Gestione acqua. Rizzuti (Cgil): “Per i lavoratori sta scadendo la mobilità”

“C’è il rischio che perdano l’assegno degli ammortizzatori, unico sostegno delle loro famiglie” “La Regione siciliana ha solo per due mesi per la riforma altrimenti sarà commissariata”

Ancora caldo il fronte dell’acqua dove registriamo la posizione del segretario provinciale Filctem Cgil, Mario Rizzuti. “La legge Galli e gli Ato rappresentavano di certo una spinta innovativa e propulsiva al sistema consentendo l’inserimento di denaro fresco privato in un sistema pubblico, incapace ormai di rispondere alle reali esigenze dell’utenza e della stessa rete, come la grande perdita di acqua dovuta alla fatiscenza delle reti. Ma da buoni italiani, come spesso accade, fatta la legge, si è trovato il modo di utilizzarla a proprio beneficio. Così anche in questo sistema siamo riusciti a costruire carrozzoni e società miste che hanno solo incrementato pacchetti clientelari per la politica. La dimostrazione è sotto gli occhi di tutti e nella nostra Isola il problema acqua/politica è talmente radicato che tanto il pubblico quanto il privato hanno fallito nella gestione idrica.

A Siracusa ci siamo ritrovati con una società che avrebbe dovuto avere un organico di 180 persone in servizio se la gestione fosse avvenuta su tutti i 21 comuni, invece si è ritrovato un organico di 150 addetti solo sugli 11 comuni consegnatari degli impianti! Il sistema è nato male e la società è stata sovraccaricata di organico rispetto a quanto lavoro avrebbe realmente gestito“.

Per il resto la storia è nota. Secondo Rizzuti, Sai 8 non ha mai realizzato i progetti di miglioramento ed efficientamento promessi e, date le controversie legali, l’esborso economico a cui è andata incontro ha fatto sì che la società andasse in declino… fino al fallimento. Una lettura, non ce ne voglia il nostro interlocutore, secondo il nostro punto di vista riduttiva rispetto alle reali motivazioni della debacle della società.

“Di fronte anche al commissariamento dell’ATO, al sindacato che ha provato in tutti i modi di mantenere in piedi il sistema, alla fine è rimasta solo una possibilità: rivolgersi al Prefetto che, coinvolgendo la Deputazione Regionale e i Sindaci cosiddetti obbedienti, ha tentato di mantenere consorziati almeno gli 11 comuni al fine di garantire i 150 posti di lavoro, la gestione e l’efficienza del sistema nei confronti dell’utenza. E mentre questo difficile tentativo era in corso, le amministrazioni comunali chiedevano la restituzione degli impianti perché ogni sindaco si era convinto di poter gestire questa situazione a proprio piacimento e nell’ambito del proprio comune,  dimenticando probabilmente che la gestione dell’acqua non è più legata solo alla distribuzione ma a tutto il suo ciclo. Attorno al sistema acqua gira infatti anche la sua depurazione e reimmissione sul mercato ai fini agricoli e industriali con un ritorno economico che consentirebbe l’abbattimento dei costi di gestione e l’abbassamento del costo della bolletta. Un sistema che può funzionare solo se è completo anche di investimenti finora mai realizzati e che veda un costo energetico inferiore all’attuale”.

Il fatto che il decreto Mucchetti abbia abbassato il costo dell’energia nel Sud, e in particolare in Sicilia, farebbe sperare in un risparmio, ancora più significativo quando sarà completato il doppio cavo attualmente in costruzione nello Stretto di Messina da parte di Terna. Ma i comuni avranno i fondi e saranno messi nelle condizioni economiche per adempiere a queste funzioni? “Le amministrazioni saranno in grado di mantenere il sistema? – Rizzuti pare perplesso – Ecco la funzione della legge Galli: far entrare capitali privati che potessero aiutare a mantenere una gestione adeguata. E per chiudere il triste capitolo, visto che non è stato possibile rimettere in funzione l’Ato o altre forme consorziali come proposto da noi e dal Prefetto, ci siamo ritrovati con 150 licenziati”.

Ora che per 85 lavoratori, ex Sogeas, si prospetta il reinserimento nella nuova società gestore,  rimangono fuori in sessanta.“Stiamo tentando  – conclude il segretario Filctem –  di spingere tutti i comuni a seguire l’esempio di Siracusa e Solarino per fare la stessa operazione di assunzione con la società vincitrice della gara. L’unico comune che ha mantenuto l’impegno è Noto, mentre gli altri continuano una gestione provvisoria e raffazzonata senza alcun affidamento per l’utenza. Quindi il sindacato è tornato dal Prefetto per rimettere in piedi il tavolo provinciale con la deputazione e i sindaci (che non hanno dato l’affidamento) per spingere l’assessorato Regionale all’Energia a velocizzare quanto più è possibile l’approvazione della legge sul riordino dell’acqua tenendo conto dell’esito referendario ma che dia indicazioni chiare su come realizzare i servizi.  La nostra regione ha solo 2 mesi altrimenti sarà commissariata mentre per i lavoratori sta scadendo l’attuale mobilità con il rischio di perdere l’assegno degli ammortizzatori sociali tramite il quale finora erano andati avanti. Questa è la nostra preoccupazione e questo il nostro ruolo”.

 

 

 

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