L’on. Pippo Zappulla (PD): “Non siamo figli di un dio minore”. Diritto negato ai lavoratori (l’agenzia delle entrate: “Spetta solo alle imprese”) ma anche alle aziende c’è la bocciatura UE. Il parlamentare: “Siamo alla farsa, non ci fermeremo”
A venticinque anni dal devastante terremoto del 13 dicembre 1990, che provocò notevoli danni nel Siracusano, c’è ancora chi deve ricevere dallo Stato il rimborso delle tasse che il governo del tempo annunciò come contributo alle popolazioni colpite. “Non siamo figli di un dio minore”, ha dichiarato l’on. Pippo Zappulla del PD, che il 29 dicembre ha riunito le persone interessate. “Io, insieme all’on. Berretta di Catania e alla senatrice Venera Padua di Ragusa, in un recente comunicato stampa abbiamo contestato l’agenzia delle entrate e il ministero dell’economia per l’avvenuto blocco dei rimborsi”.
Ma a che punto è la situazione?
“Eravamo giunti a far spostare a marzo 2010 il termine in cui l’agenzia delle entrate doveva prendere in considerazione le domande presentate e far aprire il capitolo di bilancio di 90 milioni di € per il triennio 2015/17, insufficienti, ma era un inizio; infine si aspettava dal ministero il decreto attuativo, che a fine giugno 2015 ci si diceva non necessario, perché già si stavano preparando a pagare. Poi a inizio settembre l’agenzia delle entrate ha pubblicato una nota in cui evidenziava che la legge parlava di rimborso solo per le imprese, nessun diritto andava ai dipendenti. Per questo motivo abbiamo chiesto al ministero di preparare una circolare applicativa, perché il rimborso spettasse anche ai lavoratori”.
Avrete avuto una risposta positiva…
“No, il ministero ha dichiarato che la risposta dell’agenzia, braccio tecnico del ministero, andava per il verso giusto. Capisci che discorsi? È da qui che nasce la protesta mia, di Berretta, e della Venera Padua”.
La legge è dalla loro parte?
“Prima di rispondere una riflessione: l’agenzia ha pensato che i lavoratori che attendevano questo rimborso erano così pochi da poterli facilmente scoraggiare, perché avrebbero dovuto chiedere giustizia in tribunale, non s’immaginava che dietro le azioni di noi parlamentari ci fossero 16.000 lavoratori in provincia di Siracusa e più di 8.000 fra le provincie di Catania e Ragusa oltre a un centinaio d’imprese”.
A quale codicillo si appiglia l’agenzia?
“In un primo momento la legge voluta nel 2003 dall’on. Prestigiacomo parlava di rimborso solo alle imprese, era stata fatta per tutelare le imprese, specialmente, quelle di famiglia, ma dopo 6/7 mesi il presidente della repubblica emise un decreto per individuare le zone e i comuni soggetti al sisma, che recitava: <il rimborso spetta ai residenti dei comuni elencati>. E residenti sono tutti quei lavoratori che hanno versato più del 10% di tasse in quegli anni, cui lo Stato deve rimborsarne il 90%”.
Ma la legge cosa dice esattamente?
“Dichiara che, da dicembre 90 a dicembre 92, per difficoltà economiche e disagi a imprese e lavoratori dovute al sisma, lo Stato sarebbe intervenuto con il rimborso del 90% dell’imposta versata”.
E da allora?
“Vi sono state sentenze territoriali che hanno dato ragione a 130/150 lavoratori e poi è stata emessa un’ordinanza della Cassazione, la n. 18179 depositata di recente il 16/9/2015, sempre a nostro favore”.
Perché dunque quest’atteggiamento di chiusura?
“Perché è una decisione politica. Credo si siano creati, in maniera trasversale, interessi del nord che vedono questo come il solito aiuto assistenziale da dare a quei cittadini minori che vivono nell’estrema periferia del Paese”.
Che cosa avete pensato di fare?
“È una grave discriminazione e noi non vogliamo tirarci indietro. Voglio andare fino in fondo e non mi muovo, come qualcuno ha insinuato, per cercare voti, sappiamo tutti che non è tempo di campagna elettorale, perciò stiamo preparando, con un pool di avvocati costituzionalisti, una denuncia verso l’agenzia per danno erariale perché, secondo noi, sta lavorando contro lo Stato. Un domani, dopo la vittoria delle varie vertenze individuali o collettive, lo Stato potrà aver dato più di quello che oggi ha disposto. C’è, poi, la mia proposta di legge che prosegue nel suo iter, raccoglierebbe anche le domande che si presenterebbero entro i 20 giorni dalla pubblicazione sulla gazzetta ufficiale. La legge è già posta nella commissione e si aspetta la messa all’ordine del giorno, dovranno passare 6/7 mesi per andare in discussione. Infine, una strada secondaria è quella di inserire in un decreto mille proroghe poche righe in cui è scritto: con riferimento alla legge … il rimborso va riferito alle imprese e ai lavoratori”.
Allora la soluzione è ancora lontana?
“Sì, la strada è ancora in salita, ma non mi fermerò. C’è l’interesse di altri parlamentari oltre a noi tre e sono pronto a parlare con altri, compresi i 5 stelle”.
Beh, quantomeno le imprese hanno preso il dovuto…
“No. Per le imprese siamo al paradossale, alla farsa”.
Come mai?
“Anch’esse sono rimaste bloccate, ma dalla commissione europea, che ha dato un primo parere negativo. Saprai che ogni provvedimento del parlamento deve essere sottoposto alla commissione per valutare se ciò comporta un aiuto improprio dello Stato verso le imprese e quindi concorrenza sleale, ebbene per il sisma del ’90 la commissione ha dato parere sfavorevole e su questo già è in atto il ricorso”.
Alla fine non toccherebbe a nessuno avere un giusto riconoscimento per il sisma.
“Così vogliono che accada, ma noi dobbiamo creare una rete che vada oltre le logiche dei partiti nella difesa degli interessi del nostro territorio specie lavoratori e imprese. Inoltre, alle azioni che ti ho esposto, non è esclusa, da parte di alcuni, una class action”.

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