“I tirocini chiesti da imprese in crisi per avere manodopera gratis”

Alessandro Vasquez, responsabile provinciale del Servizio Orienta Lavoro: “In particolare i supermercati mettono il loro personale in mobilità e utilizzano per sei mesi, con Garanzia Giovani, ragazzi pagati dall’UE, senza prevedere per loro alcuna formazione”

Un anno di Sol, un anno di impegno. Potremmo sintetizzare così il percorso sino ad ora seguito dal Servizio Orienta Lavoro (che proprio in questi giorni compie un anno) e da Alessandro Vasquez, responsabile provinciale. In una realtà come la nostra, nella quale la crisi di lavoro è crescente e le risposte tardive, lo sportello della Cgil di Siracusa, assieme al Nidil, tenta e riesce ad interagire sia con le fasce giovanili interessate a Garanzia Giovani sia a relazionarsi con chi il lavoro lo aveva e lo ha perso e che vive la propria disoccupazione in modo ovviamente drammatico.

Pensavano che in questo ultimo incontro Vasquez avesse notizie positive: magari la Regione si era svegliata ed aveva cominciato ad utilizzare il fondo europeo in modo serio e realmente utile. Purtroppo la dura realtà si è scontrata con la speranza ed eccoci ancora qui a sottolineare il fallimento di un sistema che “in Europa – ci spiega il responsabile Sol – ha dimostrato sufficiente funzionalità e che in Sicilia si è presentato come un tirocinificio.Il nostro sindacato da tempo cerca di far capire a questo governo regionale che, per come è stato impostato nella nostra terra, il sistema di Garanzia Giovani è semplicemente uno stipendificio conclamato e uno strumento in mano alle grandi catene di negozi o supermercati che stanno provvedendo ad accreditarsi al fine di poter fruire degli incentivi specifici per l’attivazione di tirocini, l’indennità erogata dalla Regione (minimo 500 euro, sulla base della normativa regionale, con durata di 6 mesi) direttamente al giovane o rimborsata all’azienda attraverso l’INPS”.

Dunque di tutte le misure previste dalla Garanzia (Accoglienza, Orientamento, Formazione Accompagnamento al lavoro, Apprendistato, Tirocini, Servizio civile, Sostegno all’autoimprenditorialità, Mobilità professionale all’interno del territorio nazionale o in Paesi UE, Bonus occupazionale per le imprese, Formazione a distanza) l’unica voce parzialmente usata è proprio quella tirocini. “Non si creerà alcuna nuova possibilità occupazionale – aggiunge Vasquez – perché il sistema dei tirocini è attualmente richiesto qui in provincia e nella Sicilia da supermercati già in crisi che in alcuni punti vendita pongono il proprio personale in mobilità e in altri chiedono e ottengono di utilizzare i giovani per 6 mesi pagati con i fondi dell’UE. Vi è da chiedersi chi stia vagliando le aziende e stabilendo se stanno operando in assoluta trasparenza”.

Non risultano controlli per la differenziazione tra aziende sane e in crisi e tutte le imprese inserite nel percorso di Garanzia Giovani, con la scusa dei 6 mesi di tirocinio, stanno facendo lavorare i tirocinanti senza aver previsto per loro alcuna formazione. Il tirocinio nasce per far lavorare un giovane formandolo alla nuova realtà occupazionale. Ma si sa, in Sicilia tutto funziona in modo più semplice: tu lavori, poi vediamo. “L’altro problema serio – dice il referente Sol –  di fatto mai superato, è il digital divide, il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell’informazione (in particolare personal computer e internet) e chi ne è escluso, in modo parziale o totale.

A Siracusa ed in Sicilia proprio quelli che avrebbero avuto bisogno di entrare nel sistema di Garanzia Giovani, i Neet (giovani non più inseriti in un percorso scolastico/formativo ma neppure impegnati in un’attività lavorativa) sono rimasti esclusi sia perché non sono forniti di sistemi digitali che consentano loro di acquisire notizie ed informazioni su cosa fare, come e quando iscriversi nel percorso di Garanzia Giovani, sia perché il messaggio veicolato dai centri per l’impiego è stato parziale e non ha raggiunto proprio i meno abbienti.

Dunque il sistema di Garanzia Giovani è alterato. I Centri per l’impiego non riescono a veicolare informazioni in modo celere ed utile per i giovani. Migliori risultati sono stati raggiunti lì dove Sol Cgil, Ispal (Istituto Formativo per le Politiche Attive del Lavoro, Associazione senza scopo di lucro), CNA sono stati attivi veicolando sufficientemente il messaggio come è accaduto nelle realtà di Rosolini, Avola, Noto dove un centinaio di aziende hanno presentato le proprie di offerte. Dove non si è potuta garantire una copertura e i Centri per l’impiego hanno totalmente mostrato i loro limiti, come a Palazzolo, in cui sono state presentate un paio di offerte da parte di aziende interessate ai tirocini! Stesso dicasi per l’area Nord della provincia: a Lentini, Carlentini, Francofonte, Augusta, raggiunte dall’informativa, hanno risposto un centinaio di aziende ma pochissime proposte sono state avanzate da imprese ricadenti sul territorio di Melilli e Sortino”.

