A un lavoratore, con due figli piccoli, il giudice ha accolto la richiesta di pagare 700 euro al mese in dieci anni, dovendo restituire con un tasso al 2,22%, 72 mila euro dei 113 mila iniziali. Il presidente de “I diritti del Debitore”: “Unendoci, facciamo valere le norme della legge 3 del 2012”
L’associazione I Diritti del Debitore, prima in Italia ad avere aperto uno sportello dedicato per famiglie sovra indebitate, istituita due anni fa, proprio mentre il Parlamento votava la legge 3/2012, ha chiamato a raccolta per quanti vogliano contribuire a consolidare una rete di solidarietà sul territorio, che possa arrivare a impiegati, professionisti, artigiani e agricoltori (categorie che non godono di altre tutele) che non conoscono ancora il nuovo strumento normativo, grazie al quale è possibile presentare al Tribunale una richiesta di ristrutturazione del debito, con un abbattimento anche del 40%.
“Ci siamo organizzati in associazione per unire competenze e solidarietà – dichiara il presidente Salvatore Alessandro – e vogliamo essere presenti anche nei Comuni, Caf e centri di accoglienza sparsi nel territorio, facendo emergere il bisogno e fornire una possibile soluzione”.
E’ la stessa legge 3/2012 a dare la definizione del fenomeno che coinvolge il 65% della popolazione italiana, 11 milioni di famiglie e cioè un perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, nonché la definitiva incapacità del debitore di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni.
“Una legge ribattezzata ‘salva suicidi’, che pochi ancora conoscono – sottolinea Alessandro – che può dare una mano a chi pensa di non avere altre alternative. Sono i nuovi poveri che uno stipendio ce l’hanno ma col quale non riescono ad arrivare alla prima settimana del mese, assaliti dal senso di sconfitta e di vergogna. Il loro potere di acquisto e la loro capacità di risparmio s’è ridotta del 50%. In dieci anni hanno contratto debiti su debiti con banche, finanziarie, sempre più spesso per far fronte a rate, tasse e bollette, aumentate del 30%, piuttosto che per fare acquisti”.
A Catania, la Sesta sezione Civile ha già emesso due decreti di omologazione, quattro sono in attesa di decisione, una trentina i procedimenti già incardinati. “A un lavoratore, con due figli piccoli, uno stipendio di 1900, e rate mensili di 1700 euro – spiega il presidente – il giudice ha accolto in pieno la richiesta presentata dal nostro legale, concedendo di pagare 700 euro al mese in dieci anni, dovendo restituire con un tasso al 2,22%, 72 mila euro dei 113 mila iniziali”.
“Per la prima volta il magistrato ha attuato una fondamentale inversione di tendenza – ha concluso Salvatore Alessandro – garantendo innanzitutto il mantenimento di un tenore di vita dignitoso delle persone, subordinando a questo tempi e modi di restituzione del debito”.

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