Il nuovo partito: “Non siamo una Sinistra di reduci”
Aldo Castello 5 Marzo 2016 News Siracusa 183 Views
Fai, Acquaviva, Bruno: “Il renzismo è incontrovertibile. Non ci sono più spazi per lavorare nel PD”. “Vogliamo riappropriarci dei valori affossati da questo Partito Democratico”
Si è presentata al pubblico e alla stampa, presso i locali dell’Arci, l’Associazione “Verso Sinistra Italiana”. Con Roberto Fai, Alessandro Acquaviva e Franzo Bruno al tavolo dei relatori, è stato tracciato il profilo di questa nuova aggregazione. “Nella sinistra siracusana si apre un cantiere-laboratorio di idee – afferma Roberto Fai – ma si costruisce anche un soggetto politico che volge lo sguardo al Partito nazionale in fase costituente denominato “Sinistra Italiana” e promosso dagli on.li ex PD Stefano Fassina, Alfredo D’Attorre, Carlo Galli, Monica Gregori insieme ai parlamentari di SEL e altri fuoriusciti dal M5S e che mira ad intercettare i delusi del centro sinistra e quanti auspicano un’opposizione diversa dall’antipolitica del modello grillino”.
“Ultimamente abbiamo assistito ad una mutazione genetica del Partito Democratico (continua il prof. Fai) e un vuoto politico sempre più crescente, il vuoto con cui Renzi ha potuto scalare l’Italia. Partiamo dalla “Carta di Enna”, il documento con cui il 19 dicembre 2015 si è dato avvio alla fase costitutiva in Sicilia di questo nuovo progetto. Svilupperemo e amplieremo il confronto nella prossima assise nazionale che si terrà a Roma da oggi a domenica dove, dietro la parola d’ordine “Cosmopolitica”, si aprirà il percorso costituente del nuovo soggetto politico che si concluderà ad ottobre”.
“Sono stato l’ultimo segretario provinciale dei Democratici di Sinistra” (a parlare adesso è il prof. Franzo Bruno) “e ho contribuito attivamente e convintamente al passaggio al PD, ritenendolo un passo necessario per la costruzione di un soggetto politico nuovo, moderno, aperto. Ma le misure politiche nazionali (molto più di quelle locali) hanno dimostrato che a questo PD interessa poco rinnovare la Sinistra, ma piuttosto semplificare i problemi e perseguire strade diverse da me non condivisibili. Purtroppo non credo ci siano più spazi per lavorare dall’interno e dubito fortemente che si possa essere efficaci rimanendo dentro il partito per sperare di cambiarlo. La strada intrapresa dal renzismo è incontrovertibile”.
Ma oltre che dal renzismo nazionale, i promotori della locale Sinistra Italiana sono delusi anche della politica cittadina. Roberto Fai: “Abbiamo una Amministrazione solo formalmente di sinistra che per qualità delle scelte e per rapporti di aggregazione non ha nulla di sinistra. Le scelte politiche di fondo appaiono confuse e inesistenti, sulla gestione delle acque, dei rifiuti, dei beni culturali, del Prg, nonché sulla massima istituzione pubblica che è l’Inda, dove il sindaco si è dimostrato incapace di gestire e di aprirsi alla Città. Questioni di metodo nell’amministrazione molto criticabili e livello di dibattito e di confronto inesistente. Se a Roma porta sconcerto l’apertura a Bondi o a Verdini, qui non siamo da meno con le annessioni in giunta o nella maggioranza”.
È ancora Franzo Bruno a tracciare il profilo della neonata aggregazione: “Siamo in una fase costituente e sperimentale, il percorso che si aprirà a Roma il prossimo fine settimana prevede la confluenza di varie aree (compresa SEL che ha deciso di sciogliersi), bisognerà interloquire con diversi soggetti. Ciò che è certo è che non vogliamo una Sinistra di “reduci” o di nostalgici testimoni né di affezionati a posizioni radicali, ma di quanti vogliono riappropriarsi dei valori affossati da questo PDˮ.
Sinistra Italiana vede a Siracusa l’adesione di esponenti di rilievo, oltre ai citati relatori, il consigliere comunale Alessandro Acquaviva, l’ex deputato regionale Roberto De Benedictis, l’avv. Corrado Giuliano, il dr. Pippo Ansaldi, il prof. Francesco Ortisi, il dr. Ninni Gibellino e molti altri. Si tratta di personaggi di indiscusso livello politico, culturale e professionale che rappresentano esperienze di impegno sociale, civile e politico di indubbio valore. Immaginiamo che lo stresso valga per altre città e in tutto il territorio italiano.
Appare lecito chiedersi se davvero questo patrimonio esperienziale e politico non sarebbe stato più utile al percorso di cambiamento interno del Partito Democratico, per arricchirlo di contributi e di valori piuttosto che impoverirlo. Così come ci chiediamo quale prezzo dovrà pagare il PD non solo elettoralmente (sia a livello nazionale che locale) pur di preferire uno sguardo rivolto a temi e a politiche più care alla destra che alla sinistra.
La risposta a questi quesiti forse ci verrà data il prossimo autunno. Sia quando sarà conclusa la fase costituente di Sinistra Italiana e la sua identità sarà più definita, sia quando gli elettori saranno chiamati al referendum per esprimersi sulle recenti riforme costituzionali. Un passaggio politico elettorale non tanto scontato e che potrà valere come una fiducia o sfiducia a Renzi e al suo PD.
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