Tripoli (Cisl): “Dobbiamo pensare a tutti i 152 dell’ex Sai 8”

“Sono convinto che in questo momento non ci siano le condizioni per un ampliamento degli organici della Siam (il nuovo gestore del servizio idrico, ndr) ma abbiamo il dovere di continuare a cercare una soluzione perché ci sia la piena occupazione”

Non ritiene utile una risposta mirata, nessuna volontà di fare polemica, né tanto meno di cercare il clamore mediatico e di entrare in contrasto con Elio Di Lorenzo, la voce forte del comitato degli ex Sogeas. Sebastiano Tripoli, segretario generale Femca Cisl Ragusa Siracusa, sceglie un basso profilo: “Comprendo alcune reazioni. La vicenda Sai8 è stata complessa, difficile. Ho rispetto per i lavoratori, per tutti. Noi non possiamo che salutare con grande favore il risultato fin qui ottenuto con il reinserimento dei 75 dipendenti ma contemporaneamente non possiamo dimenticare gli altri. Sono convinto che in questo momento non ci siano le condizioni per un ampliamento degli organici della Siam (il nuovo gestore del servizio idrico, ndr) ma abbiamo il dovere di continuare a cercare una soluzione perché ci sia la piena occupazione dei 152 lavoratori danneggiati dal fallimento della società Sai8, prima che giungano a termine gli ammortizzatori sociali. Per questo ci siamo rivolti all’assessore regionale all’energia: affinché si affretti il riordino del settore”.

Eppure la nascita dei comitati spontanei, dei tanti piccoli sindacati di base, segna una certa crisi della rappresentanza delle organizzazioni sindacali confederali, non crede? Non sarebbe il caso di riflettere sull’insofferenza manifestata dalla base?

“Ben vengano tutte le occasioni di riflessioni. Se mi dice che oggi si è venuto a determinare un maggiore senso critico, che si è accresciuta la propensione al confronto, a dibattere sulle questioni aperte, sono d’accordo e lo vivo come una possibilità di arricchimento. Ma per il resto ritengo il caso della Sai8, di questo comitato, un caso isolato. Non avverto, per esempio nella zona industriale, nelle grandi come nelle piccole aziende, uno scollamento con la base. La nostra forza rappresentativa risulta inalterata. La questione Sai8 è diversa: ci sta che in una fase così articolata, in un ambito in cui hanno peso valutazioni politiche che non possiamo fingere di non vedere, si creino tensioni, che i rapporti si complichino. Ma tutto va riportato a una corretta dimensione, non cancellando l’evidenza dei fatti. Noi siamo, come ha detto la stessa azienda, interlocutori istituzionali, riconosciuti. Come federazione non ho problemi di autoreferenzialità, operiamo nell’interesse dei lavoratori e andremo a discutere degli aspetti di natura contrattuale per il settore di competenza, gas e acqua. Se poi i lavoratori non ci daranno fiducia, si valuterà, con serenità, non in maniera conflittuale. Non serve in questo momento. È, in genere, controproducente”. 

  

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