Il sistema, basato sulla Olfattometria Dinamica, si attiva con le telefonate dei cittadini, avviando un immediato campionamento dell’aria. Dora Profeta (ARPA): “Attraverso questa tecnica si possono anche individuare e selezionare le diverse classi di idrocarburi non metanici”
Il progetto previsto dall’ARPA Siracusa per la valutazione delle molestie olfattive nell’area siracusana è innovativo ed ambizioso. Si tratta di integrare, per la prima volta nel nostro territorio, la tecnica chiamata Olfattometria Dinamica con l’installazione di nuove centraline (14) per il campionamento dell’aria che saranno azionate in base alle segnalazioni effettuate dai cittadini. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con ARPA Puglia (dove già risulta essere operativo) ed è stato presentato durante il convegno dalla dott.ssa Dora Profeta e dai dott. Salvatore Caldara e Hariberth Scaffidi Abbate.
Cerchiamo di comprendere meglio come si sviluppa. In seguito a una molestia olfattiva nel territorio, si chiede ai cittadini di effettuare una chiamata di segnalazione. Tutte le telefonate vengono registrate in un database e quando si supera un certo numero di chiamate per una zona, il sistema di controllo invia un sms (o un segnale) a una centralina che si trova in quella zona, permettendo un immediato campionamento.
Le centraline posseggono due sacche: una è riempita con il “bianco”, cioè è riempita con aria prelevata in un momento in cui non c’è stata nessuna segnalazione, e l’altra con aria che viene prelevata al momento dell’arrivo del segnale inviato dal sistema di controllo in seguito alla registrazione di un numero elevato di segnalazioni. In questo modo, si preleva l’aria con le sostanze odorigene immediatamente all’evento di molestia, evitando che il campionamento venga fatto (come avviene adesso) ore dopo che la puzza è stata avvertita. Successivamente, i tecnici ARPA prelevano le sacche dalla centralina e li portano in laboratorio per essere analizzati attraverso la tecnica dell’olfattometria dinamica che descriveremo dopo.
In base all’esito delle analisi si stenderà una relazione (che viene chiamato rapporto di prova) e si prenderanno i giusti provvedimenti con le autorità preposte. Inoltre, il sistema di controllo, contemporaneamente all’invio del segnale alla centralina, effettua la visualizzazione su una pagina web di tutte le chiamate ricevute. Un software permetterà una elaborazione statistica e s realizzeranno dei report con grafici e tabelle per informare i cittadini e gli enti.
La tecnica dell’Olfattometria Dinamica è stata già descritta nel numero 14 del sette luglio 2013 de “La Civetta”: si basa sull’assunto che lo strumento a più alta sensibilità finora conosciuto è il naso umano, che permette di riconoscere sostanze odorigene anche in bassissima concentrazione. Questa tecnica (regolata dalla norma europea EN 13725) consiste nel sottoporre ad un “panel”, cioè una commissione di persone – valutatori (in genere sei per ciascun panel) un campione di gas odorigeno diluito con gas neutro ed inodore (come per esempio azoto). L’elaborazione statistica di questi dati permette di individuare con precisione la sostanza chimica che ha prodotto l’odore ma anche la sua concentrazione. I valutatori sono scelti in base a una spiccata capacità olfattiva e sono addestrati precedentemente agli odori che devono individuare (ARPA Siracusa dovrà fare le “audizioni” per selezionare i panelisti).
Come è possibile comprendere si tratta di una vera e propria “rivoluzione copernicana” sul modo in cui si vuole valutare le molestie olfattive nel nostro territorio, considerando che, al momento, l’unica cosa che si riesce a fare è di prelevare dei campioni di aria solo molte ore dopo che l’evento si è avuto (ovviamente tranne nei casi in cui l’evento si manifesta per più ore) e di analizzare questi campioni di aria con strumentazioni poco sensibili, non in grado, cioè, di riuscire a distinguere sostanze odorigene in concentrazioni bassissime (quali sono i derivati dell’idrogeno solforato, i mercaptani). “Attraverso questa tecnica”, dice la dott.ssa Dora Profeta, “si possono anche individuare e selezionare le diverse classi di idrocarburi non metanici, altre sostanze odorigene, e, quindi, possiamo avere informazioni sulla fonte di emissione”.
Sono state da ARPA Siracusa individuate quattro fasi di implementazione: 1) installazione dei sistemi di campionamento automatico nei siti più idonei a fotografare l’emissione odorigena e in grado di fornire elementi utili nell’indagine sulla fonte del disturbo; 2) individuazione dei recettori sensibili, georeferenziazione e codifica degli stessi; 3) Assegnazione dei numeri telefonici da comporre e messa in funzione del risponditore automatico con registrazione degli eventi/segnalazioni (il numero di linee disponibili dovrebbe essere tale da garantire che ciascuno possa chiamare senza rischiare di trovare la linea occupata); 4) Fase di sperimentazione e calibrazione del sistema.
Per quanto riguarda il sistema di monitoraggio (cioè il sistema di chiamate dei cittadini) sarà gestito in maniera digitalizzata. Le segnalazioni saranno visualizzate su mappa in tempo reale. Il superamento di una prefissata soglia di chiamate secondo delle condizioni prestabilite (ad esempio numero/intensità delle segnalazioni in un intervallo temporale prestabilito) può attivare automaticamente il campionatore presente nella centralina ubicata nel territorio che preleverà in tempo reale il campione d’aria.
Il progetto è stato approvato dall’assessorato regionale all’Ambiente ed è in attesa di un decreto di finanziamento per un importo pari a circa 600 mila euro. Sono previsti campionatori da installare nelle zone di Via Algeri, Belvedere, Scala Greca, Villaggio Miano anche se ARPA Siracusa attende indicazioni per il posizionamento da parte dei cittadini.

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