Nessuna certezza su cosa abbiano deciso i giudici: due verità agli antipodi che sollevano dubbi e perplessità sui momenti conclusivi al CGA di Palermo. L’ipotesi del commissario ad acta entro l’estate sembra concretizzarsi con la condanna del Comune a un parziale risarcimento che sarebbe una manna per la società e un colpo di maglio per la comunità siracusana, chiamata a rispondere al posto dei funzionari comunali responsabili di marchiani errori
Articoli di stampa, servizi televisivi, comunicati istituzionali e non: un bailamme dal quale risulta davvero difficile comprendere cosa effettivamente i giudici del CGA di Palermo abbiano deciso in merito al giudizio Open Land.
La prima versione, riportata dalla stampa e ripresa nei servizi televisivi, riferisce che, prima delle ferie di agosto, verrà pubblicata una “non usuale sentenza parziale”, che da essa si conoscerà il nome del commissario ad acta “che prenderà in mano l’amministrazione finanziaria del Comune di Siracusa” per procedere a un primo risarcimento “parziale” a favore della società Open Land e insieme “la data della successiva udienza che metterà fine alla querelle, con la decisione della seconda e ultima parte della somma risarcitoria dovuta. La sentenza parziale con la nomina del commissario ad acta è stata preannunciata dai giudici al termine della camera di consiglio di ieri sera, quindi, stavolta nessuna speranza potrà essere contrabbandata al posto della sconfitta annunciata (LA Nota7)”
Una versione non accolta, in primis, dal sindaco Giancarlo Garozzo che ha emanato un comunicato stampa di tutt’altro tenore: “I detrattori dell’amministrazione e i tifosi della Open Land sono rimasti delusi per la seconda volta in meno di 40 giorni. Era stato preannunciato un esito nefasto per il Comune già per l’udienza del mese di giugno e non solo non è stato nominato nessun commissario e non ne é scaturita alcuna condanna, ma l’udienza è stata rinviata per sentire le parti e chiedere chiarimenti al ctu. Per l’udienza del 23 luglio erano stati manifestati gli stessi auspici e invece un fatto è certo, ovvero che la relazione del ctu deve essere rivista. Evidentemente i rilievi del difensore del Comune circa la bontà della relazione e relativa quantificazione dei danni non sono infondati come sostenuto dagli avversari dell’amministrazione. Questi sono fatti e non ricostruzioni fantasiose alle quali stiamo assistendo da ieri. L’amministrazione continuerà a difendere con ogni strumento di legge le proprie ragioni e gli interessi della collettività. Se ne facciano una ragione”.
Qualcuno potrebbe pensare che si voglia riproporre a livello locale quanto accade con le, per ora, misteriose intercettazioni relative a Lucia Borsellino riportate dall’Espresso.
E come nel caso nazionale si aspetta che il settimanale dimostri la consistenza delle proprie fonti e, di conseguenza, la correttezza e professionalità dei propri cronisti, così, da noi, si rimane sospesi nell’attesa che le parti in campo svelino, ciascuna, chi abbia fornito le relative informazioni, dal momento che, nessun giornalista ha direttamente presenziato. E così, infatti, la notizia, di ora in ora, sembra caricarsi di nuove rivelazioni: “Non si può neanche escludere l’ipotesi che la cifra possa lievitare ulteriormente rispetto agli attuali 20 milioni quantificati dal ctu Salvatore Pace” leggiamo su un’altra testata.
Ovvio che, in tale e tanta confusione, ci sia spazio per domande che certamente resteranno senza risposte e colpi di fioretto, anzi di scimitarra.
Per l’avvocato Giuliano, del tutto falsa è la cronaca dell’udienza: non un “sereno dibattito” ma piuttosto la difficoltà del ctu a rispondere alle domande di chiarimento rivolte dai giudici.
