Hangar per dirigibili e parco, “… e le stelle stanno a guardare”

Che aspetta il Demanio a individuare un unico titolare per l’area? Nonostante le continue sollecitazioni dei cittadini, prima i Commissari e ora i nuovi amministratori non assumono iniziative per risolvere finalmente l’annoso problema.

 

Il parco dell’Hangar di Augusta, complesso unico al mondo, è meta di studiosi per le sue caratteristiche costruttive tanto da meritare, in risposta ad un bando europeo, la presentazione di un progetto di recupero che porta anche la firma dell’ex rettore della facoltà di architettura di Firenze.

Come si ricorderà, migliaia di cittadini avevano preso l’abitudine di frequentare il parco grazie alla determinazione di una associazione di volontariato cittadina, l’Hangar Team, che si costituì in onlus per recuperare questa parte del territorio alla fruizione pubblica, affiancando il Comune nella gestione utilizzando fondi propri costituiti da quote sociali, donazioni, contributi e destinazione del 5 per mille dei cittadini.

Grazie a ciò un’area che sembrava destinata all’oblio e al degrado diventò risorsa pubblica vitale e frequentatissima; poi, come accade per le cose che interessano tutti e non gruppi ristretti, il Comune mostrò un lento disinteresse non rinnovando la convenzione e lasciando scadere la concessione governativa; fino alla chiusura di tutto il parco che, inevitabilmente, è stato riconsegnato all’abbandono e al degrado.

Sciolta l’Amministrazione comunale, per presunte infiltrazioni mafiose (di cui ancor oggi si aspetta l’individuazione dei responsabili), prima è subentrato un Commissario regionale, e poi una triade prefettizia, che, dopo innumerevoli sollecitazioni, nel giugno 2014, chiese ed ottenne il rinnovo della concessione demaniale, a titolo gratuito, per un solo anno (scadenza 28 luglio 2015).

Solo il 14 agosto del 2014 la Commissione Straordinaria emise un Avviso Pubblico per la selezione di una organizzazione di Volontariato per la gestione in convenzione del Parco dell’Hangar Dirigibili di Augusta, con scadenza il 15 settembre e si sperava in una definizione della vicenda, ma per motivi assurdi e molto discutibili il bando venne prorogato per ben 4 volte: prima al 30 Settembre, poi al 31 Ottobre 2014, quindi al 26 Maggio 2015, fino al 3 Luglio 2015.

Subentrata l’attuale Amministrazione comunale, nonostante sollecitazioni e suggerimenti e la più volte dichiarata disponibilità a collaborare nella tutela del complesso monumentale e all’impegno di realizzare percorsi di visita posti in sicurezza per la fruizione del parco, tutto è ripiombato nell’oblio, così anche questa zona del territorio rischia – come per il Parco del Mulinello (costato 5 milioni di euro alla comunità) e l’area dei forti Garsia e Vittoria e si potrebbe continuare – di finire a disposizione dei vandali e negata alla collettività.

Fin qui la storia… che però recentemente rischia di diventare un problema con rilievi anche di natura penale per i proprietari delle aree; infatti con  D.D.G. n. 3028 del 5 novembre 2014 dell’Assessorato per i Beni Culturali della Regione Sicilia il complesso immobiliare costituito dall’Hangar per dirigibili, dagli edifici di pertinenza, dal piazzale di manovra dei dirigibili e dal parco annesso, che ora viene indicato come “Aeroscalo per dirigibili”, è stato dichiarato opera di interesse storico-culturale ai sensi del D.Lgs, n.42 del 22/01/2004 “Codice dei beni culturali e del paesaggio”, il che ha determinato un nuovo status giuridico di tutela come individuato nel Decreto Legislativo n.42 del 22.01.2004.

In parole povere non si tratta più solo di tutelare l’hangar ma di adoperarsi affinché l’intera area sia fruita dalla collettività.

Allo stato i soggetti titolati a dire la loro nell’area dell’ex idroscalo sono ben quattro: Marina Militare, Autorità Portuale, Demanio dello Stato e Comune di Augusta, il quale – grazie alla concessione demaniale a suo tempo ottenuta e a fondi ministeriali – ha già approvato, nel settembre 2010, un progetto di fruizione pubblica del parco che aspetta di concretizzarsi.

Intanto, in seguito ai nuovi indirizzi di gestione del patrimonio pubblico dello Stato è in atto una nuova ripartizione delle aree dell’ex idroscalo, conseguente alla dismissione di aree già in concessione alla Marina Militare; sarebbe veramente incredibile se il Demanio, non prendendo atto della determinazione regionale, non operasse per individuare un unico titolare dell’intera area al fine di consentire una concreta attuazione delle norme che il nuovo stato giuridico del parco ha assunto e sarebbe l’ennesima prova dell’insipienza del Comune se esso non mettesse in campo le iniziative necessarie a pervenire in possesso dell’intero Aeroscalo per dirigibili o quantomeno a consentirne l’uso pubblico come richiesto a gran voce dai cittadini.

Ci risulta che in più occasioni con atti formali ed informali il Comune sia stato sollecitato ad intervenire, ma nulla sembra muoversi; sembrerebbe poter dire, parafrasando Cronin, ”…e le stelle stanno a guardare”, incapaci di un’iniziativa determinata e risolutiva.

La sensazione che si fa strada è che prima i Commissari, ora la nuova Amministrazione abbiano scelto di non scegliere, per non avere grane. Forse verrà un altro Commissario e, forse, la storia ricomincerà: una storia infinita.

In molti ci chiediamo se questo modo di procedere non sia censurabile anche penalmente.

 

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