E così da un lato i tirocini mostrano tutti i loro limiti in una realtà che li utilizza solo per motivi prettamente economici, dall’altro le aziende stesse sono costrette ad anticipare i soldi dei tirocini (oppure non li fanno partire) perché l’Inps non ha emesso ancora la circolare che abilita all’erogazione dell’indennizzo dei tirocinanti. “Il pagamento dei tirocinanti avviene tramite Inps che però non ha ancora provveduto ad emanare una circolare con la quale si garantisca e razionalizzi il pagamento dei giovani tirocinanti. Così alcune aziende, anche nostrane, si sono assunte la responsabilità di avviare l’erogazione del rimborso spese anticipando di tasca loro. Ma non tutte le imprese stanno operando così: alcune non si sono assunte la responsabilità. Attualmente abbiamo un esercito di tirocinanti gratis che spesso lavorano 8 ore e che non vedranno un quattrino per almeno 3 mesi, tenuto conto che la circolare deve ancora essere emanata. Solo a Siracusa sono 500 le aziende che hanno aderito a Garanzia Giovani ma metà delle stesse imprese non hanno ancora avviato i tirocini proprio perché mancano i registri”. Ovviamente le aziende hanno scelto il full time. “Nel bando regionale di Garanzia Giovani non vi sono indicazioni – ci spiega Vasquez –  sulle ore lavorative e così ci si rifà all’accordo Stato-Regioni 2013 nel quale vi è scritto che per i tirocini le ore lavorative possono essere di 20 e 40 ore. Tutte le aziende stanno applicando le 40 ore ed i lavoratori lavorano a tempo pieno, gratis”.

Bonus occupazionale

L’altro strumento era il bonus occupazionale per le nuove assunzioni a tempo indeterminato (viene riconosciuto un bonus ai datori di lavoro variabile da 1.500 euro a 6.000 euro), e assunzioni a tempo determinato (viene riconosciuto un bonus da 1.500 a 4.000 euro) che peraltro possono dagli imprenditori essere sommati a 8.000 euro di incentivi scritti nella legge di stabilità.  “Come Sol continuiamo a sostenere che l’idea non è stata di certo buona perché, soprattutto nel Sud, il problema non è solo creare l’occupazione, ma mantenerla. Ecco perché le aziende nostrane non trovano accattivante la proposta: non si deve solo assumere un lavoratore con il bonus ma garantire poi allo stesso la possibilità di continuare l’esperienza lavorativa attraverso il sostegno concreto alle imprese. Le scelte governative nazionali stanno ulteriormente precarizzando il lavoro e l’attuale legge di stabilità invece che seriamente incentivare l’occupazione al Sud ha tolto 3 miliardi e mezzo di euro dai Fondi di Coesione Sociale”, fondi che erano stati riprogrammati dall’ex Ministro, Fabrizio Barca, ed assegnati al Meridione, destinati alle Regioni ad Obiettivo Convergenza (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) e che vanno a incrementare un fondo in favore delle imprese che assumono a contratto a tempo indeterminato ed ovviamente tutti al Nord.

Formazione

E infine la formazione. Apprendiamo che enti privati come Eneius si stanno occupando di formazione. L’E.N.E.I.U.S. (Ente Nazionale per l’Educazione Integrale dell’Uomo nella Società) nell’ambito del programma Comunitario Garanzia Giovani, propone ai giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni, inoccupati o in cerca di occupazione, tre percorsi di formazione professionale tecnico specialistici gratuiti ad alto impatto occupazionale nel nostro territorio inerenti i settori turistico e culturale. I corsi saranno attivati prima del periodo estivo con un programma intensivo di 200 ore al fine di creare figure professionali riconosciute con rilascio, a completamento del percorso formativo, di apposita certificazione di competenze, al fine di far acquisire ai giovani conoscenze tecnico-professionali specifiche per settori economici strategici per la Regione Sicilia quali i comparti turistico e culturale.

Ora la domanda è: ma gli enti tradizionali e lo storico Ciapi, che dovevano occuparsi di alta formazione e che presentano operatori licenziati o a rischio licenziamento che fine hanno fatto? Nascono nuovi enti privati che rilasceranno attestati inutili e non spendibili sul mercato del lavoro. I programmi presentano infatti una durata di 200 ore e dunque non rispondenti ai criteri della reale formazione (che prevede un minimo di 900 ore). La regione valuta attentamente e pondera le proprie scelte o, nel quadro del riassetto distruttivo e selvaggio della Formazione professionale, l’idea è tagliare i vecchi per far posto ai nuovi?

La verità è che Garanzia Giovanni è stato ed è un vero flop – conclude il responsabile Sol –  Si pensi che il ministro Poletti aveva annunciato che il Piano sarebbe servito per qualificare 586 mila giovani. Ma i dati Istat sostengono che solo in Sicilia i Neet sono 462 mila. Peraltro sono attualmente stati attivati solo 48.000 patti: il 10% di tutti i neet siciliani. Secondo il Sol e il Nidil di Siracusa l’unico modo di uscire dallo stallo in cui versa Garanzia giovani è attivare l’art 9 del bando regionale che prevede la sussidiarietà ovvero un riallineamento agli standard previsti dal piano nazionale di garanzia giovani dettati dal ministero del Lavoro.

“Nel nostro secondo anno di attività riverseremo sempre maggiore attenzione alle criticità della garanzia giovani – conclude Vasquez – ma vogliamo essere sempre più punto di riferimento per chi necessita degli strumenti necessari per la ricerca attiva del lavoro con un occhio di riguardo alle istanze di rappresentanza che vengono dal mondo delle nuove professioni e dalle partite Iva.”

 

 

 

 

 

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