Vie di fuga, in caso di calamità siracusani imbottigliati

Gravissimi ritardi sul Ponte Targia, Caserma dei Vigili del Fuoco, Ponte Calafatari. Protezione civile, l’esempio virtuoso di Messina dopo gli eventi meteo marini di novembre 2014

La maggior parte dei “non addetti ai lavori” non conosce la particolarità, in ambito europeo, dell’organizzazione del nostro sistema di Protezione Civile. Con la legge del 24 febbraio 1992, n.225 «l’Italia ha organizzato la protezione civile come “Servizio nazionale”, coordinato dal Presidente del Consiglio dei Ministri e composto, come dice il primo articolo della legge, dalle Amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, dalle regioni, dalle province, dai comuni, dagli enti pubblici nazionali e territoriali e da ogni altra istituzione ed organizzazione pubblica e privata presente sul territorio nazionale».

In pratica ogni Comune, ogni Provincia e ogni Regione dispone, o dovrebbe, di un piano di intervento in caso d’emergenza che le permetta di intervenire il più prontamente ed efficacemente possibile. Negli altri Paesi europei gli enti e/o le strutture che si occupano di protezione civile sono molto meno. Questo è determinato dal fatto che il territorio è idrogeologicamente variegato, comportando un’enorme differenza nella tipologia dei rischi e nei metodi con cui questi si possono affrontare.

Quando si presenta un evento calamitoso, il Servizio Nazionale della Protezione Civile, in tempi brevissimi, definisce la portata dell’evento e valuta se le risorse locali siano sufficienti a farvi fronte.
In caso contrario vengono mobilitati immediatamente i livelli successivi (provinciali, regionali, fino al nazionale) in base alla gravità dell’evento ed alle risorse necessarie per farvi fronte. Ma soprattutto si identificano da subito le autorità che devono assumere la direzione delle operazioni: nel caso di un evento comunale la prima autorità attivata è il Sindaco, che diventa il Primo Operatore di Protezione Civile del comune.
Il Sindaco quindi, oltre alle normale gestione del comune, deve essere preparato, deve conoscere il proprio territorio e i referenti dell’intervento, i piani da attivare ed avere la capacità di gestirli. Comunicare la Protezione civile ha lo scopo di migliorare la collaborazione tra le istituzioni, tra il volontariato, migliorare la conoscenza territoriale e discutere delle riforme strutturali da apportare, il miglioramento dei Piani Comunali. La comunicazione costante e un servizio diretto da professionisti serve a dare un efficace e costante servizio ai cittadini oltre a essere propedeutici ad un miglioramento nella gestione del nostro territorio e di noi stessi nei suoi confronti.

Nello specifico nella nostra città, solo il nulla scalda sedie o minestre riscaldate: Ponte Targia (quasi due anni…), Caserma Vigili del Fuoco (?) , Ponte Calafatari (smontaggio e ricostruzione nei pressi per garantire la terza via di fuga da Ortigia) niente! ed altro…  Maltempo e varie opere di anni precedenti nulla.

Ci spostiamo nel litorale ionico di Messina, mareggiata del 6 e 7 novembre: in tempi brevissimi è stato predisposto il progetto delle opere di protezione. Il Dipartimento Regionale di Protezione Civile di Messina, assolvendo in pochi giorni all’incarico conferitogli, ha consegnato una settimana fa al Commissario Straordinario Delegato ex OPCM 3886 il progetto per gli interventi urgenti per la rifioritura massi a protezione del tratto di litorale prospiciente il complesso edilizio “Marina Sud” e delle aree limitrofe nei villaggi Santa Margherita e Galati Marina del comune di Messina. L’intervento è stato programmato per fronteggiare le criticità manifestatesi a seguito degli eventi meteo marini avversi dei giorni 6 e 7 novembre 2014 lungo il tratto ionico di costa compreso tra i villaggi S. Margherita e Galati Marina. Redatto dall’ing. Fabio Bongiovanni, Responsabile Unico del Procedimento (RUP) l’ing. Bruno Manfrè, esso prevede il completamento di un precedente intervento, eseguito dallo stesso Servizio sempre su incarico del Commissario Straordinario, con la sistemazione della barriera frangiflutti esistente nell’area antistante il complesso Marina Sud Residence nel vill. S. Margherita, anch’essa danneggiata dalla mareggiata del 7 novembre u.s. e il proseguimento verso monte con la realizzazione di una barriera/scogliera radente sul tratto di arenile compreso tra le Case Raciti e l’area del campo di calcio. L’intervento ha un importo complessivo di euro 250.000 ed ha trovato copertura nei fondi residui della Ordinanza di Protezione Civile 3886. Adesso si attende la conferenza dei servizi per l’approvazione del progetto, che sarà convocata dal Commissario Straordinario. 

Ecco, questa è la dimostrazione che nella stessa regione, nello stesso litorale ci sono differenti organizzazioni degli uffici di Protezione Civile e questo non dovrebbe esistere perché tutti parliamo un unico linguaggio e le regole sono chiare e cogenti per tutti. Invece ancora oggi si assiste a questa discrasia.

 

 

 

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