Dimensionamento, urgono tavoli provinciali per una visione sistemica

Nel piano potranno figurare istituti comprensivi con valori inferiori a quelli previsti dalla legge e “si potrà tener conto, con un criterio di gradualità, di particolari esigenze geografiche, socioeconomiche e legate alla storia del territorio”.

 

La Regione Siciliana, ancora una volta, ha evitato di fare scelte chiare e razionali. Il nuovo assessore alla pubblica istruzione, Bruno Marziano, si è trovato tra capo e collo un procedimento già iniziato a cui ha posto il sigillo con un provvedimento necessariamente frettoloso su cui è riuscito ad intervenire marginalmente, più che altro accogliendo alcune sollecitazioni provenienti dalla sua provincia d’elezione ma senza effettuare le operazioni necessarie per un provvedimento definitivo che assicurasse una stabilità duratura necessaria alle istituzioni scolastiche per progettare il proprio futuro: ciò è tanto più necessario ln quanto la nuova norma impone di progettare il Piano dell’offerta formativa per  un triennio. Pazienza, oggettivamente si poteva fare ben poco allo stato degli atti.

Pur non di meno se il nuovo assessore volesse dare un’impronta di vero rinnovamento e di governo dei problemi oltre l’emergenza e il provvisorio, dovrebbe, a mio avviso, passato il mese di gennaio, insediare un gruppo di lavoro per provincia che, con dati alla mano, con una visione sistemica, tenendo conto del riordino dei cicli, delle necessità (vere) del territorio e degli indirizzi della nuova legge denominata “buona scuola”, lontano dagli interessi, seppure legittimi, degli operatori (dirigenti e docenti), avesse come prevalente riferimento il miglioramento dell’offerta formativa, efficace ed efficiente, nell’interesse dei giovani e delle loro famiglie in un’ottica di servizio per assicurare il successo formativo e la massima occupabilità nelle condizioni date.

Per far ciò è necessario da parte di tutti un serio sforzo professionale e una politica con la P maiuscola che decida e faccia scelte, anche se non popolari nell’immediato, che assicurino un contesto omogeneo e stabilizzato per almeno un decennio. E’ possibile anche se non è semplice.

Ricordo che, pur con le limitazioni sulle dimensioni imposte dalla leggenazionale, Il 13 Dicembre 2011, venendo incontro alla richiesta delle regioni e dei sindacati per limitare gli effetti di un dimensionamento selvaggio, il Direttore Generale per il personale scolastico interpretò la norma nel senso che “si considerano raggiunti i limiti stabiliti dalla legge anche con scuole più piccole o più grandi, purché vengano comunque rispettati i parametri numerici previsti dalla legge n. 111/2011 intesi come media regionale di riferimento”; di conseguenza,nel piano di dimensionamento potranno figurare istituti comprensivi convalori inferiori a quelli previsti dalla legge e conclude: “si potrà tener conto, con un criterio di gradualità, di particolari esigenze geografiche, socioeconomiche e legate alla storia del territorio”.

Scelte di tale natura assicurerebbero una migliore garanzia per ottimizzare gli sforzi delle governance degli istituti in un’ottica di rete e aprirebbero una nuova fase nella discussione su una scuola di qualità utile a supporto delle necessità delle popolazioni. Avrà il coraggio Bruno Marziano di “governare” un settore da sempre trascurato dalla Regione? Lo sapremo presto, certo il carattere non gli manca.

Da leggere

“Solo contro tutti: la Cgil e le battaglie per Siracusa”

Intervista al segretario Cgil Franco Nardi: “Tra bioraffineria, Isab, futuro del depuratore, sanità e giovani …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti