Strade come gruviera, basole ballonzolanti, niente guard rail

Nell’ultimo tratto di corso Umberto, il manto stradale è paragonabile al volto rugoso di un vecchio. In viale Epipoli basta una distrazione per gravi incidenti. Per non parlare dello spartitraffico all’Open Land

 

La Civetta di Minerva, 4 marzo 2016

Guidare per le strade di Siracusa: un’arte difficile che è possibile apprendere solo dopo una certa esperienza sul campo.

Possibilmente ambedue le mani sul volante (in posizione regolare da ore 10,15), almeno un’accettabile distanza di sicurezza, occhi fissi al fondo stradale o, meglio, all’automobile che precede, pronti, nel vederla improvvisamente sussultare, a effettuare una rapida e per quanto possibile minima modifica della direzione di marcia per schivare il pericolo. Solo quel tanto che basti ad evitare, sterzando, di far rovinare sull’asfalto l’immancabile moto che ti sorpassa anche nei frangenti più sconsigliabili. Un tombino che ha sensibilmente ceduto creando un vistoso avvallamento, un altro che invece forma un piccolo dosso, una buca di notevoli dimensioni mai coperta, nella generalità delle situazioni l’asfalto dissestato dall’incuria e dai lavori per posa di opere lasciati allo stato grezzo che fa sobbalzare la macchina e pendere ora da una parte ora dall’altra a seconda dei cedimenti che incontrano le ruote: questi gli ostacoli da schivare a ogni metro.

Forse l’esempio più emblematico è quello dell’ultimo tratto di corso Umberto, per intenderci la strada più frequentata dai turisti in arrivo alla stazione ferroviaria o alla fermata dei pullman. Qui, ormai, gli habitué sanno che il percorso a zig zag delle automobili, anzi più correttamente ad ampie onde tracciate anche nell’area dei parcheggi se libera, non è se non l’infelice tentativo di salvare o almeno cercare di attenuare i danni alle sospensioni del proprio veicolo. Tutto il manto stradale, prima di iniziare a salterellare sulle basole di Pozzo Ingegnere, nei tratti meno dissestati, là dove non si aprono affilati dislivelli, è paragonabile al viso solcato da profonde rughe di un anziano molto in là con gli anni. Un biglietto da visita perfetto, per una città ad alta vocazione turistica!

Le strade di Siracusa sono tutte così. Si salvano forse solo le poche che periodicamente vengono attraversate dalla processione di Santa Lucia e che quindi godono del privilegio di una manutenzione tutto sommato costante. Le altre versano in uno stato pietoso.

Inutile recriminare: non ci sono soldi, il comune è al default.

Ma alcuni interventi devono essere necessariamente fatti. Ne va della vita di chi vi transita e devono pertanto essere segnalati prima che ci scappi il ferito, o il morto.

Eccone uno, uno dei tanti: Viale Epipoli. Andando verso Siracusa da Belvedere, subito dopo lo svincolo per Tremilia, sulla destra, la strada costeggia il declivio del costone. Per un tratto la sicurezza è bene o male garantita da un basso muretto con una inferriata, una rete!, ma improvvisamente, proprio dove il pendio è più ripido, si interrompe qualsiasi protezione. Per una ventina di metri non c’è né guard rail né altro. Potrebbe bastare un niente per correre un rischio elevato: un attimo di propria distrazione (semmai guadando il cellulare, “hobby estremo” sempre più diffuso), la necessità di schivare un veicolo in pericoloso sorpasso in senso inverso, un animale che attraversi e istintivamente costringa a una brusca sterzata: un niente per finire nel dislivello e farsi davvero male se la fortuna non aiuta.

Ma la assoluta mancanza di sicurezza, in questo caso, è data dall’incuria dell’amministrazione che non ha mai ripristinato quel minimo di guardavia un tempo esistente. Più avanti invece la situazione è diversa: lo spartitraffico per accedere al nuovo, inutile, centro commerciale è un’opera recentemente realizzata da “tecnici”, da esperti in lavori stradali e, quindi, a rigor di logica, dovrebbe rispondere a tutti i più elementari requisiti di sicurezza.

Ebbene, non è così. Qualche genio ha montato i catarifrangenti ‘a monte’ al contrario: sono visibili solo a chi va in direzione Belvedere. Se a questo si aggiunge anche l’assenza di una qualsiasi segnaletica verticale così come orizzontale, e di segnali luminosi che indichino l’improvviso restringimento della carreggiata è facilmente comprensibile quale sia il pericolo, soprattutto di notte, in una strada per lo più al buio per un’illuminazione pubblica ‘ballerina’, per chi non conosca i luoghi. Che il sistema di accesso al centro commerciale che ha il suo ingresso direttamente sulla strada provinciale sia un’assoluta forzatura è ben noto agli uffici preposti alla viabilità, e molto altro ci sarebbe da commentare, ma dando per scontate autorizzazioni e regolarità, almeno si dovrebbe provvedere a non creare, se non altro a ridurre, eventuali rischi.

Riteniamo troppo dolorosi gli eventi recenti che hanno costretto l’amministrazione a correre tardivamente ai ripari in altre zone per pensare che sia possibile rimandare oltre un intervento così necessario.

Da leggere

Villetta Aretusa: l’ascensore che “non va giù”. Intervista al sindaco Francesco Italia

Quando è iniziata a girare la notizia, molti hanno pensato a uno scherzo, la provocazione …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti