“A Siracusa il 75% degli appalti li vincono imprese venute da fuori”

Salvo Carnevale, segretario provinciale della Fillea Cgil: “In questa provincia non riusciamo a far scendere la disoccupazione”, “Il sindacato deve ascoltare di più i lavoratori ed essere trasparente”

 

La Cgil deve rimettersi in gioco, da subito. Le indagini socio-economiche sono chiare: senza organizzazione sindacale tracollerebbero le fasce più deboli della popolazione. Ma da tempo la disaffezione che circola attorno alle forze sindacali è palpabile: la politica, i cittadini, gli EE LL e gran parte delle associazioni datoriali, tutti disamorati e pronti a dar lotta al sindacato. Ecco lo scenario che la Cgil ha dinanzi nel 21° secolo: la grande sfida di rinnovarsi e la proposta di un nuovo statuto universale dei lavoratori.

“E’ vero: nei nostri confronti vi è una reale sfiducia della quale ti accorgi parlando con i lavoratori giornalmente – ci chiarisce Salvo Carnevale, segretario provinciale Fillea. Le scelte politiche e culturali degli ultimi vent’anni hanno creato un allontanamento progressivo dalle organizzazioni di massa e su questo fronte la Cgil si sta già impegnando da anni, per recuperare il terreno perduto. Il compito che si prefigge il sindacato è difendere i propri iscritti, ma anche avvicinare quei giovani e quei lavoratori che, da metà degli anni ‘90, sono stati messi all’angolo dall’economia mondiale e da leggi nazionali che hanno avuto come effetto nefasto e deleterio quello di precarizzare il lavoratore rendendolo più solo e debole. Certo la politica ha giocato un ruolo chiave attraverso le sue numerose riforme come la Biagi, la Sacconi e la Fornero. Ma è pur vero che qualche responsabilità va anche imputata ai sindacati, considerati sempre più forze conservatrici bloccate su posizioni di difesa. La nostra vera grande responsabilità – aggiunge Carnevale – è quella di non aver incluso nella contrattazione tutti i lavoratori equiparandone i diritti e non aver iniziato delle battaglie forti dieci anni fa. Errore che si sta cercando di recuperare in questa fase di rinnovo contrattuale. E a breve lanceremo un referendum per proporre una legge che regolamenti il nuovo statuto dei lavoratori”.

In questi giorni, a Siracusa, la Fillea (insieme alle federazioni di Cisl e Uil di settore) ha completato l’elaborazione della piattaforma del contratto di secondo livello (provinciale), già scaduto da un anno, che vale per 5 mila addetti attivi nel settore edile e potenzialmente per circa 10 mila. Sottoposta ai direttivi provinciali di categoria riuniti, rappresenterà la base per la trattativa con l’associazione datoriale del territorio in una fase difficile e turbolenta. Un momento complesso visto che il governo ha minacciato di intervenire per legge con il salario minimo se le categorie non riusciranno a chiudere i contratti e trovare nuovi modelli di relazioni industriali.

Renzi è molto peggio di Berlusconi: questi circoscriveva tutto all’art.18, Renzi vuole delegittimare le organizzazioni dei lavoratori attraverso la limitazione allo sciopero, il taglio economico ai patronati (che indebolisce i cittadini più poveri impedendo loro di accedere ai diritti) ed entrando a gamba tesa nelle contrattazioni con il salario minimo, oltre che ostacolando qualsiasi intermediazione sociale. Il salario minimo è l’apice della guerra contro i sindacati e un colpo mortale ai salari dei lavoratori: il contratto nazionale sarà distrutto, i minimi contrattuali saranno più bassi e diversi da una provincia all’altra, in relazione alla produttività della singola provincia. Immaginate Siracusa che è al quint’ultimo posto per tasso di occupazione.

“Un massacro! Altro che futuro e modernità: si tornerà alle gabbie salariali e indietro di 100 anni. Ma poiché come forza sindacale siamo disponibili a dimostrare quello che è invece il nostro concetto di modernità, nella nostra proposta di contratto di secondo livello, a Siracusa, abbiamo scelto posizioni molto avanzate inserendo premialità tanto per i lavoratori che garantiscono continuità lavorativa consecutiva, quanto per le aziende in regola nei contratti dei lavoratori. Chiediamo invece che le imprese irregolari paghino sanzioni a vantaggio delle sane. Dunque il sindacato è pronto ad investire sulle novità e cambiamenti ma le imprese si mostreranno così avanzate come, a parole, sostengono di essere? A Siracusa, tanto per citare un dato, circa il 25% non sono perfettamente in regola con i versamenti alla Cassa Edile (ente bilaterale per le prestazioni da erogare ai lavoratori)”.