Prive di fondamento sono le previsioni degli sviluppi futuri del giudizio, dal momento che il CGA ha sollevato “forti riserve” sulle presunte perdite di Open Land e contestato al ctu “errori elementari e gravissimi”.
Infine, è inesistente la supposta sentenza ‘parziale’ perché il CGA ha solo comunicato l’anticipazione di una sua nuova ordinanza per chiedere un’integrazione peritale, in particolare su tre punti della relazione del ctu Pace, e quindi rinviare al gennaio 2016.
Da qui la domanda dell’avvocato: perché si spacciano come notizie le mere speranze di una parte? Accuse di assenza di oggettività che, naturalmente vengono rispedite al mittente considerato, per ruolo e funzione, tendenzioso, e, per di più, ‘abusivo’: “L’avvocato Giuliano non è stato ammesso al dibattito d’aula poiché il suo ricorso era stato dichiarato già inammissibile” (La Nota7).
Scontata la risposta del legale: “Legambiente non è stata mai estromessa dal giudizio, come invece hanno più volte richiesto i difensori di Open Land, evidentemente temendo la sua azione efficace a difesa della città. L’Associazione ha infatti partecipato all’udienza del 23 luglio con i suoi consulenti Dr. Francesco Licini e Dr. Giuseppe Ansaldi, e i suoi avvocati, Corrado Giuliano e Nicola Giudice, hanno potuto, come le altri parti, interloquire con i giudici e seguire le esitanti e insoddisfacenti risposte del ctu, evidentemente messo in difficoltà dalle incalzanti richieste di chiarimenti del CGA. E’ vero invece – ha chiarito con noi l’avvocato – che i giudici non hanno ammesso i quesiti che avremmo rivolto al ctu, per altro in gran parte analoghi a quelli posti dal giudice relatore, ma solo per questioni procedurali, tecniche, come è accaduto anche prima dell’udienza di giugno.
Se Legambiente non fosse autorizzata a stare in giudizio, come mai gli stessi suoi consulenti e avvocati ricevono regolarmente le notifiche del ctu e le varie comunicazioni? Supposizioni prive di riscontro. – E qui la scimitarra – Piuttosto è l’avvocato Calafiore a essere presente da ospite perché, non essendo abilitato al patrocinio avanti le magistrature superiori, commetterebbe reato se partecipasse al dibattito. E, d’altra parte, basta leggere gli atti processuali per costatare che in questo giudizio l’avv. Calafiore non è difensore di Open Land”.
Dunque per il Comune e Legambiente l’udienza si è chiusa con l’anticipazione, da parte dei giudici, di una prossima ordinanza “dove saranno esplicitati i nuovi criteri per la stima dei costi per la quantificazione del risarcimento danni da riconoscere all’Open Land” e l’acquisizione di alcuni documenti in originale che attestino la legittimità della pretesa della società a cospicue somme; per i rappresentanti dell’Open Land invece già tutto sarebbe stato deciso, sebbene nella sua ultima dichiarazione a La Sicilia l’avvocato Mario Fiaccavento è sembrato quasi voler ridimensionare la portata delle prime notizie divulgate: “Noi ci aspettiamo la nomina di un commissario”, quindi solo un auspicio.
E d’altra parte sarebbe molto grave se solo una delle parti conoscesse quella che poi risulterà essere la verità.
Dati i precedenti di questa vicenda paradossale per la quale il CGA stesso ha riconosciuto nello stesso tempo che la costruzione non poteva essere assentita e che però la società ha diritto a un risarcimento per i ritardi nel rilascio della concessione, ispirati da una ormai sempre più traballante fiducia nel nostro sistema giudiziario, proviamo ad azzardare: 4-5 milioni all’Open Land (una manna per la società) e fine della vicenda. Ovviamente nessuno chiamerà i funzionari comunali responsabili di tutto ciò a rispondere direttamente di tale danno con il proprio patrimonio e come sempre pagherà la collettività. Ma siamo in Italia, nessuno stupore.

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