Il titolare dell’Ambiente Pierpaolo Coppa: “Leggendo il capitolato del 2003 mi aspettavo di trovare un certo tipo di attività ma, al controllo, non le trovo”
Rifiuti e personale, questi i temi scelti per l’intervista all’assessore all’ambiente del Comune di Siracusa, avvocato Pierpaolo Coppa.
Pierpaolo, cosa pensi della gara di appalto dei rifiuti e degli ultimi provvedimenti da parte del TAR di Catania?
“Devo essere sincero, ho vissuto la vicenda dell’igiene pubblica in attesa dell’aggiudicazione della gara di appalto da parte della commissione nominata dall’Urega. Dal decreto del 24 novembre in cui il presidente del TAR reintegra la Tekra all’interno della gara di appalto e, quindi, da quando ho compreso che la gara di appalto si stava complicando, ho iniziato a vivere ed operare come se questo appalto non esistesse, concentrandomi principalmente sul vecchio capitolato per ottimizzare il servizio. È necessario chiedere ad IGM di svolgere il servizio nel miglior modo possibile. Non mi interessa risparmiare, desidero solamente che il servizio sia efficiente ed efficace. In questi ultimi giorni, stiamo attenzionando con il personale del mio ufficio la parte riguardante lo spazzamento per capire come, dove e quando si effettua. È programmata in questi giorni una riunione con il dott. Quercioli per discutere di questo e dei soffiatori non più usati. Mi sono prefisso due obiettivi: incrementare le percentuali di differenziata e migliorare la qualità di pulizia della città”.
Qual è la tua opinione sulla situazione dei rifiuti a Siracusa? Siamo al risibile 6%, nonostante i miglioramenti dei due ultimi anni. I cittadini si lamentano.
“Ribadiamo per prima cosa che non è vero che fare la differenziata non serve o che il differenziato viene smaltito con l’indifferenziato. Se poi i valori della differenziata sono bassi, è anche perché non riusciamo a differenziare la parte umida, il 40% del totale dei rifiuti, perché non abbiamo impianti di compostaggio, che dovrebbero essere costruiti dalla Regione. Anche se siamo a percentuali basse (6/7%), il dato è reale e il sistema sta iniziando a funzionare come deve essere. Essenzialmente manca un’informazione corretta e la cultura della differenziata, soprattutto per colpa delle amministrazioni precedenti. Negli ultimi anni il costo del servizio è diminuito ma la Tari rimane alta perché la legge prevede che si debba pagare al 100%, senza che si possa effettuare nessun trasferimento”.
Ho notato che Francesco Italia, durante il periodo del suo assessorato all’ambiente, si era mostrato più dialogante verso i vertici di IGM. Da parte tua noto invece un atteggiamento un po’ più rigido. Questo atteggiamento ripaga la città oppure no?
“Sono arrivato nel gennaio del 2015 immaginando che entro luglio/agosto massimo ci sarebbe stato l’affidamento del nuovo servizio. C’era lo sciopero dei dipendenti IGM che protestavano perché ritenevano di non essere tutelati dalla nuova gara e ho dovuto affrontare il conflitto non appena mi sono insediato. Non ho nessun tipo di pregiudiziale nei confronti dei vertici di IGM, ma è mio compito tutelare gli interessi della città. Leggendo il capitolato del 2003, mi aspetto di trovare un certo tipo di servizio ma, se controllo, non lo trovo e legittimamente mi chiedo come sia possibile. Ma non si può neanche andare avanti sempre con multe e penali, alte soprattutto all’inizio ma poi sono diminuite. Il mio obiettivo non è punire IGM, bensì fare le cose bene; anche nell’applicazione delle penali ci vuole attenzione. Con il dottor Quercioli, in questi ultimi giorni, ci stiamo vedendo più spesso per discutere sul capitolato del 2003 e sulla sua applicazione. Per la discarica Cardona pagavamo per esempio un corrispettivo quantomeno eccessivo. Devo tutelare gli interessi della comunità ed è evidente che non abbiamo un servizio rapportato a quanto paghiamo: posso anche pagare molto ma devo avere un servizio ottimo”.
A che punto è l’avviso degli ispettori ambientali volontari?
“Una figura che serve. Spero che l’avviso, deliberato a novembre dal consiglio comunale, venga pubblicato velocemente. In molti desiderano diventare ispettori ambientali e noi abbiamo difficoltà nel controllo sia del gestore che dei cittadini. Gli addetti della polizia ambientale sono troppo pochi e vengono utilizzati non solo per il controllo dell’ambiente ma anche per i compiti tipici della polizia municipale”.
Tu fai la differenziata?
“Certo. In famiglia si fa, da tempo. Ho comprato da poco una cucina e ho chiesto, a un costo bassissimo, che venissero inseriti i raccoglitori della differenziata nel sotto lavello; il rivenditore mi ha informato che queste richieste sono rare perché la gente non è abituata a fare la differenziata”.
Cosa vorresti dire alle associazioni che si occupano di rifiuti?
“Dovremmo veramente sederci, studiare assieme questo capitolato, vedere cosa serve veramente e cosa possiamo fare; quindi, organizzarsi per presidiare il territorio ed informarlo: per esempio, fare incontri nei diversi quartieri. Comunque ho notato che la sensibilità su questi temi è aumentata. Non so se è merito delle associazioni e/o dell’amministrazione, ma la sensibilità è aumentata”.
Tu sei anche assessore al personale. Ci racconti qual è la situazione al Comune?
“Sono convinto che la politica del personale fatta nell’ultimo ventennio sia la causa dell’oggi: non c’è stata né lungimiranza né attenzione, anche sotto il profilo della ricerca delle professionalità necessarie. Di conseguenza, ci troviamo una macchina amministrativa inidonea e arretrata sotto tutti i punti di vista. Ci sono sicuramente delle eccellenze ma, anche in innovazione, la macchina amministrativa ha bisogno di essere ringiovanita. La determina dei nuovi dirigenti è stata impugnata da altri due dirigenti idonei ma non scelti, Blanca, avvocato del comune di Avola, e Pisana, un ex dirigente a tempo determinato. Entrambi avevano partecipato, erano risultati idonei ma non sono stati scelti. Anche lì c’è un giudizio pendente. Avremmo bisogno di altri dirigenti perché al momento ne abbiamo solo nove mentre la pianta organica ne prevederebbe ventidue. A Floridia sono sette, a Reggio Emilia, una cittadina grande come Siracusa, trentacinque. Da noi, ogni dirigente ha assegnato più settori e, quindi, ha poco tempo da destinare a ciascuno di esso. Ci vorrebbe solo un dirigente per il settore dell’ambiente. Anche i funzionari sono pochi: mancano le persone che devono portare avanti i procedimenti amministrativi. Abbiamo 800 dipendenti con una pianta organica che ne dovrebbe avere quasi mille. Purtroppo questa situazione non si può modificare perché da anni c’è il blocco del turn over. Tutto questo è il frutto della scellerata politica del personale che è stato fatta nel passato”.

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