Al Comune 1.200 sedute di commissioni, con gettone di 65 euro a componente

dal giornale in edicola

Inchiesta M5S. Fu scandalo ad Agrigento per lo spreco di due milioni in sei anni, a Siracusa in uno solo sono stati spesi 1.860.00 tra sedute di commissioni consiliari (1201, a Ragusa 137) e di civico consesso (56 rispetto a 68), più i rimborsi alle aziende in cui gli eletti sono occupati 

Il Movimento 5 Stelle scatenato sui costi della politica anche a Siracusa. A distanza di neanche tre anni, si riaccendono i riflettori sui gettoni di presenza  con cui vengono gratificati i 40 consiglieri comunali. Un lavoro lungo, capillare, prima per acquisire i documenti dal Comune – ‘ottenuti faticosamente’ sottolinea Paolo Ficara del Movimento -, poi per assemblare i dati. E i risultati sembrano prospettare, sul Consiglio di Siracusa, una bufera forse più devastante di quella che ha travolto e costretto alle dimissioni 13 consiglieri del Comune di Agrigento, e quindi lo scioglimento dello stesso Consiglio. Dei principianti gli agrigentini rispetto ai siracusani se lì si scandalizzano per i due milioni spesi per il consiglio in sei anni, in sei non in uno: a Siracusa, bilancio 2013, la cifra è di 1.860.000 euro. Ma si dirà, forse, che noi abbiamo un numero doppio di abitanti.

E questo dovrebbe comunque essere solo l’inizio: per il colpo di grazia si guarda all’acquisizione dei verbali delle Commissioni, che in verità dovrebbero essere subito, per trasparenza, caricati sul sito dell’Ente, come accade addirittura nella vituperata Agrigento, e che invece tardano ad essere consegnati. Saranno essi ad attestare regolarità e qualità di quelle riunioni così gravose per le tasche dei Siracusani. Con una certezza comunque: che a Siracusa non assisteremo alle levate di scudo degli agrigentini, non si vivrà la rabbiosa protesta del 2011 a Parma prima dell’avvento della Giunta Pizzarotti. Siracusa è una città che metabolizza tutto, che anestetizza, si direbbe, e, fedele al dettame del principe di Salina, fa ripartire tutto daccapo, come se nulla fosse.

L’esperienza recente sembra proprio insegnare questo. Dopo lo scandalo del maggio 2012, che portò all’operazione ‘Fantassunzioni’ della Digos – conclusasi nel luglio 2013 con la denuncia per truffa – nessuno avrebbe mai pensato che, dopo solo due anni, si sarebbe riprodotta una  situazione analoga, che non sarebbe stato ‘riformato’ il sistema per ridurre le spese.

Non sappiamo se anche in questo caso si scopriranno anomalie nei rapporti di lavoro tra consiglieri e ditte private (in realtà l’unica assunzione post elezione di cui il M5S fa menzione è quella di Simona Princiotta: “Come mai – si chiede il deputato Stefano Zito – una società privata assume chi sa che difficilmente si recherà al lavoro? La SEP Construction srl, per agosto, settembre e ottobre, ha chiesto un rimborso di 9.589,69 euro” -), per il resto, invece, tutto sembrerebbe lecito. Come è noto, a garantire tali remunerazioni ai consiglieri comunali vale la legge che porta la firma dell’ex deputato regionale, nonché ex sindaco di Floridia, Egidio Ortisi, che proprio qualche tempo fa ha difeso la sua creatura ‘ispirata all’obolo della democrazia periclea’ ma utilizzata in maniera ‘truffaldina’.

