Sul PRP Augusta deve cambiare passo o resterà emarginata

Ddl di sei deputati regionali propone di istituire un ulteriore carrozzone regionale, l’ASPOR, dove mettere insieme, sotto un’unica gestione, tutti i porti della Sicilia. A pensar male spesso ci s’azzecca

 

La Civetta di Minerva, 4 marzo 2016

Catania si muove, Augusta continua come prima.

Positiva iniziativa a Catania della Federazione Italiana dei Piloti dei Porti, con il patrocinio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la collaborazione del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto sulla sicurezza nei porti. Il tema: “La Sicurezza Produttiva: fattore essenziale di crescita dei traffici marittimi” è sicuramente utile per iniziare una analisi, non “burocratica”, della sicurezza come presupposto di sviluppo e promozione del traffici marittimi.

Verranno affrontati gli elementi di efficienza del sistema e le sue criticità al fine di individuare misure di snellimento delle procedure e ipotizzare soluzioni per garantire maggiore sicurezza per le popolazioni e i lavoratori del settore, anche attraverso la standardizzazione di best practices che valorizzino le esperienze maturate. Un’idea che verrà proposta sarà quella di istituire un osservatorio nazionale in grado di monitorare la disciplina dei STN al fine di individuare procedure di semplificazione e di armonizzazione delle tecniche operative.

Una bella rappresentanza di operatori parteciperà all’evento: Fedepiloti, UP Angopi, Assorimorchiatori, Federimorchiatori, Assoporti, Confitarma. Federagenti, Fedarlinea nonché il Comandarne Generale delle Capitanerie di porto Guardia Costiera, Amm. Vincenzo Melone, e il direttore generale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Enrico Pujia.

Indubbiamente Catania si muove su un terreno adeguato ai problemi della portualità per dibattere, attrezzarsi ed essere protagonista del necessario lavoro di rilancio della efficienza e della efficacia nel lavoro portuale. Un metodo corretto, oltre le chiacchiere, anche per dare un contributo di crescita al dibattito sui temi della portualità. E’ questo l’unico modo per uscire dall’angolo del dibattito asfittico e provinciale in cui le recenti vicende ci hanno cacciato. Augusta prenda atto e si adegui se vuole essere riferimento non solo per le ricchezze che la natura le ha dato ma anche perché ha qualcosa da dire in concreto.

La recente iniziativa del Presidente del Consiglio Comunale di Augusta, su richiesta di un consigliere, di convocare un incontro sul PRG portuale, purtroppo, ha risentito di un metodo approssimativo e superficiale nel presentare il problema, determinando, conseguentemente, dopo una striminzita e generica introduzione, un “dibattito” di limitato profilo e scarso respiro. Se si escludono alcuni interventi legittimamente interessati, è mancato l’approfondimento e il livello del confronto che ne è scaturito non può considerarsi adeguato. E’ necessario un cambio di passo e un altro livello di interlocuzione, altrimenti resteremo sempre una cittadina del profondo sud. Speriamo meglio nel futuro.

Intanto procede il percorso della riforma, tra polemiche ed approfondimenti e qualche iniziativa singolare. Delrio è stato chiaro rispetto alle avances di Crocetta: «Niente da modificare, Augusta è hub-core, Catania no, il futuro è il porto augustano, ma Catania avrà tante altre cose da fare: niente rivalità» Dunque si punterà su Augusta come porto hub in grado, a lavori completati, di attrarre le grandi navi porta container che entrano nel Mediterraneo uscendo dal Canale di Suez. Catania potrà occuparsi dei prodotti semilavorati nella sua zona industriale. Il Ministro ha riaffermato la volontà di procedere al completamento delle infrastrutture. Per quanto riguarda il management del sistema portuale si augura che possa essere «equilibrato» e che «ci sia del buon senso ». Quindi, si vada avanti decisi e si parli d’altro.

In questo contesto, garantito dalla serietà della persona del ministro, sei deputati regionali non trovano di meglio che firmare un disegno di legge con l’idea di istituire un ulteriore carroz­zone regionale, l’ASPOR, per mettere insieme sotto un’unica gestione tutti i porti della Sicilia. Se il vero obiettivo fosse quello descritto nel disegno di legge ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate e considerare l’iniziativa l’ennesima “boutade” dei nostri eroi, il cui scopo sarebbe quello di essere citati da qualche giornale ed avere l’agognata visibilità; purtroppo, poiché i nostri rappresentanti in Regione tutto sono fuorché stupidi, c’è da pensare che siano lo strumento per realizzare un diversivo e, subdolamente, paventare una “mobilitazione dei Siciliani” a tutela della loro autonomia che per essere sventata abbisogna di “riequilibrare” su Catania il baricentro degli interessi. Mi sbaglierò ma, come diceva Andreotti, a pensar male spesso ci si azzecca.

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