“I lavoratori non hanno più diritti. E chi li ha è sotto ricatto”

Salvo Carnevale (Fillea Cgil): “Vogliamo consegnare una proposta di legge con 3 milioni di firme per suonare forte al campanello di Palazzo Chigi“. “Pronti a protocolli d’intesa con Comuni e imprese per garantire negli appalti almeno il 50% di occupazione locale”

 

La Civetta di Minerva, 4 marzo 2016

La Cgil non ci sta all’incremento della disoccupazione, alla perdita dei diritti dei lavoratori e all’assenza di possibilità per le nuove generazioni e sul tema del lavoro rilancia il proprio impegno attraverso la Carta dei Diritti universali del Lavoro, nuova proposta di legge di iniziativa popolare. Ci spiega Salvo Carnevale, segretario provinciale Fillea Cgil “Si tratta di una proposta di oltre 90 articoli che abbiamo costruito con l’ausilio di giuristi e giuslavoristi e che stiamo presentando nelle nostre assemblee aperte nei luoghi di lavoro. Entro metà marzo la Fillea di Siracusa ha in programma 23 assemblee con un coinvolgimento di almeno 700 lavoratori mentre la Cgil provinciale nel suo complesso realizzerà oltre 300 assemblee raggiungendo più di 10 mila persone. In fondo non è più il tempo di aspettare ma di muoversi perché assistiamo giornalmente, anche e soprattutto nella nostra realtà, alla perdita di occupazione e all’assenza di tutele e diritti (e sia chiaro non privilegi) per chi il lavoro lo ha e per chi lo vede come una chimera”.

Si tratta di una consultazione straordinaria assente da decenni e rimette al centro della discussione il tema del lavoro in tutte le sue forme con un obiettivo ambizioso: far diventare la Carta una legge d’iniziativa popolare per ridare dignità a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici “Sappiamo che la strada scelta è la più complessa – aggiunge Carnevale – ma il nostro obiettivo è consegnare una proposta di legge con 3 milioni di firme per suonare forte al campanello di Palazzo Chigi. Una carta che raccoglie norme destinate a tutto il mondo del lavoro, subordinato e autonomo, che è attualmente al centro delle assemblee nei luoghi di lavoro e dei pensionati, per la consultazione straordinaria delle iscritte e degli iscritti alla Cgil”.

Con il nuovo Statuto il più grande sindacato vuole innovare gli strumenti contrattuali preservando quei diritti fondamentali che devono essere riconosciuti ed estesi a tutti, senza distinzione, indipendentemente dalla tipologia lavorativa o contrattuale, perché inderogabili e universali. Giusto e puntuale compenso per i lavoratori, libertà di espressione e sicurezza sono i cardini della nuova Carta. “Servirebbe comunque far arrivare questa notizia anche a due generazioni intere di precari che non sanno cosa siano i diritti, questo sarebbe importante!

“Temi, peraltro, che toccano da vicino la nostra realtà nella quale gli stipendi, se arrivano, giungono sempre in ritardo, si riscontrano continui problemi con la sicurezza e l’igiene nei cantieri e ormai esprimere la propria opinione o tenere assemblee nei luoghi di lavoro non è cosi scontato, date le minacce, talvolta più o meno velate. L’attuale generazione è senza diritti e quella precedente viene rabbonita con il ricatto di non averne più. Su alcuni aspetti le aziende hanno ragione: troppi lacci burocratici per le concessioni; i progetti, seppur pochi, muoiono strozzati dalla burocrazia; le imprese hanno difficoltà di accesso al credito bancario; le stazioni appaltanti pubbliche sono molto lente nell’erogare le somme spettanti intermedie.

Ma le imprese, il cui unico obiettivo è la critica al sindacato, avrebbero un bel mea culpa da presentare: basti pensare che i comuni con i quali abbiamo avuto interlocuzione ci dicono, invece, che proposte di edilizia nuova, bioedilizia e progetti innovativi ed ambiziosi non ne ricevono. E di certo non può essere del sindacato l’incapacità innovativa delle aziende! D’altro canto ho sentito con le mie orecchie da uno dei loro rappresentanti, negli ultimi giorni, che oltre ai lacci burocratici, i problemi delle aziende sarebbero i troppi precari delle pubbliche amministrazioni, i forestali e i lavoratori della formazione! Li vorrebbero tutti a casa? Bene, ottima proposta quella di raddoppiare la disoccupazione. Direi proprio illuminante! Se queste sono le loro idee…”

Durante la consultazione, la Fillea sta illustrando anche il tema scuole sicure che è il progetto nazionale del ministero, realizzando un dossier da consegnare agli iscritti. Uno strumento informativo per monitorare la situazione edilizia delle scuole distinguendo tra interventi di messa in sicurezza e quelli di innovazione (risparmio energetico, abbattimento delle barriere architettoniche). “Il resoconto, prelevato dai monitoraggi del ministero per tutta la provincia di Siracusa – aggiunge il segretario Fillea – mostra tutte le tipologie di intervento da start (si attende la presentazione finale del progetto), in approvazione (il progetto è presentato e si attende l’ok da parte del ministero e regione), cantiere aperto e cantiere chiuso. Nel comune di Siracusa diverse sono le tipologie d’intervento e purtroppo anche di definanziamento! Accanto ai fondi nazionali ci interesserebbe capire qual è il criterio di assegnazione di ulteriori fondi (secondo l’assessore regionale Marziano) da destinare alla messa in sicurezza delle scuole”.

Insomma le strategie di una regione che sino ad ora non ha dimostrato attenzione né per l’edilizia né per la cultura in genere. Carnevale ci congeda con una battuta che ci auguriamo diventi presto realtà: “Vogliamo tentare di coinvolgere i comuni nella programmazione negoziata. Estendere protocolli d’intesa tra sindacati, comuni e imprese che vincono gli appalti pubblici (contrattazione d’anticipo triangolare) sia per difendere l’occupazione locale raggiungendo la quota del 50%, sia per avviare una seria discussione su sicurezza, correttezza dell’appalto, puntualità dei crediti e legalità nei cantieri. Ne parleremo nelle assemblee dei prossimi giorni, insieme alla questione-proposta lavori usuranti e pensionamento anticipato per gli edili”.

Riepilogo su Siracusa, datato 10 luglio 2015, fonte dati: MIT. Dieci interventi richiesti per scuole sicure in città: sei in approvazione (Scuola media Costanzo, Scuola elementare Mazzini via Mergulensi, Istituto Comprensivo.”G. L. Radice” via Archia, XV Istituto Comprensivo, primo Circolo Didattico S. Raiti, terzo Istituto Comprensivo Viale Teocrito); uno, raccolta dati in corso (Liceo Scientifico “Einaudi” Via Pitia, 13); Tre da definanziare (Istituto Superiore Alberghiero via di Villa Ortisi, IPSSART via Lentini – I.P.S.S.A.R.T. via Lentini, Ist. Superiore Alberghiero Via S. Freud).

8 interventi di scuole sostenibili in città: 5 cantieri aperti (Enrico. Fermi, settimo Istituto Comprensivo Costanzo Siracusa, terzo Istituto Comprensivo ‘Santa Lucia’, ottavo Istituto Comprensivo Vittorini Siracusa, F. Juvara Siracusa); 2 cantieri chiusi (Istituto nazionale di istruzione superiore ‘Principe di Napoli”, Istituto IPSIA Calapso); 1 in approvazione (terzo Istituto Comprensivo S. Lucia Siracusa).

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