Qualunque società, primitiva o evoluta che sia, da sempre ha riservato al culto dei morti un’attenzione prioritaria. Non è espressione religiosa fine a se stessa, piuttosto tratta della dignità dell’essere umano in quanto tale. In Europa la tumulazione è il metodo di seppellimento più usato, benché oggi si stia diffondendo la cremazione. A Siracusa si pratica per ora solo la tumulazione. Tombe monumentali, colombari e inumazione anche nella nuda terra. Fino a quando lo consentono i lavoratori cimiteriali però. Infatti, come documentiamo in queste foto, il campo G del cimitero è disseminato di ossa umane insieme a qualche targhetta divelta dalla bara. Direbbe il compianto Totò: “Stu povero maronna s’aspettava ca pur all’atu munno era pezzente?”.
Dunque non solo cadaveri trafugati, cappelle svuotate dalle salme per essere rivendute, o ancora, tombe in affitto e mancata riscossione della tassa di tumulazione, adesso c’è anche la dispersione di resti umani. La sensazione di degrado è onnicomprensiva, sembra abbracciare tutto il nostro vivere sociale.
Prima di pretendere attenzione per il proprio futuro, i lavoratori cimiteriali farebbero bene a tutelare la dignità dei defunti. Il codice penale all’articolo 410 punisce con la reclusione da uno a tre anni chi oltraggia i resti umani e l’aggravante della mutilazione fino ai sei anni. Quale la pena per chi disperde le ossa dei morti?
Il sindaco in persona deve chiarire la nefandezza che si consuma nel cimitero della città.

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