E’ stato fatto un lavoro di ricerca di antiche ricette, messe poi a confronto con i luoghi più importanti della città di Siracusa. Rapicavoli (Ufficio scolastico regionale) ai detenuti: “Siate nel futuro ciò che siete stati oggi”.
Si è svolta presso il carcere di Brucoli di Augusta, alla presenza, tra gli altri, dell’on. Sofia Amoddio, del dott. Antonio Gelardi, direttore del carcere, della prof.ssa Giovanna Strano, dirigente scolastico IISS “Filippo Juvara” di Siracusa, della dott.ssa Angela Rapicavoli, Ufficio Scolastico Regionale Sicilia, del dott. Corsaro, magistrato di sorveglianza, la manifestazione di presentazione del progetto denominato “Come il cibo trasforma le nostre città?” attraverso il quale l’Istituto “Filippo Juvara” di Siracusa si è aggiudicato il primo premio (a livello nazionale) di nove mila euro partecipando, con la sua classe della Casa di Reclusione di Augusta, al bando per Expo 2015 del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca dal titolo “Green Food and Green drinking – Il recupero della tradizione all’interno della modernità”. Il premio sarà utilizzato per partecipare con una delegazione di 30 persone all’Expo 2015 a Milano per due giorni a partire dal 20 ottobre.
Il dott. Antonio Gelardi ha evidenziato durante il suo intervento come sia possibile attraverso la collaborazione tra la casa circondariale e la scuola preparare un progetto che abbia l’obiettivo di sviluppare la socialità e la partecipazione dei carcerati. “Questo è l’unico progetto che ha partecipato al bando, sviluppato all’interno di una casa di reclusione. Tutti gli studenti vi hanno partecipato”, dice la prof.ssa Giovanna Strano, “con l’obiettivo di andare a Milano, mentre i carcerati l’hanno fatto con il solo obiettivo di partecipare. Infatti, al momento, non abbiamo avuto nessuna rassicurazione che gli studenti della casa circondariale possano recarsi a Milano per l’Expo per presentare il progetto il 20 ottobre”. L’onorevole Sofia Amoddio, entusiasta per la professionalità mostrata, invita a darne risalto a livello nazionale attraverso i mezzi di comunicazione. “E’ possibile imparare in tanti modi, ma si impara soprattutto dagli altri, dalle esperienze di vita che gli altri hanno avuto. Chi ha un idea, se ci crede e ci mette impegno, prima o poi la realizza”, dice; “bisogna avere la sensibilità non solo per la libertà ma anche per la mancanza di libertà”. Continua la dott.ssa Angela Rapicavoli, che era nella commissione di selezione, rivolgendosi ai carcerati: “E’ l’Ufficio Scolastico Regionale a dire grazie a voi: siate nel futuro ciò che siete stati oggi. Abbiate memoria di quello che è successo oggi ed abbiate fiducia in voi stessi. Voi siete saliti sul treno che passa una volta sola: voi ci siete saliti, non scendete più”.
Il progetto, durante la manifestazione, è stato presentato direttamente dai carcerati che hanno, alternandosi sul palco, raccontato le modalità attraverso cui esso è nato, come si è svolto e quali sono i punti di forza dell’elaborato vincitore.
L’artefice di questo progetto è stata la prof.ssa Marilù Attardo, che coadiuvata dalle prof.sse Emanuela Russo, Maria Rosa Bosco e Simonetta Boscarino, è riuscita con tenacia ed impegno a coinvolgere gli studenti della classe della casa di reclusione del Filippo Juvara e a far emergere tutte le loro potenzialità. Il lavoro è stato enorme: sono state prodotte tavole, plastici, foto, è stato fatto un lavoro di ricerca di antiche ricette che sono state messe a confronto con i luoghi più importanti della città di Siracusa, sono stati fatti tre incontri (tenuti da Carmela Pupillo, Anna Caramagno e la prof.ssa Fiume) è stato prodotto, grazie al patrocinio dell’Ordine degli Architetti (presieduto da Lilia Cannarella, presente alla manifestazione) e dell’Ordine degli Ingegneri un libro che, al momento, è stato pubblicato solo per darlo in dono agli studenti della casa circondariale ma che potrà, trovando uno sponsor, essere pubblicato in numero di copie superiore. “E’ stato un lavoro”, dice la prof.ssa Marilù Attardo, “che ha richiesto un impegno che è andato al di là delle ore di lezioni; abbiamo lavorato intensamente e senza sosta per completare il progetto in tempo. Abbiamo vinto noi ma soprattutto hanno vinto i valori: la stima reciproca, la fiducia, l’amicizia che si è instaurata tra tutti noi”.
Marilù come è nata l’idea di questo progetto?
“Il progetto è nato dalla riflessione sul tema: Come il cibo trasforma le nostre città? Partendo da questa asserzione abbiamo attenzionato la città di Siracusa ed abbiamo riflettuto sull’esistenza di un diffuso dualismo tra la città storica, consolidata, con i suoi manufatti antichi e quella moderna spesso rivestita con ostentazione di simboli. L’obiettivo che ci si è posti attraverso questa idea progettuale è stato quello di intervenire sulla città contemporanea operando una ricucitura tra antico e moderno in cui il cibo ha rappresentato l’elemento di trait d’union”.
Da queste riflessioni cosa è scaturito?
“La prima fase di studio è stata incentrata su Siracusa e sulla sua storia, sulle trasformazioni del territorio dai primi insediamenti all’impianto attuale che hanno in qualche modo influenzato le scelte progettuali. Sono state individuate cinque aree e per ogni singola area sono stati delineati i punti di forza, quelli di criticità e le potenzialità progettuali. Particolare interesse si è posto al sito del “Parcheggio Talete” perché si ritiene necessiti di un intervento di riqualificazione e perché è un luogo dalle grandi potenzialità quali la panoramicità e la vicinanza all’asse viario del mercato di Ortigia, caratteristico per i suoi sapori, odori e per il folklore”.
Avete preso quindi principalmente in considerazione la zona del Talete?
“Si, essa è stata studiata dal punto di vista architettonico, e prendendo spunto da ciò che emerso durante lo studio abbiamo progettato tre tipi di edifici modulari da utilizzare per la consumazione dei cibi: uno, il tipo A, è molto semplice ed è destinato ad una consumazione veloce, un altro, il tipo B è più articolato e prevede una consumazione con sosta, infine il tipo C che è il più grande e prevede la degustazione di cibi che necessitano di trasformazione pertanto è dotato di cucina. L’ultimo atto della progettazione è stato la produzione di un plastico grande dei tre tipi modulari che sono stati realizzati in balsa e la produzione di tavole esplicative”
Qual è il prossimo obiettivo?
“Il prossimo obiettivo è quello di riuscire a portare tutti i 13 studenti a Milano. Lo desidero, perché lo meritano: sono loro il progetto. Sappiamo che ci sono difficoltà oggettive per il trasporto dei carcerati da Augusta a Milano ma noi siamo confidenti e crediamo che con un po’ di buona volontà tutti i problemi si possono superare”.
Si ha ragione la prof.ssa Attardo: gli studenti della casa circondariale di Augusta ne stanno dando giornalmente dimostrazione.

Commenti recenti