Rinviato al 23 ottobre il processo a carico del sindaco di Carlentini

A seguito della rinuncia per incompatibilità del presidente Panebianco, deve insediarsi un nuovo Collegio. Pippo Basso e le aule del tribunale: le sentenze Murabito (1994), Cozzo (1999) e Caredil (2004)

 

 

Due ottobre. Giornata uggiosa ma non piove. Scrutando il cielo a Siracusa aspettiamo il diluvio universale preannunciato dall’allerta meteo e ci prepariamo ad un’altra bella nuotata del signor Gino. Chissà se le attività del Tribunale risulteranno sospese… no, il Palazzo è già in fermento e pieno di attività quando superiamo la soglia d’ingresso e ci avviamo presso la Sezione Penale. Cerchiamo un processo, quello per presunto abuso edilizio ed abuso d’ufficio in concorso, che vede coinvolti i vertici della società Blu Costruzioni S.r.l. di Carlentini, impresa del sindaco Pippo Basso.

Ma, si sa, la giustizia giusta ha i suoi giusti tempi… e così il procedimento è nuovamente rinviato. Il Presidente del Tribunale Penale in composizione collegiale, dott. Panebianco, ha comunicato la propria incompatibilità per avere svolto la funzione di Giudice dell’Udienza Preliminare ed ha restituito il fascicolo al Presidente del Tribunale perché lo assegni a un Collegio in composizione diversa. E così il procedimento n. 864/2014 è stato rimandato al 23 ottobre prossimo, data nella quale si conoscerà la composizione del nuovo Collegio Giudicante.

Ricordiamo ai nostri lettori che il procedimento vede imputati i signori Scolla Francesca (moglie del sindaco), Basso Giuseppe (sindaco di Carlentini), Mangiameli Salvatore (progettista dell’opera per cui è a processo ed attuale assessore ai lavori pubblici), Gaeta Massimo (amministratore della Blu costruzioni) e Vittordino Ezechiele (responsabile dell’ufficio tecnico) per presunti reati conseguenti a violazioni del Testo Unico sull’edilizia (artt. 44, 64, 72 e 94 del d.lgs. n. 380/2001). I predetti sono, inoltre, imputati per il reato previsto e punito dall’art. 323 del codice penale (abuso d’ufficio), contestato in concorso tra di loro. Proprio quest’ultima contestazione di reato ha determinato la competenza del Tribunale in composizione collegiale.

Il Presidente ha, quindi, chiamato i testimoni citati per l’udienza tra i quali figura Sergio Monaco (sarà un omonimo o è proprio l’ex sindaco e Deputato Regionale?), l’ispettore Sebastiano Breci della Polizia Municipale di Carlentini, il collega di studio dell’ing. Mangiameli, arch. Salvatore Serravalle. Tutti nomi accomunati dallo stesso minimo comune denominatore: l’assenza in aula. Non conosciamo i volti ma erano sicuramente assenti, tanto che non hanno comunicato la loro presenza al Collegio, anche gli avvocati degli imputati, tutti sostituti da un giovane legale che di certo non vedeva l’ora di chiudere quel momento tanto noioso e forse spinoso. I tempi della giustizia, si sa, sono lenti a causa di tanti, troppi cavilli e intoppi che il sistema presenta ma siamo certi che questa volta, sia che il dibattimento assolva sia che condanni Basso, non si arriverà alla prescrizione del reato per decorrenza dei termini, come nel caso Cozzo e con sentenze passate in giudicato come accaduto negli anni.

I meno giovani, ma più avvezzi alla storia, ricorderanno i fatti risalenti al maggio 1987 (sentenza n. 444 del 1994) che vedeva il Sindaco di Carlentini Pippo Basso deliziosamente impegnato in un’opera di snellimento ed agevolazione delle procedure amministrative per l’acquisto da parte del Comune di un pozzo sito nel terreno del sig. Giovanni Murabito il quale, a sua volta, dava al sindaco “una graziosa elargizione per la fattiva attività svolta” (cit. di Basso) di 20 milioni di lire. I documenti in nostro possesso mostrano un quadro dalle tinte quasi carnascialesche, con un Basso impegnato a far capire che bisogna far così per veder andare in porto l’accordo altrimenti la vendita del pozzo si sarebbe trascinata per chissà quanto ancora… Un piccolo ed innocuo reato di concussione per il quale il sindaco riceve una condanna a 2 anni ed interdizione temporanea dai pubblici uffici.

 E come non ricordare il reato del 1991 commesso dallo stesso sindaco di Carlentini ma prescritto il 22 marzo del 1999? Un avvenimento che anche Rino Piscitello, allora deputato del Movimento democratico Rete, pose all’attenzione della Camera: qualche anno prima all’unanimità il comitato esecutivo dell’APIT, presieduto proprio da Pippo Basso in funzione di Presidente dell’azienda provinciale Turismo, aveva deliberato di incaricare il fotografo Angelo Cozzo della realizzazione di un servizio fotografico su Siracusa e la sua provincia in grado di rappresentare le molteplici risorse storiche e naturalistiche per un costo di lire 80 milioni di lire; Angelo Cozzo, beneficiario dell’incarico, era il figlio del direttore del Banco di Sicilia di Siracusa. Subito dopo l’affidamento dell’incarico per la realizzazione del servizio fotografico, al presidente dell’APIT venne concesso dalla banca un piccolo aiutino… un mutuo per 250.000.000, un aumento dell’affidamento già esistente, facoltà di sconto su cambiali ed un extrafido. Insomma un grazioso omaggio/vantaggio patrimoniale.

L’ultimo in ordine di tempo è il caso del crollo di un edificio a Carlentini, per errori nella fase della demolizione di uno limitrofo, eseguito dalla Caredil, impresa esecutrice dei lavori di demolizione. E chi è il procuratore? Sempre lo sfortunato Basso che, assieme al progettista e direttore dei lavori ing. Circo, utilizza escavatrici e strumenti che fanno crollare anche un edificio attiguo a quello da demolire. Un’esecuzione di lavori errata e una sottovalutazione del problema che si trascina dal 2000 fino al 2004 e si è concluso con un patteggiamento (pena concordata tra le parti e il P.M. ex art. 444 cpp, confermata con la sentenza n. 151 del 2004), in virtù del quale Basso e Circo sono stati condannati alla pena di mesi cinque e giorni dieci di reclusione, convertita nel pagamento di una multa di € 6.080,00.

Ciò che colpisce è l’esiguità delle pene dinanzi ai tipi di reato ma ormai sono storie vecchie con sentenze passate in giudicato.

Adesso un procedimento per presunto abuso edilizio e l’ennesima accusa di abuso d’ufficio, contestata in concorso, iniziato con il rinvio a giudizio dell’ottobre 2013, ma non ancora conclusosi…

 

Ma noi aspettiamo.

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