L’ex assessore Santi Pane: “Sono da valutare i costi per il personale adibito agli accertamenti, la riscossione, la Polizia Municipale, il verde pubblico. Ridurre quest’onere sarà un compito difficile perché ci si scontra con realtà che hanno tante implicazioni”
Nella complessa problematica afferente il capitolo dell’igiene urbana a Siracusa abbiamo voluto ascoltare anche il dottor Santi Pane, ex assessore al bilancio, portatore di un diverso interessante punto di vista sul contenimento dei costi del servizio. Ha risposto così alle domande che gli abbiamo posto.
“L’intera problematica connessa al servizio rifiuti ruota attorno a due elementi centrali che coincidono con quelle che sono, in definitiva, le aspettative fondamentali della cittadinanza: il miglioramento della qualità del servizio da un parte, ed il contenimento del costo complessivo a carico dei contribuenti dall’altra.
Per quanto riguarda il primo dei due aspetti, sono convinto che si sortiranno comunque risultati concreti, in linea con i diversi punti previsti nel nuovo bando di gara: dall’incremento della raccolta differenziata all’estensione delle nuove aree oggetto del servizio, dalla pulizia stagionale delle spiagge e del litorale al rafforzamento del servizio di sgombero dei rifiuti ingombranti, all’applicazione di sistemi incentivanti e di premialità, e così via. Del resto non potrebbe essere diversamente, atteso lo stato attuale delle modalità e della qualità con cui il servizio viene svolto, da troppi anni in regime di proroga di un vecchio contratto ormai superato ed inadeguato. Il punto, semmai, è quello di verificare – dopo i primi mesi di rodaggio – i risultati attesi, riconoscendo comunque il buon lavoro preparatorio, svolto in circa un anno e mezzo, dai tecnici e dalla consulente della Amministrazione. Il risultato non potrà prescindere, comunque, da una più convinta consapevolezza della cittadinanza, che deve assumere sicuramente comportamenti collaborativi e più rispettosi del decoro urbano.
L’altro aspetto centrale è però costituito dalla necessità di addivenire ad una sostanziale riduzione del costo del servizio, particolarmente oneroso, che oggi grava sulla cittadinanza. Sappiamo tutti come questo sia un argomento particolarmente “sensibile”e del quale bisogna primariamente tenere conto.
Sotto questo aspetto, fare riferimento al solo “costo operativo” del servizio di raccolta e di smaltimento, quantificato in circa 25 milioni di euro, non è indicativo di quello che è effettivamente l’onere che si riversa poi sui contribuenti cittadini. La Tares del 2013, che riflette quanto spalmato sui contribuenti per il servizio in questione, era infatti di circa 30.300.000 euro, cifra sensibilmente superiore a quella prima indicata. La differenza è da collegare ai cosiddetti costi indiretti del servizio, ossia i costi sostenuti dal Comune per il personale adibito all’accertamento e al servizio in questione, i costi per la riscossione, i costi per il personale di Polizia Municipale adibito al controllo e alla sorveglianza, ecc, ecc. oltre ai costi – credo – per il servizio del verde pubblico.
Nel 2014 il nostro Sindaco, opportunamente, prese la decisione di tagliare di circa 3 milioni di euro il costo del servizio da riversare sulla nuova tassa (la Tari), con la finalità di non gravare ulteriormente a carico dei contribuenti. Ma si tratta di uno “sconto” che va però a gravare sulla fiscalità generale e quindi, in definitiva, sui contribuenti della città. O se si vuole, secondo una visuale diversa, si tratta di costi che, se non ci fossero stati, avrebbero consentito di liberare risorse di pari importo da destinare ad altre attività e ad altre funzioni sociali, di cui la città ha impellente bisogno.
A mio avviso, è in questo ambito che bisogna porre in atto ogni sforzo necessario per giungere ad un effettivo contenimento del costo e quindi dell’onere riversato a carico del contribuente, liberandosi da quella fastidiosa critica (immeritata, perché la nuova Amministrazione ha ereditato lo stato attuale da inerzie delle precedenti) che è quella di essere una città con la tassa più alta d’Italia.
Certo non è facile, anzi – per la modesta esperienza maturata durante il mio incarico di assessore – è sicuramente uno dei compiti più difficili da affrontare, perché ci si scontra con “realtà” che hanno poi tante e svariate implicazioni. Bisogna però pur iniziare, cominciando con una razionalizzazione dei tanti costi superflui, con una “ottimizzazione” del personale adibito all’Ufficio Tributi, con la eliminazione di molte sacche di inefficienza, eccetera.
D’altra parte, non ha senso battersi con il coltello tra i denti per migliorare qualche punto percentuale nel costo del servizio, racimolando quanto più possibili economie e risparmi, e lasciare invece inalterato questo flusso di costi, ben più rilevante ed incisivo, suscettibile di forte contenimento”.

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