La pianificazione del territorio abbisogna di un forte coordinamento fra il PRG, il Piano del Porto e il Piano Paesaggistico, sviluppandosi, in un circuito virtuoso, attraverso la valorizzazione dell’Epipoli, di Ortigia e dell’area di Mazzarrona. Tra le proposte di Sel un centro congressi e la Biennale del Mediterraneo
Non vi è dubbio alcuno che, dopo decenni di espansione, la nostra realtà territoriale soffre di una vera e propria crisi che riguarda sia lo sviluppo che l’occupazione; una crisi amplificata, ma non provocata, dalle difficoltà economiche nazionali. Noi pensiamo che sia giunto il momento di pensare a un nuovo modello di sviluppo per la nostra città e per la provincia. Questo nuovo modello deve basarsi su un uso corretto e non distruttivo del nostro territorio, non a caso al centro del Mediterraneo, un grande lago, luogo di scambi e di potenzialità che vanno messe a frutto. Per ragioni storiche, culturali, geografiche, Siracusa ha il grande privilegio di rappresentare uno dei punti di eccellenza nel mondo quanto a dotazione di beni naturalistici, culturali ed architettonici; non c’è davvero bisogno di dimostrarlo! La domanda è: cosa manca perché da queste enormi potenzialità si possano trarre opportunità di sviluppo?
Occorre una forte partecipazione collettiva alla costruzione di una proposta utile e praticabile. Sindacati, associazioni di categoria, istituzioni culturali e politiche, semplici cittadini devono lavorare assieme per rendere credibile questa proposta. In questo contesto è proprio l’istituzione comunale ad avere un ruolo attivo e di sintesi rispetto al dibattito che va avviato al più presto in materia; anche perché oggi il Comune è l’unica istituzione pubblica rimasta a governare il territorio, e nello stesso tempo è l’unica dotata di un forte grado di rappresentanza popolare.
Le nuove politiche di sviluppo vanno, quindi, incentrate, pur non dimenticando gli altri settori produttivi, nei settori emergenti dei servizi culturali e turistici. Ma per farlo bisogna che intanto vengano preservate le identità locali e la natura dei luoghi. Per questo, anche quando eravamo all’opposizione, abbiamo insistito tanto perché la pianificazione del territorio, a cominciare dal nuovo PRG, vedesse da un lato un forte coordinamento fra lo stesso PRG, il Piano del Porto e il Piano Paesaggistico, e dall’altro si sviluppasse, in un circuito virtuoso, attraverso la valorizzazione dell’Epipoli, di Ortigia e dell’area di Mazzarrona.
Per il resto le nostre proposte sono note:
1) Nella materia dei grandi eventi (gli unici capaci di attrarre grandi flussi turistici) è opportuno dare vita a un unico Ente Teatrale Siracusano (o Siracusa Arte o come lo si voglia chiamare), capace di dar vita a eventi a livello europeo, attraverso una Fondazione pubblico-privata, con la direzione affidata a figure professionali di altissimo livello.
2) Bisogna dare vita ad un Centro Congressi di grandi dimensioni, capace di rispondere anche alla esigenza di spalmare i flussi turistici nel tempo.
3) Occorre definire limiti e contenuti del Parco Archeologico (incredibilmente avversato da taluni che non capiscono che le stesse attività edilizie trarrebbero grande giovamento da interventi non deturpanti nel territorio), dotato di una forte autonomia sul piano finanziario e gestionale, per promuovere una fruizione turistica attraverso i servizi, anche attraverso il ripristino della vegetazione e dei percorsi dell’epoca.
4) Va istituita la Biennale d’Arte del Mediterraneo. Sia pure con una certa approssimazione, possiamo dire che la Biennale di Venezia ha avuto il merito di creare un confronto culturale all’interno del mondo occidentale. Oggi si avverte l’esigenza di creare una sede di esposizione e di confronto fra le culture del Mediterraneo , il luogo in cui tutto nacque.
Solo se saremo in grado di immaginare, e poi rendere credibile, una realtà come quella prima esposta, attraverso la elaborazione di progetti di standard europeo, potremo entrare nel circuito dei fondi comunitari, anche se in verità in questo momento l’asse dedicato al patrimonio culturale si è rivelato uno dei più critici per i fondi dell’UE.
D’altra parte, se non queste, quali sono le alternative per creare nuove possibilità di sviluppo a Siracusa?

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