É un pomeriggio d’agosto e sto seduto sull’orlo della banchina al porto Lachio. Le mie gambe penzoloni si stagliano contro la superficie calma, fatta verdastra da alghe e flora subacquea, che vedo incresparsi per il rapido passaggio di un granchio peloso. Il porto Lachio era conosciuto come Lakkios dai miei antenati greci. Due millenni e mezzo fa ospitava l’arsenale dionigiano, …
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