Il Forum propone emendamenti al DDL ma c’è qualche Tartufo. La proposta dei cinque ATO spianerebbe la strada ai gestori privati col 50% di utenti. La legge regionale in itinere deve assicurare un ritorno alla gestione pubblica
I nostri lettori avranno notato che la presenza di articoli sulla spinosa questione del servizio idrico si è recentemente diradata. Gli è che lo scenario del conflitto per la ripubblicizzazione si è spostato sul livello regionale. A Siracusa abbiamo abbondantemente segnalato il voltafaccia dell’amministrazione guidata da Garozzo che, calpestando gli impegni assunti in campagna elettorale, è tornato ad affidare il servizio idrico a privati. Per altro sulla base di una gara contestatissima, sulla quale sono in corso indagini, come lascia pensare l’acquisizione di atti disposta dalla Procura.
A Palermo l’iter della legge regionale ha fatto registrare una sequela di riscritture e battute di arresto: dopo l’insediamento di Crocetta c’è stato il naufragio del testo proposto dall’assessore Marino e dell’altro successivamente formulato dal secondo assessore Calleri. Inutilmente il Forum ha rinnovato sollecitazioni affinché venisse portato in Aula il testo di legge della Proposta di Iniziativa Popolare, come emendato nella precedente consiliatura Cuffaro e come ripresentato, all’inizio della attuale, a firma di Giovanni Panepinto, deputato regionale e sindaco di Bivona, da sempre impegnato per la difesa dell’acqua pubblica. Purtroppo, secondo il regolamento della Commissione, il nostro DDL Popolare/Consiliare non può essere recuperato. Bisogna quindi operare per emendamenti. E lo sforzo del Forum è attualmente diretto verso l’obiettivo di favorire, all’interno della Commissione, la concertazione di emendamenti condivisi principalmente da settori del PD, dai crocettiani e dal M5S, al fine di reintrodurre i contenuti del nostro testo di legge di iniziativa popolare (presentato a suo tempo con le firme degli elettori e con il sostegno degli Enti Locali) in quello attualmente in discussione.
Di un recente incontro degli esponenti del Forum e di vari sindaci con il presidente della Commissione Trizzino abbiamo già informato i nostri elettori. Alcuni degli emendamenti ci sembrano farraginosi e, per vari aspetti, criticabili e ne scriviamo in altro articolo. Ci appaiono concepiti da qualche Tartufo che stia cercando di esporre il ddl in itinere alle sciagurate conseguenze del “combinato disposto” del renzianissimo Sblocca-Italia. Ci chiediamo infatti da cosa sarebbe giustificato il numero di cinque ATO, che era già stato sommessamente ipotizzato nell’incontro di Palazzo dei Normanni da un esponente sindacale e che non riusciamo proprio a capire. O forse sì: a spianare la strada alla nuova privatizzazione propiziata da Renzi col pretesto della riduzione delle municipalizzate e con la trovata di favorire, in ciascun ambito, il gestore che fornisca il servizio ad oltre il 50% delle utenze.
Noi riteniamo che la legge regionale in itinere debba assicurare un ritorno alla gestione pubblica; evitare un pericoloso accorpamento (che rischierebbe di spianare la strada al privato gestore maggioritario di ciascun ambito); limitarsi ad imporre ai Sindaci la formula della gestione (aziende speciali ed aziende speciali consortili), prevedendo o ribadendo l’obbligo di pareggio di bilancio; lasciare agli stessi Sindaci, supportati dalle decisioni dei relativi Consigli Comunali, ogni decisione circa la determinazione dell’ambito gestionale del servizio idrico integrato (per singolo Comune o tramite consorzi tra Comuni, in considerazione dei bacini idrografici e di opere idrauliche (invasi, dighe, acquedotti, fognature e impianti di depurazione) esistenti o da realizzare.
Riteniamo inoltre che la formulazione degli emendamenti debba correggere un altro aspetto critico della attuale consuetudine relativa alla stesura dei testi di legge: essi devono risultare chiari, espliciti, trasparenti. Devono essere eliminati riferimenti criptici ad altre norme, soprattutto nel caso in cui esse risultino già abrogate o modificate da disposizioni successive.

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