Trecento ragazzi hanno varcato il cancello della struttura detentiva ad Augusta. Sesto anno consecutivo per il progetto “Il carcere va a scuola”. Allo spettacolo di giugno parteciperanno attori delle tragedie greche
Il lavoro per rendere il carcere un luogo per quanto possibile meno separato deve essere ampio ed articolato e passa attraverso la partecipazione della società esterna (prevista nella riforma penitenziaria del 75 come uno dei punti più qualificanti). Per questo non può essere messa in campo una sola iniziativa, per quanto ampia e qualificante, per perseguire l’obiettivo. Così, per rimanere sulla partecipazione degli studenti, sabato 20 febbraio trecento fra studenti di scuola media, genitori ed insegnanti che li accompagnano con in testa la preside Maria Giovanna Sergi, entreranno in carcere per assistere alla replica dello spettacolo “Giorno dopo giorno”, scritto e recitato da detenuti sotto la direzione di Simona Lo Iacono.
Si tratta della replica della rappresentazione fatta a dicembre per gli studenti dei licei di Siracusa. Sarà, questo, un duplice momento di contatto con la realtà penitenziaria costituito dal tema della rappresentazione teatrale e da scene di quotidianità carceraria. Accanto agli attori/detenuti ci saranno i loro familiari che avranno la possibilità di vivere un momento di contatto con i loro cari diverso da quello dei normali colloqui. Un’altra iniziativa in programma è prevista per la prossima primavera, con il liceo Megara e con l’Associazione Libera: laboratori artigianali comuni tra detenuti e studenti. Ma su questa iniziativa torneremo più avanti.
Passiamo al progetto “Il carcere va a scuola” in programma per il sesto anno consecutivo. Si tratta di un laboratorio teatrale congiunto detenuti-studenti della durata di sei mesi che si conclude con la messa in scena di una rappresentazione teatrale prevista per i primi di giugno e aperta al pubblico esterno fra cui studenti del liceo, volontari, autorità, familiari dei detenuti. La coincidenza temporale favorisce la partecipazione di attori impegnati nelle rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa (ricordiamo fra gli altri Ugo Pagliai, Francesco Scianna, Isa Danieli). Negli anni sono state rappresentate, sotto la regia di Davide Sbrogiò e con il coordinamento delle Tutors dell’istituto scolastico (professoresse Lisi, Dispensa, Baffo) opere di Achille Campanile, Dario Fo, Eduardo De Filippo, Plauto. Quest’anno si è pensato di tornare a Campanile.
Il valore dell’iniziativa non consiste naturalmente solo nell’evento artistico, ma prima di tutto nella contemporanea presenza di ragazzi e ragazze che ogni settimana invadono i corridoi del carcere per raggiungere il teatro, nell’incontro di mondi diversi, nel legame di amicizia che continua dopo il laboratorio, nell’approccio di studenti di sedici, diciassette anni ad un mondo così particolare, il pianeta carcere, con le loro normali curiosità e il loro tipico modo caciaroso (“Direttore è possibile visitare una sezione, vedere come sono fatte le celleˮ?).
Inizia dunque questa nuova avventura che spero possa portare ricadute positive. Daremo in seguito comunicazione ai lettori de “La Civetta” delle modalità per poter assistere alle rappresentazioni.

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