Salvo Carnevale (Fillea Cgil):“L’edilizia a Siracusa arretra, i lavoratori nell’ultimo anno sono passati da 7.408 a 6.714”. C’è una delibera consiliare del 2014 che stabilisce, nel caso di appalti assegnati dal Comune di Siracusa, di utilizzare almeno il 50% della manovalanza locale“
L’occupazione cresce, il saldo è positivo: così l’Istat sbandiera una serie di dati che mostrano anche in Sicilia un incremento occupazionale tra giugno 2014 e lo stesso mese del 2015 di circa 5.000 addetti soltanto nel campo dell’edilizia. “Un dato importante se fosse vero – ci spiega Salvo Carnevale, segretario provinciale della Fillea Cgil – ma da un’analisi più attenta e attraverso una verifica della Cassa Edile i dati invece registrano un -9% proprio alla stessa data valutata dall’Istat. Di certo non solo non si tiene conto delle dinamiche territoriali ma l’impressione che si ricava da una prima lettura dei dati forniti dall’Istituto nazionale è che anche il lavoro nero (o non del tutto regolare) sia entrato nel novero numerico per il tipo di indici di rilevazione utilizzati assieme ai voucher, strumenti che hanno solo tutela sulle assicurazioni contro gli infortuni ma non garantiscono nessun versamento contributivo. E per dirla tutta si tratta di un lavoro malpagato e senza protezione sociale. D’altronde non potrebbe essere diversamente tenuto conto che le imprese nella nostra realtà sono passate nell’ultimo anno da 1.466 a 1.323 mentre i lavoratori edili da 7.408 a 6.714 (694 posti in meno). L’edilizia nella nostra città non solo non mantiene i numeri della crisi ma indietreggia e Siracusa ha perso due terzi degli addetti in meno di 10 anni.
Una situazione davvero preoccupante che lascia spazio a una domanda attuale sul nostro territorio: ma allora facciamo costruire i resort per creare lavoro o tuteliamo l’ambiente? E dunque a riguardo cosa ne pensa la Fillea del Resort Ognina?
“Stiamo assistendo alla solita schermaglia dialettica tra favorevoli e contrari – ci spiega Carnevale – e al riguardo la Fillea non si schiera né a favore né contro perché non è compito del sindacato decidere se la struttura vada o meno realizzata. Il nostro interesse come Fillea Cgil è l’occupazione e la difesa dei lavoratori edili. A noi interessa che si decida in fretta e che non si resti incartati per anni tra tribunali e rinvii che di certo bene non fanno né ai lavoratori né al territorio. Se il parere degli organi preposti risulterà favorevole si proceda, ricordandosi però che i Resort non sono la panacea dei mali occupazionali se gli stessi non sono affiancati da un’intermodalità sui trasporti degna di tal nome e da scelte concrete capaci di rilanciare il turismo.
Anni e anni legati a una scelta… come il caso Pillirina. A proposito di indecisionismo e tempi biblici ci viene in mente il caso bretella Targia. L’assegnazione dei lavori a una ditta di Reggio Calabria è solo il primo step di un progetto molto più ampio sinora non realizzato e un dovere verso i cittadini siracusani che hanno dovuto subire disagi per due anni.
Come Federazione Unitaria dei lavoratori della Costruzione – dice Carnevale- Feneal UIL, Filca Cisl e Fillea-CGIL nei giorni scorsi abbiamo chiesto che, al danno per la cittadinanza costretta da anni a una viabilità insufficiente, non si aggiunga la beffa per i lavoratori del settore che potrebbero rischiare di non essere coinvolti nell’opera di ricostruzione. Vi è una delibera consiliare del 2014 che stabilisce, nel caso di appalti assegnati dal Comune di Siracusa, di utilizzare almeno il 50% della manovalanza locale. Nei commenti delle ultime ore qualcuno ha ritenuto di affermare che la nostra richiesta e il nostro comunicato siano “la fiera dell’ovvietà” e qualcun altro ha affermato che questo comunicato è un messaggio sottile per chiedere che vengano impegnati lavoratori edili segnalati dal sindacato.
