Saraniti (Cgil): “Crocetta tratta con superficialità la formazione professionale”

Anni di attesa senza stipendi e senza certezze con lavoratori non pagati anche da 28 mesi, amministrazioni che non riescono a chiudere i rendiconti e lavoratori licenziati, figli di nessuno. “Dei 178 milioni destinati al Piano Garanzia Giovani, in Sicilia ancora non uno è stato speso”

Formazione professionale sì, formazione professionale no. Cambiando l’ordine degli assessori il risultato non cambia. Le vecchie formule matematiche in fondo sono specchio di una inamovibilità tanto gattopardesca quanto scorretta nei confronti dei lavoratori. E così, ancora una volta, le organizzazioni sindacali Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola hanno proclamato qualche settimana fa lo sciopero delle tre filiere della formazione professionale (formazione del “Piano giovani”, Orientamento e politiche attive, Istruzione e formazione) e i formatori e le forze sindacali si sono ritrovati davanti la sede dell’assessorato regionale al lavoro e dell’Istruzione e della Formazione professionale. Qualche resistenza nel ricevere le delegazioni poi… il nulla!

Nessuna novità, nessuna risposta, nessuna speranza solo parole anzi fiumi di parole da due anni a questa parte (da quando governa la Regione Rosario Crocetta). Passano i giorni ma la farsa continua: anni di attesa senza stipendi e senza certezze con lavoratori non pagati anche da 28 mesi, amministrazioni che non riescono a chiudere i rendiconti e lavoratori licenziati, figli di nessuno. Le organizzazioni sindacali hanno presentato al governo una propria piattaforma con la quale chiedono: l’immediato sblocco delle retribuzioni e la chiusura di tutti i rendiconti pregressi; ammortizzatori sociali per il governo della crisi del sistema, apertura del tavolo di confronto per gli esodi volontari incentivati ai sensi della L.92/12 Fornero e l’apertura di un tavolo di crisi nazionale; la ripartizione delle risorse necessarie a garantire servizi di politiche attive del lavoro ai cittadini siciliani; la immediata strutturazione dei Servizi per il lavoro e l’avvio del Programma Regionale di Garanzia Giovani; la strutturazione di sistema della I e FP rispondente al quadro ordinamentale nazionale, in grado di garantire il diritto alla formazione dei giovani in obbligo scolastico che scelgono il percorso della formazione professionale.

Invece arriva dal neo assessore Lo Bello la “lista nera” degli enti di Formazione che non parteciperanno alla corsa per i finanziamenti della terza annualità dell’Avviso 20 perché già oggetto di revoca. L’assessore è stata chiara: troppi sprechi, troppi soldi spesi male. E dunque il governo regionale continua imperterrito un’opera di moralizzazione giusta ma realizzata in modo tale che gli unici a pagarne le conseguenze siano proprio i lavoratori. La verità è che il governo Crocetta non ha la più pallida idea di come uscire dall’impasse e che la formazione professionale è per la Sicilia (meglio per chi la amministra) solo una spina nel fianco e la scelta attuata dalla Regione nega un diritto a migliaia di giovani e di cittadini siciliani (oggi un cittadino over 35 non può svolgere in Sicilia un corso di formazione professionale gratuito).

Sugli ex sportellisti il governo regionale rasenta la follia passando la palla al Ciapi buono, quello di Siracusa. Come dire che al male si aggiunge male perché l’ente diviene un megacarrozzone con il compito di riallocare l’immensa platea degli operatori degli ex sportelli multifunzionali che sono 1800 circa su tutto il territorio regionale. E il Ciapi di Siracusa, che sembra recalcitrante, non parla, non sente e non vede. Metà dei corsi del progetto Prometeo non è partita e nonostante le continue sollecitazioni e manifestazioni delle OO.SS. ad oggi né il CIAPI né il governo sono in grado di dare risposte nonostante ci siano 35 milioni di euro stanziati.

“E’ vergognoso – diceFranco Saraniti, responsabile formazione professionale Flc-Cgil di Siracusa – che di fronte al dramma di migliaia di famiglie con i finanziamenti disponibili e accreditati non si riesca a fare partire tutte le attività finanziate dal progetto Prometeo dimostrando molta incapacità sia da parte di chi ha ricevuto la commessa in house sia da parte del committente e quindi del governo del rivoluzionario Crocetta. Siamo indignati per la superficialità con cui il governo continua ad affrontare i problemi della formazione professionale in Sicilia mentre un sistema scompare e migliaia di famiglie sono ridotte alla fame”. Se sui capitoli di spesa i soldi sono stati stanziati dove sono gli intoppi? La risposta e’ semplice: nella incapacità di organizzare la macchina burocratica della regione che il rivoluzionario Crocetta ha incasinato almeno nel settore della FP.

Che dire poi dell’avviamento mai realizzato della terza annualità dell’ex Avviso 20/2011? “E’ stata realizzata la direttiva per potere iniziare – continua Saraniti – anche se ci sono tagli ai finanziamenti che significano ulteriori esuberi di personale e speriamo almeno che, per chi riuscirà ad avviare le attività, vengano erogati i finanziamenti previsti”. Intanto gran parte degli operatori non percepisce  lo stipendio da anni e l’integrazione regionale della cassa integrazione in deroga è ferma al 2012 e della CIGD non si ha certezza di finanziamento visto che mancano le risorse. Inoltre coloro che hanno usufruito dell’ASPI non appena finirà non potranno accedere agli ammortizzatori sociali in deroga perché la circolare del min. lavoro n. 83473 esclude tutti coloro che hanno beneficiato di questi ammortizzatori e quindi si troveranno privi di qualsiasi sostentamento al reddito alla faccia del predicatore Renzi”.

Intanto i giovani si muovono e lanciano per il Piano Giovani una petizione on line che solo nei primi giorni ha contato già 700 firmatari. Dopo il flop, i controlli della finanza in assessorato, le indagini della corte dei conti e le dimissioni dell’assessore preposto non si batte chiodo. “Dei soldi destinati al Piano Garanzia giovani – continua Saraniti -, quasi 178 milioni di euro per 150 mila giovani, non uno è sinora stato speso e se la Sicilia non utilizzerà i fondi comunitari il Ministero del Lavoro potrebbe riprogrammare e toglierli al territorio siciliano scegliendo di indirizzarli ad altre regioni. Sarebbe un flop colossale in una regione con tassi di occupazione giovanile altissimi. Gli iscritti ad oggi sono 43.470 di cui 3700 nella nostra provincia con solo 4 aziende che hanno aderito e quindi occorre che tutti i responsabili si diano da fare per evitare il fallimento di questo progetto con la perdita dei finanziamenti”.

Intanto vediamo i numeri di Siracusa e provincia. “Solo a Siracusa gli operatori degli ex sportelli sono circa 120 – conclude Saraniti – e ben 7 enti nella nostra realtà sono stati chiusi con 80 lavoratori che hanno già perso il posto e 40 con preavvisi di licenziamento”. Era anche stata lanciata l’idea di un tavolo nazionale che attualmente non è stato costituito anche se è stato richiesto dalla parte datoriale, sindacale e da deputati del Pd regionali, tra cui Zappulla. “Se a breve non avremo risposte – dichiara Saraniti – ci saranno azioni più incisive”.

E pensare che la Formazione professionale dovrebbe essere la seconda gamba dell’istruzione rispondente al quadro ordinamentale nazionale, in grado di garantire il diritto alla formazione dei giovani ed evitare l’angoscioso problema della dispersione scolastica.

 

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