“Per la nostra agricoltura bisogna lavorare in area vasta”

Confronto tra esperti a Solarino. L’on. Cirone di Marco: “I terreni incolti saranno affidati ai giovani”. Il sindaco di Canicattini: “Gli indicatori di settore sono disastrosi”, l’on. Amoddio: “Necessari cambiamenti”. L’on. Romanini: “Operatori anziani e imprese troppo piccole”

 

Si è svolto a Solarino, alla presenza di Giuseppe Romanini, componente della commissione agricoltura della Camera dei Deputati, e di Sofia Amoddio, componente della commissione Giustizia, un confronto sulle nuove leggi sull’agricoltura sociale e le biodiversità. L’incontro, moderato da Salvatore Mangiafico, è stato molto partecipato con gli interventi qualificati dei relatori ma anche dei rappresentanti del settore agricolo, e ha prodotto spunti che possono essere utilizzati per il miglioramento dell’agricoltura nel nostro territorio.

Marika Cirone Di Marco, deputata regionale, ha affermato che è pronto un disegno di legge all’Assemblea Siciliana che coniuga l’agricoltura ed il welfare. Inoltre, si sta completando l’iter del progetto denominato “Banca della Terra” che consiste nella ripartizione dei terreni incolti che saranno messi a disposizione di giovani agricoltori con canoni concessori scontati. Si è parlato di “economia da ibridazione”, che nasce nel territorio e si basa su uno scheletro contadino già presente nella nostra società.

Alessio Lo Giudice, segretario provinciale PD, ha parlato invece di un nuovo modello di sviluppo, l’economia basata sull’agricoltura non deve essere considerata un retaggio del passato e i provvedimenti recentemente approvati diventano efficaci solo se vengono utilizzati in maniera adeguata dagli enti locali. Il sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta, ha osservato che gli indicatori relativi alla agricoltura sono in questo territorio disastrosi: si ha la necessità di cambiare passo. “Sono stati approvati i Piani di Sviluppo Rurale (PSR) che prevedono due milioni e duecento mila euro per lo sviluppo agricolo e viene dato spazio allo sviluppo per aree comuni”. Per il sindaco di Canicattini Bagni bisogna tentare di integrare i PSR ai Piani Operativi Europei, bisogna lavorare come area vasta e mettersi assieme per comprendere meglio come utilizzare i fondi. “Si può creare nel nostro territorio una piattaforma del Benessere e della qualità della vita”.

Orazio Scalorino, sindaco di Floridia, invece, sottolinea la criticità in cui versa l’agricoltura nel siracusano, mettendosi a disposizione per un suo rilancio. Il sindaco di Solarino e padrone di casa, Sebastiano Scorpo, riepiloga brevemente il passaggio che si è avuto durante gli anni ‘60 da un territorio prettamente agricolo ad un territorio industriale che hanno cambiato l’identità del siracusano. “Bisogna ritornare alla vecchia identità agricola ed alcune iniziative, come la strada dell’olio, hanno questo obiettivo”.  

Sofia Amoddio, parlamentare PD, ha evidenziato come l’attività legislativa sia complessa in quanto i problemi che possono interessare la popolazione sono tanti ed, in alcuni casi, improvvisi, come per esempio le gelate e la grandine che hanno interessato il territorio di Noto e Pachino. “Il lavoro da contadino era visto come lavoro non qualificante. Oggi l’agricoltura non può essere come prima, richiede dei cambiamenti”. Dal 1982 al 2010, secondo fonti ISTAT, i terreni non più usati per l’agricoltura si sono ridotti di 5 milioni di ettari, ma dal 2012 al 2013 si è osservata una crescita anche in Sicilia e l’agricoltura ha avuto un fatturato di 52 miliardi di euro. “Grazie agli agricoltori che hanno resistito alla crisi, questo settore non è scomparso. Con il decreto del Fare, sono stati dati fondi alle piccole e medie imprese per l’acquisto di attrezzature”.

La legge dell’agricoltura sociale si prefigge di produrre beni e fornire contemporaneamente servizi alle comunità locali. Si tratta di organizzare imprese sociali, come per esempio gli agriasili. Le pubbliche amministrazioni possono utilizzare i prodotti alimentari delle imprese sociali per le mense scolastiche. La legge sulla Biodiversità, invece, istituisce un sistema nazionale per valorizzare la biodiversità agraria ed alimentare e per custodire specie alimentari in via di estinzione.  

L’onorevole Giuseppe Romanini ha precisato che in Italia dal punto di vista agricolo ogni territorio ha la sua peculiarità. In questi anni si sono fatte tante cose e per questo motivo l’agricoltura è in ripresa. Essa è per sua natura è anticiclica e si è registrato un incremento del 3,7% del numero di agricoltori nell’ultimo trimestre. Nel 2013 si sono avuti cinquecento mila occupati in più e gli istituti scolastici agrari e le facoltà di agraria sono pieni. La riscoperta delle tradizioni e dei saperi è un tema fondamentale: bisogna assicurare una biodiversità degli agricoltori. “Non è possibile fare concorrenza ai grandi players internazionale: ma noi abbiamo distintività e qualità”. Solo il 7% degli agricoltori sono giovani e quasi il 20% del territorio è affidato ad ultra 65enni senza successione. “Si passa da imprese più grandi a imprese più piccole e questo è un problema perché potrebbe farci perdere la capacità di produrre prodotti di nicchia”.

Bisogna adottare misure per incentivare il ricambio generazionale, attraverso il subentro dell’acquisizione della terra e attraverso misure a favore dei giovani imprenditori agricoli. Quindi si richiede una Politica Agricola Comune (PAC) che garantisca una sostenibilità ambientale. Per quanto riguarda l’agricoltura biologica, siamo tra i primi produttori al mondo: il mercato è cresciuto del 17% con un incremento dell’11% della superficie agraria destinata al biologico. Nel PSR approvato recentemente in Sicilia sono previsti delle somme per il sostegno a convertirsi verso il biologico. Le leggi approvate sono quelle sulla filiera corta, sulle fattorie didattiche, mentre quella dei prodotti a chilometro zero è in discussione. L’onorevole Romanini ha concluso descrivendo poi nel dettaglio le leggi dell’agricoltura sociale e della biodiversità. Tanti gli interventi da parte degli agricoltori intervenuti che hanno chiesto informazioni sui diversi prodotti presenti nel nostro territorio ed hanno espresso delle problematiche e delle criticità che il loro lavoro di agricoltori pone.

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