In una città depressa ed emarginata da ogni possibile ripresa economica, si sono spesi 539.000 euro in premi ai dirigenti e dipendenti, 61.304 in premi ai dirigenti e dipendenti del settore tributi, infine 32.060 al settore tributi servizi Ici/Imu. E l’Ufficio Stampa costa 307 mila euro l’anno!
Più volte, parlando con un politico, notabile di questa amministrazione comunale, mi sono sentito dire la solita solfa.”Caro Ciccio, i nostri predecessori si sono mangiati anche i piedi dei tavolini.” Ora, in ossequio agli insegnamenti del mio maestro, io mi limiterò a narrarvi i fatti corredati dalle determine di giunta. Le opinioni sarebbe meglio che ve le faceste voi, cari e pazienti lettori. Solo un piccolo contributo in prologo: Informiamo i signori politici che non sono rimasti manco i tavolini”.
La forza del politico è da sempre assicurata dalla svogliata disattenzione del popolo e da chi dovrebbe assicurare un vigile controllo delle sue funzioni. La gente, si sa, è molto più attratta da sport e gossip. Grande Fratello e Isole dei famosi mietono successi mondiali. La speranza allora possiamo indirizzarla verso i garanti locali della politica: i consiglieri comunali. Ora lungi da noi il voler parlare dello scandalo nazionale dei consiglieri comunali di Siracusa; troppo si è scritto detto e urlato. Sicuramente non è sopportabile che, a fronte dei 600.000 euro spesi in ragione delle commissioni non sempre utili, poi si debbano scoprire certe incredibili realtà.
Vediamo allora cosa è sfuggito ai superpagati consiglieri comunali e alle loro utilissime commissioni.
Addetti Stampa del Comune Siracusa, a differenza di Roma e Milano, gode di un addetto stampa ogni 31.000 abitanti. A Roma, poveracci, ne hanno uno ogni 240.000. A Milano non ne parliamo. I giornalisti siracusani sono onorevoli dipendenti, per carità nulla da eccepire. Certo godono di un trattamento economico inesistente altrove. Pensate che in tre sono costati alla città ben 194.000 euro. Onestamente il loro impegno non si è molto distinto per complessità. Magari non ce ne siamo accorti noi. Il loro lavoro in Sicilia è tutelato da un contratto sottoscritto da Regione, Anci, Unione delle province siciliane, Assostampa e Federazione della Stampa, ma, essendo valido solo per la Sicilia, in molte città italiane di pari dimensione alla nostra e anche in città parecchio più importanti questi costi non si raggiungono.
Oddio, leggere le loro buste paga fa una certa impressione. Ma, si sa, Siracusa è generosa coi propri dipendenti. Per concludere il capitolo Stampa, vogliate gradire un’altra chicca. Ben 3 addetti al servizio si aggiungono ai quattro giornalisti. Portandolo così a sette dipendenti con un costo annuo di 307.000 euro. Secondo gli ultimi dati Istat, al 31 dicembre scorso Siracusa aveva 124.676 abitanti. Il che significa che l’Ufficio Stampa del Comune costa a ciascun residente 2,4 euro l’anno. Niente male per una città in notevoli difficoltà finanziarie!
Premialità. Come scrivemmo nello scorso numero de La Civetta, il sindaco assieme alla giunta ha autorizzato l’elargizione di un premio di 539.000 euro ai dipendenti e dirigenti comunali. Ancora, visto che il pozzo di San Patrizio è inesauribile, i più alti responsabili della città hanno deciso di fare un bel regalo ai dipendenti e dirigenti del settore tributi. Così, scavando tra le delibere da altri ignorate, troviamo un regalino di 32.060 euro a tre addetti. Ancora più grave il fatto che al capo servizi vada un altro premio. Infatti al responsabile è stato dato un premio di 10.000 euro per la sua funzione, e un successivo premio di gruppo di 5.942.27 euro. Per un totale di 15. 942 euro netti. Nello stesso gruppo premiato, nascosto dall’ultima posizione, ecco il nome del dirigente Enzo Miccoli che con i suoi 3.713,62 euro è una specie di Cenerentola. Ma, si sa, ha già il suo appannaggio più che ragguardevole. Però, come vuole il detto, “ogni lasciata è persa”.
Ricapitolando: l’ultimo giorno di questo annus horribilis appena trascorso, in una città depressa ed emarginata da ogni possibile ripresa economica e morale, si sono spesi 539.000 euro in premi ai dirigenti e dipendenti; 61.304 in premi ai dirigenti e dipendenti del settore tributi. E infine 32.060 al settore tributi servizi Ici/Imu. Per un totale di 632.634 euro.
Che dire? Due anni fa il rottamatore renziano Giancarlo Garozzo si produsse in fantastiche promesse. Oggi stiamo assistendo al tonfo di questa politica dai modi seducenti ma, nei fatti, certamente discutibili. È forse un reato dare quasi 200.000 euro ai giornalisti del comune? E arrivare a spendere altri 100.000 per l’inesistente servizio di riprese web per la trasmissione streaming dei consigli comunali? Cos’è un furto? No di certo. Oppure è rubare al popolo regalare 539.000 euro ai dipendenti già occupati e ben retribuiti? No! Fare un dono di 15.942 euro al responsabile tributi è fare forse un torto ai disoccupati di questa povera città? No di certo! E come se tutto ciò non bastasse, il 9 marzo, in piena crisi mediatica di dimensioni nazionali, che fa la giunta? Aumenta gli stipendi ai dirigenti! Di ciò che affermiamo abbiamo le delibere.
Ora, se in un’azienda privata avessero scoperto che i custodi delle risorse, i vigilanti del patrimonio, i garanti delle procedure non hanno svolto il loro lavoro, come credete sarebbe finita? Le più di mille ore di commissioni consiliari a cosa sono servite? In quasi tutte le città del nord Europa si sarebbero dimessi in massa. Ma questa è un’altra storia.

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