Armando Sampietro:”L’Enfap ha disdetto il contratto d’affitto della scuola ma anche se ci butteranno fuori continueremo a difendere i nostri diritti”
Continua l’assemblea permanente indetta dai lavoratori Enfap di Siracusa, rimasti senza lavoro e senza stipendi arretrati (una ventina) in seguito alle decisioni di macelleria sociale introdotte dal governatore Crocetta che continua a considerare la Formazione Professionale in Sicilia la rovina della nostra regione. Scioperi, manifestazioni, incontri non hanno minimamente scalfito la sensibilità, praticamente inesistente, di Crocetta che, pure, agli inizi del suo governo, aveva assicurato in varie dichiarazioni pubbliche che i lavoratori sarebbero stati salvaguardati.
Com’è noto, dopo le inchieste giudiziarie, alcuni enti, tra i quali l’Enfap, sono stati tagliati fuori dalla possibilità di continuare la loro attività. Le responsabilità vanno accertate ed è corretto che la giustizia faccia il proprio corso ma il punto è: può la colpa“presunta” dei gestori ricadere in toto sui lavoratori? Può l’errore di qualcuno coinvolgere tutti? E quale malaccorta sorveglianza ha prestato la Regione siciliana che oggi punisce i lavoratori? Come si può mettere sullo stesso piano chi si presume abbia commesso reato con chi non lo ha commesso? Questo è quello che sta accadendo all’Enfap, centro di formazione professionale a carattere regionale con più sedi per provincia e 550 dipendenti.
Sul territorio provinciale il Centro di FP è presente a Siracusa con una sede distaccata a Noto e 51 lavoratori, attualmente tutti licenziati. “31 sono i dipendenti in forza alla filiera degli interventi – ci spiega Armando Sampietro RSAEnfap – e 20 nel settore dei servizi. Le attività dell’Enfap si orientano verso il settore degli interventi (formazione) e servizi (orientamento alle politiche del lavoro) presso i Centri per l’impiego. Indipendentemente dalle filiere tutti i 550 lavoratori abbiamo ricevuto comunicazione di licenziamento ad ottobre ed il rapporto di lavoro è concluso il 15 gennaio di quest’anno. E’ per questo che ci siamo organizzati in assemblea permanente. Finchè non riceveremo risposte presidieremo l’ente”.
In verità solo i lavoratori della formazione vera e propria sono in totale stato di agitazione perché per alcuni aspetti gli eventi si sono differenziati tra i due settori: gli addetti ai servizi, 20 per Siracusa, dovrebbero andare al Ciapi con un contratto trimestrale e tante promesse ed aspettative per loro, tutte ancora da confermare; per la filiera interventi rimane solo il licenziamento sic et sempliciter: una sorta di tentativo della Regione di dividere per comandare sul destino di famiglie in crisi in una già tanto bistrattata Sicilia.“Gli addetti Enfap – aggiunge Sampietro- non sono nuovi a provvedimenti che li vedono martoriati da anni: prima la sospensione dall’attività e dalla retribuzione che avrebbe dovuto avere come sbocco la richiesta di accesso alla cassa integrazione in deroga della quale non si sa nulla e neppure il tavolo istituzionale si è mai insediato; poi la comunicazione di licenziamento con preavviso che risolverà il rapporto di lavoro il 15 gennaio 2015”.
L’Enfap rientra tra gli enti presenti nella black list di Crocetta, Lo Bello e Caruso e all’ente è stato revocato l’accreditamento (si badi bene non il finanziamento) per le indagini sul presidente Francantonio Genovese. Enfap ha così proceduto con ricorso al Tar per la sospensiva, ma l’udienza, che si è tenuta il 2 dicembre 2014, ha rigettato l’istanza. In conseguenza di ciò l’ipotesi di procedere alla revoca dei licenziamenti, a condizione che venisse accettata l’istanza di sospensiva, è venuta meno e dunque i licenziamenti sono irrevocabili. Ora, mentre si attende che la giustizia faccia il suo corso, il problema Enfap rimane tutto sul tavolo. “Non veniamo retribuiti da 20 mesi (giugno 2013) – aggiunge il Rsa – e in un anno e mezzo abbiamo ricevuto qualche acconto che complessivamente non supera il 20% di quanto avremmo dovuto prendere. E come ciliegina finale pure la lettera di licenziamento. Poiché si tratta del nostro lavoro e del nostro futuro, noi che siamo qui dal 3 gennaio non scioglieremo l’assemblea permanente fino a quando non saranno date risposte chiare e certe”.