Qui sul territorio, con l’ausilio degli enti paritetici bilaterali, Carnevale ci spiega che bisogna rilanciare l’osservatorio sulla legalità, ma chiede che tale progetto non resti carta scritta. “In collaborazione sinergica con Prefettura e EE LL, immaginiamo che l’osservatorio debba monitorare le imprese edili, garantendo oltre alle informazioni immediate sulla sicurezza e legalità, anche verifiche puntuali sulla gestione degli appalti. Spesso gli EE LL del nostro territorio non sanno che le imprese vincitrici di appalti pubblici non sono in regola né per gli stipendi né per gli istituti contrattuali verso la cassa edile. Se le amministrazioni fossero più attente sarebbe possibile l’intervento sostitutivo della stazione appaltante in caso di inadempienza contributiva degli esecutori dei contratti pubblici, ma purtroppo gli enti locali si mostrano reticenti al confronto con i sindacati, sottovalutandone l’impegno e le utili segnalazioni”.

Basta osservare come i protocolli, sottoscritti con gli enti pubblici territoriali, restino lettera morta. “Da tempo – aggiunge Carnevale – sollecitiamo il rispetto della salvaguardia della manodopera locale, ma per superficialità o negligenza, nei bandi di gara i protocolli non vengono inseriti e dunque restano carta straccia. Da mesi cerchiamo di parlare con le amministrazioni: l’unico che ci ha prestato ascolto è stato il comune di Lentini, mentre a Siracusa aspettiamo ancora un incontro con l’azienda vincitrice dell’appalto per la Bretella Targia come assicurato a novembre dall’assessore Foti. Bisogna trovare soluzioni, poiché qui continuano a vincere gli appalti le imprese che vengono da fuori (nel 75% circa dei casi) portandosi dietro la manovalanza, mentre a Siracusa non riusciamo a far scendere la disoccupazione! Ed invitiamo alcuni esponenti della Destra siracusana (anche se oggi il sindacato non percepisce la differenza tra destra e sinistra) ad informarsi meglio prima di affermare erroneamente che sulla bretella Targia sta lavorando manodopera locale”.

Insomma si capisce che ormai i riferimenti politici si sono persi (e forse è meglio così) e che politica e sindacato rappresentano due mondi antitetici e distanti. “Non si può, inoltre, accettare l’idea che si possa essere in questa fase contemporaneamente dirigenti sindacali e sostenitori attivi del PD. La Cgil è aperta e rispettosa delle idee e cerca di dialogare con tutti, ma questo è il momento di scegliere! La fase storica è chiara: le politiche del PD sono in perfetta continuità ideale con quelle del centrodestra berlusconiano. Se eravamo fieri oppositori allora, dobbiamo esserlo a maggior ragione adesso. Inutile arrampicarsi sugli specchi della retoricaˮ!

Alcuni atteggiamenti infastidiscono Carnevale che oggi, più che mai, chiede coerenza per mantenere la barra dritta. Il lavoro che li attende è ben più arduo e richiede impegno totale dentro la CGIL: smettere di lavorare a comparti separati e recuperare quell’unione che un tempo portava lavoratori e studenti insieme in piazza. Oggi i lavoratori dell’area industriale presidiano le portinerie, ma l’opinione pubblica sta a guardare; la scuola manifesta, ma l’opinione pubblica guarda dalla finestra.

“È vero che negli anni, invece che unirci, ci siamo divisi – conclude il segretario Fillea – ed ognuno ha difeso in modo corporativo il proprio pezzetto, pur in una logica naturale di autodifesa. Ma questo ci ha fatto malissimo ed era quello che volevano i governanti. Le battaglie si vincono creando opinione, solidarietà tra le varie categorie dei lavoratori e forse le troppe sconfitte e le tante figure precarie create ad arte hanno polverizzato il mondo del lavoro rendendolo instabile, debole, diviso. Il sindacato ha di fronte battaglie difficilissime che, senza i lavoratori, non può vincere. Deve recuperare una maggiore capacità di ascolto tra i lavoratori (ritenendo vincolante il parere degli stessi) ed essere più trasparente. Noi a differenza della politica scheletri nell’armadio non ne abbiamo. Una piccola dimostrazione? Nel 2016 la Fillea pubblicherà gli stipendi dei suoi dipendenti, così da dar risposte a chi immagina chissà quali scenari e ricchezze! Bisogna inoltre interrogarsi su come avviare nuove forme di mobilitazioni più estreme. Ormai gli scioperi di 4 ore sono relegati alla quindicesima pagina di un giornale minore. Bisogna cambiare anche qui”. E magari l’opinione pubblica ritroverà un punto di riferimento: l’organizzazione dei lavoratori.

Da leggere

IL PIANO ENI VERSALIS SPACCA IL SINDACATO

Prima ancora che avesse inizio al Vermexio l’incontro dei sindaci dei comuni del petrolchimico, di …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti