“A Siracusa l’unica azienda piena di consumatori è la Caritas”

La “provocazione” di Sandro Romano, presidente di Confcommercio, in una intervista a tutto campo su edilizia, turismo, porto, servizi pubblici, resort Pillirina…”

 

Sandro Romano da cinque anni è presidente della Confcommercio e da altrettanti si sgola per invertire il continuo degrado della situazione economica provinciale, che non registra investimenti in grado di dare risposte all’occupazione e allo sviluppo. La Civetta, si sa, è fortemente contraria alla cementificazione della costa ma bisogna pur dire che comprendiamo lo scoramento di chi rappresenta i commercianti siracusani alle prese con la chiusura di tanti esercizi e la sempre più grave povertà dei cittadini che certo non stimola i consumi.

Presidente Romano, cosa accade a Siracusa e, soprattutto, cosa è accaduto?

Sono decenni che con una incessante azione demolitrice, nel silenzio totale della politica e della cittadinanza, questa provincia è stata esfoliata di ogni opportunità economica e sociale. Un costante disinvestimento nel polo industriale ha impoverito il bacino occupazionale facendo del polo siracusano qualcosa di molto simile all’archeologia industriale. Un esubero di offerta nel campo dell’edilizia ha di fatto prodotto il blocco totale del comparto. Si è creata in questo modo la perdita di circa 15 mila posti di lavoro. Contrazione dei consumi, altissima percentuale di automobili prive di polizze assicurative, centrali di rischi in allerta e un numero spropositato di sofferenze bancarie.

Oggi l’azienda che più di ogni altra miete successi è la Caritas. L’impoverimento progressivo della cittadinanza ha di fatto riempito i centri di aiuto della città.

Il trasferimento della Banca d’Italia, in realtà, era la chiara manifestazione di un impoverimento economico sociale e politico della nostra realtà locale. Opere incompiute, che da cinquant’anni sono presenti in ogni programma elettorale, sono l’emblema della frode che questa politica ha commesso nei confronti dei cittadini. Un esempio per tutti? Il porto di Siracusa. Il divieto che fosse eseguito il dragaggio, al fine di permettere l’attracco di grandi navi, di fatto ha deliberatamente precluso alla città la trasformazione in hub crocieristico e commerciale. Chi ne ha tratto un vantaggio immediato? Sicuramente Catania.

Ogni candidato che si presenti, però, al primo posto del suo impegno mette il porto, poi il circuito ed infine il teatro. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Cosa possiamo fare subito?

Partiamo da quel che abbiamo. A fronte di enormi potenzialità, abbiamo un servizio di trasporti pubblici fermo al primo dopoguerra. Rete infrastrutturale inesistente. Marketing turistico inefficace, e se tutto ciò non bastasse una politica di attrazione di investimenti pari a zero.

Ci faccia un esempio

Penso alla Pillirina! Un’azienda a carattere internazionale come la For Season acquista un’area per il valore di 15 milioni. Un’operazione che secondo i dati aziendali garantisce 250 posti di lavoro a tempo indeterminato. Se la politica ne avesse permesso la realizzazione, la città sarebbe stata proiettata in una dimensione internazionale. Invece anni di pastoie burocratiche e legislative, per altro oggi messe in discussione a livello regionale, ci hanno tagliato completamente fuori. Per contro gli stessi oppositori alla realizzazione dell’opera alla Pillirina oggi si dicono disponibili alla costruzione del villaggio ad Ognina. Io non ho alcuna prova per affermarlo, ma qualche dubbio circa l’esistenza di interessi privati credo sia lecito averlo. Se poi si considera il silenzio che ha contraddistinto “il sacco” edilizio sulle Mure Dionigiane o sulla Balza Acradina, o ancora nell’area dell’Open Land”, il quadro appare ancora più scandaloso.

Romano, la diagnosi è fatta; ha la terapia?

Abbiamo bisogno di fare rete. Trasporti Pubblici al primo posto. Infrastrutture da e per la città, organizzazione di marketing degli operatori turistici, ma soprattutto supporto della politica locale.

L’amministrazione comunale deve farsi protagonista di scelte coraggiose. Non possiamo aspettare undici mesi l’anno che arrivino le Rappresentazioni Classiche.

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