Stonewall: “Informazione cattiva e distorta, attendiamo provvedimenti nei confronti del dirigente scolastico”
“I nemici dell’uomo, non potendo attaccare il creatore, attaccano la creatura nel luogo in cui nasce e si sviluppa: la famiglia. Il nuovo fascismo, che non è umanisticamente retorico ma americanamente pragmatico, mira alla riorganizzazione totalitaria del mondo. La battaglia del terzo millennio è quella della famiglia e richiede ai credenti il coraggio e la forza di rivivere l’epopea del martirio”.
Il delirio ideologico di Gianfranco Amato, il crociato della “sfida decisiva” antropologica ed educativa, presidente dell’associazione Giuristi per la vita, è una Babele concettuale di pensieri, aforismi, intuizioni saccheggiati da discorsi e scritti di Giovanni Paolo II, papa Francesco e Pier Paolo Pasolini, (di cui ignora certamente il docu-film “Comizi d’amore: il senso degli italiani per la sessualità”, nel quale Giuseppe Ungaretti, alle provocatorie domande dello scrittore “Cos’è contro natura? Esistono la normalità e l’anormalità sessuale?” risponde: “Tutti gli uomini sono a loro modo diversi; tutti gli uomini sono in un certo senso in contrasto con la natura. L’atto di civiltà, che è un atto di prepotenza umana sulla natura, è esso stesso un atto contro la natura).
Affermazioni che, decontestualizzate e utilizzate a sostegno della sua strategia argomentativa contro la teoria gender, “ultima picconata alla famiglia della deriva totalitaria” lo trasformano in un moderno Simplicio galileiano, l’aristotelico protagonista del Dialogo sopra i massimi sistemi del mondo, che invoca l’ipse dixit contro l’evidenza delle esperienze.
Quale evidenza, nel nostro caso? La teoria del gender (la quale, ammesso che esista, ha la stessa parvenza di veridicità dei protocolli dei Savi di Sion) non è presente in nessun piano dell’offerta formativa delle nostre scuole. Lo confermano una circolare ministeriale del Ministro della pubblica istruzione e una successiva nota di chiarimento sul comma 16 della riforma scolastica: “Si ribadisce che tra i diritti e i doveri e tra le conoscenze da trasmettere non rientrano in nessun modo né “ideologie gender” né l’insegnamento di pratiche estranee al mondo educativo”.
Eppure Amato, per nulla rassicurato dall’evidenza dei fatti (chissà se prima o poi attingerà anche al pensiero di Nietzsche: “I fatti sono stupidi”), continua a presenziare convegni in tutto il paese facendo proseliti per la sua crociata contro il complotto pedagogico della Buona scuola.
Di recente è stato tra i protagonista del VI convegno internazionale di bioetica, che si è tenuto il 23 e il 24 ottobre presso l’aula magna del seminario vescovile di Noto, con il patrocinio della Diocesi e del Comune netino. A proposito del Convegno, sul sito Segui @DiocesidiNoto si legge “Cos’è il gender? Cosa insegneranno ai nostri figli a scuola? Queste le domande più frequenti di genitori preoccupati dall’applicazione del ddl della Buona Scuola, che a detta di molti (una Diocesi che dà voce a chi voce non ha, anche quando questa è una vox populi) include la teoria gender tra gli insegnamenti scolastici”.
Non è nostra intenzione persuadere alla infondatezza di tale teoria (e come, d’altra parte, confutare la “scientificità” della tesi di Don Stefano Modica che, in risposta ai delatori del Convegno, chiama in causa Freud, Kohlberg Berger, Eagly, Epstein, Bem, biologica Trivers, Buss Morgan Holmes, Cheryl Chase, Anne Fausto-Sterling, Judith Butler, McAdams, per confermare l’esistenza di una “varietà di teorie gender? Manca all’appello Virginia Woolf con il suo Orlando dall’identità ineffabile.)
Ci preme piuttosto riflettere su un’altra affermazione dello stesso Don Modica in merito al fatto che, attraverso il convegno, “sia stato gettato uno sguardo critico sull’idea che l’identità del soggetto sia un puro costrutto sociale o psichico e che queste riflessioni siano state rese accessibili anche ai nostri ragazzi”.
I ragazzi di cui parla sono alcuni liceali dell’istituto d’istruzione superiore “M. Raeli”, autorizzati dal dirigente scolastico a partecipare al Convegno. Ci chiediamo, dunque, quali riflessioni avranno stimolato negli studenti le parole dell’avvocato Amato per il quale “il tempo della fede a costo zero è finito” e la sola possibile risposta “all’omologazione totalitaria del mondo è resistere anche a costo della vita” (www.giuristiperlavita.org/ Saluto dell’avvocato Gianfranco Amato ai partecipanti della “Festa della Famiglia dell’Area Grecanica” svoltasi a Condofuri il 27 settembre 2015).
A seguito della segnalazione dell'evento di Noto alla segreteria del Sottosegretario alla pubblica istruzione Davide Faraone, Tiziana Biondi, presidente dell’associazione Stonewall, dichiara: “Sebbene non ci sia nessuna dichiarazione ufficiale o presa di posizione chiara e netta rispetto alla scelta del dirigente scolastico, continuiamo ad attendere fiduciosi un provvedimento e una presa di posizione esemplari per questo ed altri casi che nel frattempo si stanno verificando in altre scuole italiane. La cattiva e distorta informazione si è insinuata dove non doveva, penalizzando concretamente l'attività di molte associazioni come la nostra e diffondendo tra i genitori allarmismo e preoccupazioni ingiustificate”.Se nella Scuola pubblica, laica, pluralista, democratica e partecipativa, espressione della democrazia e della libertà, l’autonomia didattica e gestionale consente a un dirigente di far partecipare i propri studenti ad un evento di chiaro orientamento cattolico, come mai nessuna delle scuole della provincia, a cui Stonewall ha proposto interventi formativi gratuiti sul tema dell'importanza di una corretta informazione contro il pregiudizio ed il bullismo omofobico, si è dimostrata disponibile ad accogliere l’iniziativa?Eppure il ddl della Buona scuola promuovel’aumento delle competenze relative all’educazione all’affettività, al rispetto delle diversità e delle pari opportunità di genere e al superamento degli stereotipi di genere” (in attuazione di quanto previsto dall’articolo 5 del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119”) al fine di contrastare l’“istigazione all’Odio”, definita dal comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, quale espressione di tutte le forme di diffusione ed incitazione all’odio razziale, alla xenofobia, all’antisemitismo e di tutte le forme di pregiudizio circa l’orientamento sessuale e di genere.
Una società, ancora eteronormativa e omofoba, può essere in grado di cambiare solo attraverso una paideia capace di liberare l’uomo dallo spettro dell’ignoranza e del fanatismo religioso. Mostri immani che, ieri come oggi, si nutrono di dicerie false e infondate e si insinuano tra le crepe ideologiche di quella stessa società, dietro il vessillo di una normalità apparentemente rassicurante.
Ma perché quella paideia, fondata sui valori dell’uguaglianza, della tolleranza, del dialogo, possa entrare nelle nostre scuole occorre che un dirigente, anche uno solo, abbia il coraggio di aprirle le porte.

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