Disatteso a Siracusa il diritto allo studio garantito dalle leggi e sono i genitori ad accompagnare i loro figli in bagno
L’articolo 34 della Costituzione italiana stabilisce che «La scuola è aperta a tutti». Tale affermazione non significa banalmente che la scuola è obbligata ad accogliere tutti, ma che la scuola si impegna a fornire a tutti in modo efficace l’istruzione, l’educazione e la socializzazione adeguata e proporzionata non solo alle condizioni psicofisiche, ma alla “dignità” degli studenti quali esseri umani e portatori di diritti e di doveri.
Questo diritto allo studio, sancito costituzionalmente, è stato esteso anche ai disabili (Legge 118/71, CM 227/75) e con la legge 104/92, la Legge Quadro, ha affrontato in maniera organica tutte le problematiche della disabilità, è stato ribadito il diritto all’istruzione e all’educazione dei disabili nelle classi comuni di tutte le scuole di ogni ordine e grado (artt.12 -17).
In ottemperanza a queste leggi gli studenti disabili dovrebbero essere affiancati da due figure professionali fondamentali che sono l’insegnante di sostegno e l’assistente per l’autonomia e la comunicazione (AS.A.COM.). Le mansioni del primo riguardano principalmente la didattica, mentre quelle del secondo sono finalizzate all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni in condizione di handicap, nonché all’effettiva integrazione scolastica e sociale degli stessi (art.13, punto 3, Legge 104/92).
La competenza a fornire il servizio ASACOM, attraverso enti privati accreditati, è dei Comuni per le scuole elementari e medie, della Provincia per le scuole superiori (art.139, D.Lgs.112/98). Pertanto ogni Provincia ha stilato un regolamento sulla base del quale sono stipulati gli accordi di programma con le associazioni private che forniscono il servizio.
Tuttavia i dettati costituzionali rafforzati da leggi e regolamenti, che li ampliano e chiariscono, sono puntualmente e largamente disattesi. Nel Regolamento della Provincia di Siracusa per il servizio ASACOM all’art.7 si legge: “Il servizio dovrà essere reso a partire dal primo giorno di apertura delle scuole sino al termine delle attività didattiche.”
Nonostante ciò, da qualche anno tale servizio viene attivato con forte ritardo rispetto all’inizio dell’anno scolastico, recando grave danno al diritto allo studio dei soggetti disabili. Così i genitori sono costretti a portare personalmente i figli a scuola, perché non c’è l’apposito servizio di trasporto, a recarsi a scuola ogni due ore per accompagnare il figlio in bagno o per assisterlo negli spostamenti, oppure a tenerlo a casa nelle ore e nei giorni in cui l’insegnante di sostegno non è presente in classe.
Inoltre le cooperative non sono ancora state pagate per i servizi scolastici forniti l’anno scorso ai disabili, e pertanto si rifiutano di continuare a lavorare gratuitamente, non trattandosi di associazioni di volontariato, bensì di enti privati che oltre a fornire assistenza danno lavoro a tante persone.
La confusione è aggravata dalla legge 56/14, detta anche legge Delrio, che ha “chiuso” le Province dimenticando però di dire a chi toccano alcune delle “funzioni non fondamentali” che esse svolgevano, in particolare appunto i servizi rivolti agli studenti con disabilità.
Gli alunni con disabilità aspettano ancora che vengano avviati i servizi di assistenza che garantiscono il diritto allo studio, sebbene l’onorevole Vinciullo abbia annunciato l’arrivo di un milione di euro stanziati dal Governo per il distretto di Siracusa, destinati in parte a finanziare le politiche sociali per gli alunni con disabilità e in parte a venire incontro alle esigenze economiche della ex provincia regionale di Siracusa, e l’8 ottobre sia stato siglato un contratto di affidamento del servizio alle associazioni e alle cooperative accreditate.
Inoltre i 224mila euro circa che sembrano essere destinati all’assistenza scolastica dei disabili rappresentano meno di un terzo del necessario, considerato che l’anno scorso, per garantire il medesimo servizio, sono stati spesi (ci si chiede come, visto i crediti vantati dalle cooperative) 1,8 milioni di euro, circa 150mila euro al mese, e quindi non basteranno neanche ad arrivare a gennaio 2016.
Questa catena di disservizi, disguidi, ritardi e vessazioni, come al solito, finisce per ledere i diritti dei più deboli, quei disabili le cui famiglie, già oppresse dalla loro difficile situazione, devono costantemente lottare per poter ottenere ciò che spetta loro per legge. E ancora oggi, 23 ottobre 2015, a più di un mese dall’inizio dell’anno scolastico, il servizio di assistenza non è stato attivato e tanti studenti disabili sono costretti a rinunciare al proprio legittimo diritto allo studio!

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