Il Liceo Gargallo riacquista la tanto agognata autonomia grazie a un colpo di coda politico. Ma la soluzione che oggi appare come la migliore è fragile e ha forse il respiro corto.
E’ una di quelle notizie che lasciano basiti: il liceo Gargallo di Siracusa torna ad avere l’autonomia, riprende il suo antico nome e si stacca dal liceo Corbino.
Qualcuno già vocifera che Babbo Natale esiste, qualcuno vede con rammarico la separazione, qualcun altro pensa che dopo tante difficoltà, incomprensioni e impegno continuo e costante per creare un’unità obbligata, mai del tutto accettata, ma che guardava al futuro e rappresentava una intelligente scommessa, quella di stasera sia davvero una pessima scelta.
Ma così è se vi pare! La Regione ha deciso! Anzi: così ha deciso il neo assessore Bruno Marziano, fresco di nomina ma già con una ricca agenda di cose da fare, di “torti” da riparare. Il riassetto di oggi interessava l’intera Sicilia ma l’attenzione è stata per lo più tutta su Siracusa che risulta essere così il caso eclatante. I giochi di potere e gli equilibrismi politici, chiamati dimensionamento e mancanza di iscritti, tre anni fa imposero a tutti i costi l’accorpamento dei due licei storici della città senza alcun riguardo per tradizioni, storie e indirizzi diversi, per raggiungere meri obiettivi numerici. La mortificazione del mondo scolastico!
E sono sempre i numeri, accompagnati ora da sollecitazioni e pressioni, forse proprio di quegli stessi protagonisti tre anni fa distratti e disinteressati, a decretare oggi la riacquisita autonomia del Gargallo facendo sì tirare un sospiro di sollievo ai tradizionalisti nostalgici ma sancendo la sconfitta del progetto di un grande polo culturale a servizio del territorio in un’ottica non provincialistica e asfittica. Certo adesso orientamento, Poft, progetti, informazione alle famiglie, bilanci, sedi e tutto il resto saranno da rivedere e proprio a ridosso delle iscrizioni. Ma in fondo le difficoltà le avranno coloro che la scuola la vivono e non certo chi risponde ad altre logiche.
I numeri ballerini di Palermo dicono che gli allievi del liceo classico sono 660 mentre quelli del Corbino 770. Una scelta politica che di fatto crea due fragili Istituti. “La Flc Cgil – commenta il segretario provinciale Paolo Italia – è stata favorevole alla proposta dell’assessore Marziano seppur con qualche preoccupazione. Dal primo settembre 2016 si avranno nuovi posti di lavoro per il personale Ata, la segreteria, il Dsga e il Dirigente scolastico. Si consente di riprendere le tradizioni e si riconosce il valore storico di un’istituzione antica come il Gargallo ma di fatto si creano due istituti scolastici fragili. Su un territorio di 120 mila abitanti, 5 licei, quattro dei quali con opzioni simili (Quintiliano, Gargallo, Corbino ed Einaudi) rappresentano un ventaglio molto, forse troppo, ampio”.
E così il percorso avviato con Maria Rita Sgarlata si è oggi concluso con la decisione dell’Assessorato regionale alla Formazione e alla Pubblica istruzione. Ma le scelte della Regione non si fermano qui: “L’Ipsia viene accorpato all’Istituto Insolera – aggiunge Italia – mentre lo Juvara al Gagini. Le altre scuole mantengono l’assetto del quale i lettori sono già informati. Adesso bisognerà pensare all’edilizia scolastica che invece è ferma da troppo tempo”.
Una decisione quindi sicuramente in controtendenza rispetto alla legge 107/2015 che prefigura la creazione di reti di scuole e ciò la dice lunga sulla considerazione che si ha della scuola negli ambienti politici dove studenti e insegnanti sono solo numeri, pedine da spostare a piacimento senza tenere conto da una parte delle tradizioni del territorio e degli sforzi fatti per mantenerle vive, e dall’altra di un contesto che cambia, che progredisce e che richiederebbe una reale programmazione e lungimiranza da chi ha il compito di governare i processi di trasformazione senza farsi irretire da piccoli interessi.

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