un semplice lavoratore della banca, ma una persona che crede e si impegna negli ideali di banca etica”.

 

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