“Se invece che assumere posizioni di assoluta ignoranza il comunicato venisse dagli stessi letto con dovuta attenzione, emergerebbe immediatamente ciò che le sigle sindacali propongono: che l’impresa attinga dal sito Blen che è il portale per lo sviluppo del mercato del lavoro in edilizia, un sito della borsa edile dell’ente scuola nel quale sono inseriti i lavoratori edili in condizione di svantaggio e che provengono da un certo periodo di disoccupazione. La borsa lavoro edile è un servizio nazionale di sistema nato per facilitare l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro nel settore delle costruzioni, promuovendo e facilitando i contatti tra chi offre lavoro. Inoltre è stato stipulato tra l’ente scuola edile siracusana e il comune di Siracusa un altro protocollo a latere nel quale si afferma che per concretizzare la delibera si può attingere dall’elenco dei lavoratori Blen. Più trasparente di così…”.
Il segretario Fillea ci spiega che ormai in Italia gli attacchi continui e costanti tanto governativi quanto giornalistici nuocciono proprio ai lavoratori.
Per rispondere poi alle aziende ed imprese che criticano gli scioperi e le manifestazioni rispondo – ci dice Carnevale – chiedendo loro quali altri strumenti abbiamo per far valere i diritti dei lavoratori e difenderli dinanzi a una crisi occupazionale devastante e per rivendicare un diritto che ormai è spacciato come privilegio. Il diritto al lavoro! Scioperi, assemblee, contratti. Ma ormai anche il diritto di assemblea è difficile…vedi caso Colosseo dove però il giorno successivo all’incontro il ministro ha trovato i fondi per pagare due anni di straordinario arretrato. Delegittimare il sindacato? La verità è che si massacrano i lavoratori. E sia chiaro: nonostante tutto noi ci misuriamo continuamente e costantemente con chi lavora nelle aziende e non ci addolcisce il piagnisteo delle imprese. L’obiettivo è certamente trovare accordi di buonsenso ma il diritto al lavoro non può essere spacciato per privilegio. E si inizi a mostrare buonsenso, rispettando i protocolli e le delibere di Giunta. E di certo un incontro tra amministrazione e sindacati sarebbe un elemento positivo. Ci piacerebbe – aggiunge il segretario Fillea – che il sindaco ci convocasse per capire se il protocollo è un pezzo inutile di carta o verrà rispettato ed utilizzato.
La triste nota della Targia però è stata causata anche dalle lungaggini burocratiche che, si sa, in Italia soffocano qualunque buon proposito. “Le lungaggini burocratiche sono l’ostacolo principale alla realizzazione di numerose opere incompiute. L’anagrafe delle opere incompiute in Sicilia e il dossier Ance presentano complessivamente 63 opere cantierabili a Siracusa con importo di 73 milioni di euro, più della metà del resort Ognina. Ma tutto resta sospeso e non utilizzato. Chiediamo che venga istituito provincialmente un comitato tecnico di altissimo spessore, una task force che si attivi da subito per non far tornare al mittente le risorse stanziate, ma non utilizzate, evitando così di disperdere quelle che già abbiamo, ma che non riusciamo ad usare. E’ auspicabile che il comitato venga pagato a risultati raggiunti. Sarebbe un segnale importante per le amministrazioni visti i miliardi di euro l’anno che si disperdono a causa della burocrazia. La nostra provincia con il 25% di disoccupati, seconda città in Sicilia per disoccupazione e negli ultimi 7 posti in Italia (Istat), dato peraltro in controtendenza a quello italiano, dovrebbe seriamente decidere di agire tramite un’imprenditorialità creativa, capace di smuovere e rilanciare un’economia ormai da troppo tempo stagnante”.

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