Un’immagine a volte dice più di mille parole. Si può raccontare una città descrivendo i suoi monumenti, magnificando la sua cucina, i paesaggi, l’artigianato. Ma si può e si deve segnalare anche ciò che potrebbe nuocere alla sua immagine e soprattutto all’idea che ci siamo fatti della sua ospitalità ed accoglienza.
La fotografia che vedete ritrae uno degli angoli più belli di Ortigia, dove è possibile sostare sedendosi sulla panchina e magari ristorarsi dopo una passeggiata, consultare una cartina, fare uno spuntino. Però. Ecco l’ingombro di alcuni elementi di arredo. Fioriere, ombrelloni. E non è più possibile usufruire della panchina.
Altra cosa: lo scorcio ortigiano dà più l’idea di un cantiere che di un angolo suggestivo. Lungi da noi parlare della normativa sui dehors: è anzi cosa auspicabile che le attività produttive e commerciali dell’isola di Ortigia prosperino. Ma una città misura la qualità di vita anche e soprattutto col metro dell’attenzione verso i visitatori e le categorie più deboli, ovvero anziani e persone con difficoltà di deambulazione.
Altro capitolo sarebbero gli spazi per il parcheggio dedicati ai diversamente abili. Senza parlare del decoro urbano che è amore per la bellezza.

Commenti recenti