Ma al di là dell’accertamento di un’eventuale responsabilità penale e della certezza che “l’intero dossier è in viaggio verso la Corte dei Conti”, non si può non registrare, con amarezza, che, tranne i più recenti distinguo come quelli del presidente Sullo (tardivi e probabilmente ‘indotti’, come si dirà nell’altro nostro contributo), rispetto al passato la nuova amministrazione non sia stata in grado di cambiare passo, di segnare un trend diverso in nome della buona politica, anche solo per il dovuto rispetto nei confronti di chi oggi annaspa tra i gorghi di una crisi economica di cui non si riesce a vedere la fine. Rispetto al 2012 che registrava una spesa complessiva per i consiglieri comunali pari a circa un milione e mezzo, nel 2013 si sono totalizzati quasi 2 milioni, e per il 2014, nell’attesa che si conoscano gli ultimi dati, forse, al massimo, secondo i 5 Stelle, si potrà registrare una lieve flessione che potrebbe imputarsi a una maggiore prudenza nel rapporto con le aziende private dopo essersi scottati (i rimborsi di 1.200.000 del 2013 scendono a 760.000 nel 2014).

Il confronto impietoso con un Comune come Bergamo, analogo a Siracusa per numero di abitanti, è emblematico. Tre consigli di quartiere contro i nove siracusani, 32 contro 40 i consiglieri, 6 commissioni permanenti e non 8, nel 2014, 2.222 le presenze tra consigli comunali e commissioni per una spesa di circa 160mila euro mentre qui si sono pagati 717mila euro per le 12.611 presenze: una moltiplicazione per 6, con l’aggravante di una delibera di cui parleremo dopo. E certo, gli esiti sul piano dell’efficienza amministrativa delle due città non sono a nostro favore. Ma ci si potrebbe anche fermare a un confronto con la vicina Ragusa, amministrazione pentastellata: 137 riunioni di commissione (1.201 Siracusa) e 68 consigli comunali (56 Siracusa). Paradossi, se si considera la funzione ‘istituzionale’ delle Commissioni che preparano lavori propedeutici alle attività del Consiglio. Si chiede l’onorevole Zito: “Come si giustifica questo enorme divario tra la frequenza delle riunioni di Commissioni e quella del Consiglio Comunale, che oltre ad essere poco efficiente vede spesso rinvii dovuti alla mancanza del numero legale?”

Secondo l’analisi fatta dal Movimento 5 Stelle, la partecipazione alle Commissioni, tenute rigorosamente di mattina (come succede non casualmente ad Agrigento ma non a Bergamo che ha optato per il pomeriggio), consente ovviamente l’astensione dal lavoro (come è noto le ditte private vengono rimborsate per l’assenza del loro dipendente/consigliere dal Comune) per l’intera giornata (lo stesso motivo che indurrebbe a convocazioni del Consiglio alle 22 con slittamenti oltre la mezzanotte in modo tale da avere adeguata giustificazione anche per l’indomani), e insieme garantisce il gettone di presenza, a Siracusa di 65,55 euro, anche solo per una presenza fugace, purché registrata, ciò sia per le commissioni che per il consiglio.

È sempre la legge 30 del 2000 a stabilire l’importo massimo mensile in gettoni che ciascun consigliere può percepire: il 30% dell’indennità massima prevista per il primo cittadino, quindi 1.694,05 euro su cui va applicata una trattenuta alla fonte del 33%. Al netto quindi circa 1.100 euro. Basta accumulare 26 presenze per raggiungere l’apice del ‘mensile’ e si contano sulle dita di una mano quelli che non sfiorano almeno le 20 presenze.

“Da inizio mandato – sintetizzano i 5 Stelle – 32 consiglieri su 39 hanno una media di presenze superiore a 25, nove sono i consiglieri che hanno percepito il massimo dei gettoni di presenza (27.104,80 € lordi), 27 consiglieri su 39 hanno percepito una somma superiore ai 21.938 €. Quasi 100 le riunioni mensili tra Commissioni e Consiglio Comunale. Come è noto, oltre alle spese per il gettone di presenza, il Comune rimborsa poi alle ditte private le giornate di assenza del consigliere/dipendente (14 su 40), per un importo mensile che, secondo la legge 30, non può  superare i 2/3 dell’indennità massima prevista per il Sindaco, 3.764,56 euro quindi”.

 

 

 

 

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