“La valorizzazione del patrimonio archeologico passa dalla istituzione dei Parchi: rompere ogni indugio”
Sentir parlare a vanvera di politiche di valorizzazione e tutela del patrimonio archeologico senza poi applicare le normative d’avanguardia esistenti in Sicilia dal 2000 è oramai una pratica intollerabile: Agrigento in pochi anni ha decuplicato biglietti e ricavi e ha gestito in piena autonomia le risorse del Parco sia per la promozione che per l’ ordinaria e straordinaria manutenzione.
Basterebbe applicare la mia legge quadro del 2000 sul sistema dei Parchi Archeologici e tutto il dibattito sterile su autonomia, risorse finanziarie e valorizzazione potrebbe essere finalmente e positivamente, archiviato. Evidentemente ci sono interessi vari che fin ora hanno impedito l’applicazione di una legge che potrebbe far gestire Neapolis, Leontinoi, Megara, Tapsos, Akrai, Eloro,Pachino-Portopalo come autentici musei a cielo aperto, dotati di autonomia finanziaria, coordinati da Direttori all’altezza del compito e da Cda con le rappresentanze dei Sindaci e delle professionalità del settore, dalle guide agli artigiani. Una piccola rivoluzione, partita solo ad Agrigento e sempre osteggiata per preservare vecchie competenze, a volte garantire interessi speculativi e potersi soprattutto continuare a lamentare sul destino “cinico e baro”. Siano i Sindaci a pretenderne l’applicazione, a Siracusa e in tutta la Sicilia e sia il nuovo assessore ai beni culturali a iniziare con l’applicazione delle leggi esistenti prima di pensare a chissà quali “rivoluzioni”.

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