All’Enfap, come dicevamo, è stato tolto l’accreditamento non il finanziamento, ciò vuol dire che i fondi sono solo congelati e le attività predisposte (avviso 20). “Non riusciamo a capire – aggiunge Sampietro – perché la Regione non disponga, in applicazione della legge regionale 24/76 tuttora vigente, di attribuire anche transitoriamente, qualora lo dovesse ritenere, per l’attribuzione ad altri soggetti ritenuti affidabili, sempre in attesa che si risolva in via conclusiva la vicenda dell’Enfap. Basterebbe che la giunta o il Presidente con un provvedimento riconoscessero l’urgenza del momento e il nostro lavoro riprenderebbe. Ciò non significa trovare scappatoie per entrare nel pubblico ma poter svolgere la stessa attività, in via transitoria, finchè non si trovi la soluzione definitiva su tutta la questione formazione regionale”.
Venti mesi di pagamenti spettanti e revoca dei licenziamenti: in fondo sono richieste non solo umane ma assolutamente corrette se non si vogliono mettere altri 550 lavoratori siciliani sulla strada e magari costringerli ad emigrare… posto che con un’età media di 50 anni ci si possa riciclare nel lavoro, che in Italia manca anche per i più giovani. Ma dal 15 gennaio i lavoratori Enfap di Siracusa si aspettano un altro bel dono sotto l’albero di Natale, ormai riposto in cantina o in soffitta. “Il datore di lavoro – ci spiega il referente Rsa – ha risolto il contratto d’affitto con il locatore ma questo non ci impedirà di continuare con la nostra assemblea permanente e magari assisteremo pure ad un’azione di sgombero con la forza pubblica che porterà fuori chi cerca di difendere i propri diritti”.
Una nuova pagina della FP rischia di chiudersi drammaticamente con un governo che crea le condizioni per far licenziare da altri i lavoratori. Una macelleria sociale per delega a cui si aggiunge un altro aspetto non secondario: ma la formazione professionale è o no un pubblico servizio? Ed è possibile interromperlo senza conseguenze? Può la Regione, che ne è titolare dopo la modifica del titolo V della Costituzione, venir meno a un proprio ruolo? Non si crea così un danno sociale? Intanto i lavoratori hanno incontrato il Prefetto di Siracusa ed hanno partecipato il segretario Cgil Paolo Zappulla, che con forza sta sostenendo i lavoratori, e il responsabile formazione Flc Cgil Franco Saraniti. Strano ed alquanto singolare che le altre sigle sindacali, ovviamente invitate al tavolo prefettizio, abbiano deciso di non presentarsi e di non recarsi neppure nella sede Enfap a sostenere i lavoratori.
Pare che ormai anche le sigle sindacali, tranne la Cgil, si siano rassegnate alla fine dell’Enfap e dei lavoratori. “Abbiamo presentato le nostre istanze al Prefetto di Siracusa – conclude Sampietro – e dobbiamo riconoscere che si è mostrato interessato ed attento alla risoluzione del problema sia sulle 20 mensilità spettanti sia in merito ai rischi di ordine pubblico che potrebbero realizzarsi in caso di prolungamento della nostra assemblea permanente e subito si è attivato, per quanto di sua competenza, con l’assessore Lo Bello”. E se l’Enfap dovesse farcela un pezzo di macelleria sociale verrebbe meno… come tutti si aspettano.

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