Il “Potere Monetario” è reale, non è una leggenda. I due trattati fra USA e UE, tenuti segreti ai cittadini, che rappresentano la metà del PIL mondiale, sono pericolosissimi:“un assalto alla democrazia, ai lavoratori, all’ambiente, alla salute e al benessere dei cittadini”
Afferma Alex Zanotelli che il Partenariato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti, nell’acronimo inglese T-TIP, e l’Accordo per il Commercio dei servizi, nell’acronimo inglese TISA, sono due trattati pericolosissimi, purtroppo poco conosciuti dal grande pubblico, perché porteranno alla privatizzazione dei servizi. Il T-TIP creerà la più grande area mondiale di libero scambio fra le economie degli USA e della UE, che rappresentano metà del PIL mondiale e il 45% dei flussi commerciali. Le trattative per creare il T-TIP sono partite in tutta segretezza nel luglio 2013 a Washington e sono condotte da pochi esperti della Commissione Europea e del Ministero del Commercio USA. Il “Trattato più importante del mondo” (così viene proclamato dai grandi media economici, funzionali e di supporto al sistema di potere) e lo è, infatti, per i poteri economico-finanziari mondiali.
Il T-TIP è un negoziato stipulato senza la partecipazione dei cittadini, è un vero e proprio golpe da parte dei poteri economico-finanziari che governano il pianeta. E’ la vittoria delle lobbies (multinazionali e banche), che hanno a Bruxelles quindicimila agenti e tredicimila a Washington, stipendiati a fare pressione sulle istituzioni. Infatti il Trattato indebolisce il principio di precauzione vigente in Europa in relazione ai nuovi prodotti, elimina le sanzioni in caso di abusi relativi ai diritti sociali e ambientali, mira a una progressiva privatizzazione di tutti i servizi pubblici, a sottomettere gli Stati a una nuova legislazione a misura di multinazionali, trasferisce la risoluzione delle controversie tra imprese private e poteri pubblici a strutture di arbitrato privato al cosiddetto ISDS (Individual State Dispute Settlement) e serve a limitare drasticamente la sovranità degli stati, favorendo le grandi multinazionali.
Il Trattato inoltre avrà pesanti ricadute sul mondo del lavoro poiché verranno aggirate le norme del diritto dei lavoratori proclamate dall’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro), svuotando le normative per la protezione dei lavoratori, ma anche ridimensionando il diritto di contrattazione collettivo. Ed asserisce ancora Padre Zanotelli: “Quest’area di libero scambio USA-UE, creata dal T-TIP, sarà protetta dalla NATO, che peraltro già investe 1.000 miliardi di dollari all’anno in armi”.
L’altro trattato, ancora più minaccioso del primo, è il TISA (Trade in Services Agreement) cioè Accordo per il Commercio dei Servizi. Il settore dei servizi è il più grande per posti di lavoro nel mondo e produce il 70% del prodotto interno lordo: solo negli USA rappresenta il 75% dell’economia e genera l’80% dei posti di lavoro nel settore privato. Su questo ghiotto bottino, i rappresentanti di una cinquantina di Stati (UE, USA, Canada, Australia, Giappone, ecc.) si stanno ritrovando in totale segretezza nell’ambasciata australiana a Ginevra, dal 15 febbraio 2012 per un accordo sul “commercio dei servizi” (sic!).
Si è venuti a conoscenza di questo grazie a Wikileaks. I testi dell’accordo rimangono segreti. Scopo fondamentale di quest’accordo è accelerare la privatizzazione di tutti i servizi pubblici e impedire qualsiasi forma di riappropriazione pubblica di un’attività privatizzata (sic!). Il TISA impedirebbe l’educazione nazionale e le municipalizzate per i servizi idrici. Ambedue i trattati consegneranno l’Europa e il mondo alle logiche del mercato. “E’ l’autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria”, che Papa Francesco bolla con tanta forza. “Il T-TIP- afferma l’economista e saggista Susan George – è un assalto alla democrazia, alla classe lavoratrice, all’ambiente, alla salute e al benessere della cittadinanza”.
Già dal 2011 è stato presentato uno studio svizzero che rivelava come soltanto un piccolo numero di banche abbia il pieno controllo di una porzione esagerata dell’economia globale (e il giornalista Stefano Davidson sostiene addirittura che “un unico cartello di banche ha il controllo di una percentuale molto alta di ricchezza mondiale. Tale controllo è stato assunto con la globalizzazione dei mercati e poi quella finanziaria”). Questo studio, battezzato “La rete del controllo globale corporativo” (un titolo che è già tutto un programma), consiste nell’autopsia del database con i dati di marketing della Orbis nel 2007. Da questo “cervellone” sono stati prelevati files da tutto il mondo che comprendevano più di 30 milioni di operatori economici, tra imprese e investitori, incluse le relative posizioni patrimoniali. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista New Scientist, una delle più accreditate riviste.
Dai dati si evince che sono circa 43.000 le aziende transnazionali che hanno i canoni per rispondere alla definizione di tali aziende da parte dell’OCSE. Spremendo i dati per ottenere un bel “concentrato”, gli analisti svizzeri hanno scoperto che solo 147 aziende hanno in pugno il 40% della ricchezza globale, per la maggioranza banche ed istituti finanziari. Quindi da tutto ciò si evince che il sistema bancario è un unico cartello mondiale che possiede tutto, partendo dai principali settori industriali tra cui ad esempio quello bellico (1.780 miliardi di fatturato!), petrolifero, informatico ed alimentare. Le aziende sono controllate quindi da un solo potere massivo che applica il suo dominio dall’alto verso il basso. Il “Potere Monetario” è quindi reale, non una leggenda.
*Paolo Pantano Consigl. nazionale dei VERDI

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