I danni alla struttura derivano dalla mancanza di manutenzione ordinaria che gli archeologi chiedono da decenni. Sorprende che tali dichiarazioni siano state rese a ridosso del consiglio di amministrazione dell’I.N.D.A.
Inutile scrivere un panegirico culturale sul ciclo di rappresentazioni classiche organizzate dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico (INDA), ma è quanto mai necessario fare una valutazione economica di quanto i mesi di maggio e di giugno incidono sull’economia cittadina e dell’enorme ritorno turistico dato dal valore pubblicitario. Gli ultimi dati forniti sullo sbigliettamento parlano chiarissimo: più di 130.000 persone hanno assistito alle tragedie classiche nel 2014 e quasi 700.000 turisti hanno visitato il Teatro Greco.
A fronte di tali dati è acclarato che il Teatro Greco di Siracusa è il “gioiello di famiglia” o la “gallina dalle uova d’oro” per la città di Siracusa.
La campagna stampa inaugurata dal soprintendente reggente, l’architetto Calogero Rizzuto, in merito alla fragilità del Teatro Greco, i danni causati dalle ultime Rappresentazioni Classiche e di conseguenza la presunta mancata “manutenzione”, unite alla paventata chiusura del Teatro per lavori di restauro, stride notevolmente con chi è certamente più titolato in materia archeologica.
Ci sorprende che tali dichiarazioni siano state rese a ridosso del consiglio di amministrazione dell’I.N.D.A. che ha nominato la terna per il nuovo soprintendente della fondazione che coincidono con il nuovo ciclo di trasparenza imposto dal presidente (il sindaco Garozzo).
Infatti si apprende (dal quotidiano La Sicilia) che due progetti, presentati rispettivamente nel Por 2007-2013 e nel programma Arcus, fra il 2008 e il 2010, non sono mai stati finanziati e che nel 2011 la soprintendente Ciurcina ha commissionato al Centro regionale del Restauro un’accurata analisi diagnostica (che venne effettuata) e la redazione di un nuovo progetto. Emerge anche la necessità che qualsiasi intervento si sarebbe dovuto coniugare con il regolare svolgimento della stagione Inda.
E’ stato ancora detto che, sulla scorta delle analisi del Centro del restauro e in collaborazione con il Comune di Siracusa, si è giunti ad un accordo che prevedeva che ogni anno una quota di 100mila euro dei fondi dello sbigliettamento sarebbe stata destinata a interventi di restauro del Teatro, che i lavori di restauro si sarebbero svolti nei mesi liberi dagli spettacoli, interessando di volta in volta aree diverse, secondo l’ordine di urgenza degli interventi, senza impedire la fruizione del monumento.
Ci sembra di capire che, svolgendo il programma con continuità, nell’arco di pochi anni si sarebbe posto rimedio ai guasti più gravi e che la soluzione individuata avrebbe salvaguardato tutti gli interessi: del teatro, dei visitatori, dell’Inda e degli operatori turistici ed economici. Purtroppo, l’avocazione da parte della Regione di tutti i fondi dello sbigliettamento hanno, per il momento, imposto l’altolà anche a questa soluzione. I danni del teatro, com’è stato detto spesso, derivano principalmente dalla mancanza di manutenzione ordinaria che archeologi e architetti invocano da decenni, senza risultato.
Le dichiarazioni rese dall’architetto Rizzuto vanno nella direzione di uno sterile, inutile e deleterio allarmismo e ci danno la sensazione di un eventuale condizionamento in alcune scelte che riguardano l’I.N.D.A.. Avvalora la nostra tesi il fatto che vengono espressi concetti per i quali si è sempre cercato di porre un rimedio e che non trovano colpevole l’organo preposto alla tutela. Quindi a cosa è preordinato e a chi giova tutto questo allarmismo?

Commenti recenti