Salvo Carnevale (Cgil): “Sulla Ragusana bisogna capire se i privati sono ancora interessati a scucire 500 milioni senza adeguati ritorni”
Se ne parla da quasi 5 anni… tutto sembra pronto al via, ma di fatto le preoccupazioni superano le più rosee aspettative. La Ragusana con i suoi 800 mln di euro di investimenti, 68 km di percorrenza, di cui circa 30 nel territorio siracusano, 5 anni di lavoro, 4 mila potenziali occupati, si farà? Tutto risolto con la firma apposta da Graziano Del Rio o forse qualche preoccupazione reale esiste?
Dapprima declassata, adesso il ministro delle infrastrutture e trasporti afferma che sì, si può fare e che gli 80 milioni che lo Stato deve mettere sono pronti. Ma la Fillea Cgil di Siracusa, con il suo segretario provinciale Salvo Carnevale, pare preoccupata e a buon vedere. Preoccupazione che si è accentuata sabato 3 ottobre quando l’organizzazione sindacale ha partecipato ad un tavolo convocato dalla Camera di Commercio di Ragusa in seduta congiunta all’aula consiliare di Lentini. Sono state invitate le organizzazioni sindacali, la deputazione nazionale e regionale, le imprese, i sindaci del tratto interessato.
Era necessario fare il punto su quanto accade e chiarire se l’opera partirà o meno. “E’ un’opera strategica, di grande importanza per l’economia del nostro territorio – spiega Carnevale – una di quelle che da sola sarebbe in grado di risolvere, in buona parte, per cinque anni la difficilissima crisi economica nella quale il settore edile vive. E’ chiaro che per il rilancio dell’edilizia occorrono le grandi opere e ovviamente questa sarebbe il cosiddetto raddoppio della Ragusana”.
Il segretario Fillea Cgil ci spiega che la convocazione della CamCom è stato un momento importante di incontro e confronto perché ha consentito di fare il punto sullo stato di avanzamento della questione. “E’ stato paradossale, forse sconcertante a pensarci bene, però il prologo della senatrice Venera Padua del Pd alla quale mancavano solo le forbici e la fascia tricolore per l’inaugurazione dell’opera, i toni trionfalistici utilizzati ci paiono del tutto spropositati rispetto alla situazione reale, dato che l’unica nota nuova degli ultimi quattro anni è la firma di circa due settimane fa che Graziano Del Rio ha apposto sul decreto interministeriale di acquisizione della convenzione firmata a Roma il 7 novembre 2014. Mancano ancora la firma di Padoan del Mef e i soldi veri che Regione e privati devono investire, roba mica da poco!!!”.
Poiché si tratta di un’opera per il 40% pubblica con un investimento di 80 milioni di euro per il governo, 270 milioni a carico della regione ed il restante 60% con fondi privati, la preoccupazione nasce spontanea: ma i privati hanno ancora l’interesse ad investire sulla Ragusana?
“Di fatto – aggiunge Salvo Carnevale – nessuna azienda ha espresso, nella riunione voluta dalla Camera di Commercio di Ragusa, il proprio punto di vista, nessun rappresentante delle imprese interessate ha parlato e questo ci preoccupa. Abbiamo sì la firma di Del Rio, ma essa serve a svincolare il governo da qualsiasi responsabilità tanto è vero che il ministro dà l’ok per gli 80 milioni, ma aggiunge in modo netto e chiaro che il governo non ci metterà un euro in più. Il governo che garantisce la propria parte sa che per completare l’opera, la regione deve stanziare 270 milioni e il resto i privati”.
Insomma come dire: io governo ci sono poi se manca è per voi. “Partiamo dal dato oggettivo – precisa il segretario Fillea – e poniamoci qualche interrogativo: qualsiasi impresa che deve intervenire vuole garanzie di guadagno e successo dell’opera e non investe 500 milioni per creare un servizio alla comunità senza un ritorno economico che si ottiene dalle manutenzioni e dai pedaggi. E’ possibile che gli imprenditori considerino un investimento poco redditizio l’apertura della Ragusana, complice il completamento della Siracusa/Gela la cui costruzione è ripartita nel tratto ragusano e che verrà completata con inserimento del pedaggio? Insomma il raddoppio potrebbe essere leggermente meno appetibile per gli automobilisti diretti per esempio a Pozzallo o Modica? Il rischio reale è però che i privati potrebbero essere meno interessati e tirarsi indietro”.
Davvero una iella tenuto conto che l’opera riassorbirebbe gran parte dei lavoratori del comparto edile oggi praticamente fuori dal mercato. “Abbiamo bisogno di garanzie – aggiunge Carnevale – che solo un’immediata e celere Conferenza dei servizi, come proposto da alcuni, può dare e che veda la presenza della Regione, ministero, imprese, forze sindacali ed istituzionali. Forbici e nastri tricolori sbandierati ai quattro venti senza certezze concrete non sono sufficienti. In conferenza dei servizi sarà possibile incontrare tutti quelli che hanno interesse sull’opera e devono investire, in modo che essi dicano se ci sono le condizioni per andare avanti. Magari anche qualcuno del governo Crocetta, visto che la regione, certamente in stato confusionale, non è in grado di assicurare progettualità… A ciò si aggiunga un latente scontro fratricida tra il governo nazionale e regionale che pesa solo sui cittadini e lavoratori”.
E se la conferenza non dovesse essere risolutiva, Carnevale pensa già al da farsi. “Registriamo due dichiarazioni, una del Cna, l’altra di Vinciullo pronti a battaglie eclatanti. Noi ci siamo. A maggio, nella rotonda dell’ospedale di Lentini, organizzammo un volantinaggio unitario per spiegare le ragioni della battaglia sul raddoppio, ma se la conferenza non darà le risposte che il territorio merita bisogna tentare di mettere in campo iniziative forti che vedano giocare in un’unica squadra amministrazioni, forze sociali e politiche”. Intanto i lavoratori aspettano…

Commenti recenti