Soprintendenza in subbuglio, presunte autorizzazioni illecite

I CC avrebbero acquisito fascicoli su permessi a costruire in aree tutelate. Negli uffici se ne bisbiglia perché il denunciante occuperebbe un posto di rilievo. C’è chi parla di una bufera pronta a scatenarsi, tale da far saltare le serrature più sicure

 

La Civetta di Minerva, 6 ottobre 2017

Indiscrezioni. Al momento si tratta solo di questo ma le fonti sono attendibili, dotate di credibilità. E inoltre anche per altre vie è giunta notizia che già si siano presentati i Carabinieri per acquisire i fascicoli segnalati. Ma segnalati da chi? In realtà ancora non è neanche del tutto chiaro se si tratti di una denuncia presentata da un cittadino oppure se provenga dagli stessi uffici, sebbene questa seconda ipotesi abbia maggior consistenza. Il nome quindi ci sarebbe ma viene solo mormorato, anche perché pare si tratti di una persona che occupa un posto di rilievo. Non un passa carte, o l’ultima ruota del carro, e nemmeno una sorta di guastatore che, per motivi personali, sia mosso dal malsano desiderio di danneggiare qualcuno, di vendicare antichi o recenti torti subiti. Piuttosto qualcuno (o qualcuna) che, allertato da queste ondate di redde rationem che a volte, purtroppo solo a volte, stravolgono gli uffici pubblici svelandone i segreti più reconditi (basti pensare agli ultimi scandali che hanno travolto gli uffici regionali), tema di restare con il cerino in mano, di trovarsi coinvolto in situazioni che non ha voluto.

I più informati raccontano che la denuncia presentata segnalerebbe gravi anomalie, tutte relative a pareri e autorizzazioni per costruzioni in aree tutelate, si dice un po’ in tutta la provincia. Le procedure irregolari, quelle su cui si è chiesto agli organi inquirenti di alzare il livello di attenzione, o comunque, immaginiamo, di verificare che tutto risponda ai termini di legge e non si sia di fronte a favoritismi, a occhi offuscati da interessi personali, sarebbero cinque, ma già si preannuncerebbe altro, di molto pesante. C’è chi parla di una bufera pronta a scatenarsi, tale da far saltare le serrature più sicure, proprio come accade ai tombini nelle strade di Siracusa in questi giorni di intensa pioggia. Insomma, c’è chi prefigura addirittura un effetto domino.

Negli uffici della Soprintendenza pare infatti che la notizia abbia avuto un effetto deflagrante e inevitabilmente dal chiuso delle stanze, da alcune riunioni “riservate”, qualcosa ha iniziato a filtrare all’esterno sebbene su tutto ci sia (ufficialmente) il massimo riserbo e l’invito sarebbe di “serrare le fila”: serrare le fila contro il pericolo esterno, contro chi vorrebbe andare ad indagare dove non dovrebbe, a gettare il sasso nello stagno dunque. E d’altra parte è pur vero che se ci sono, come sembra ci siano, indagini in corso, la riservatezza è d’obbligo.

La Soprintendenza di Siracusa sembra quindi destinata a non avere pace: dopo le vicende turbolente dell’era Basile quando lo scontro fu tra dirigenti regionali e dirigenti locali, con sospensioni, rimozioni e sospetti tutti basati sul nulla se non sull’attacco ad personas, la riorganizzazione dei settori e la nuova guida affidata alla dottoressa Rosalba Panvini hanno portato a una calma, a un silenzio quasi innaturale, rotto solo da qualche polemica, come l’ultima che ha visto un botta e risposta a distanza tra l’onorevole Vincenzo Vinciullo e la Soprintendente: il primo, critico per la perdita di finanziamenti dovuti alla mancata presentazione di progetti finanziabili nell’ambito del cosiddetto Patto per il Sud, la seconda, sollecita nella difesa del buon lavoro svolto dagli uffici nonostante l’esiguità delle risorse umane, ridotte da pensionamenti o trasferimenti ad altri incarichi per scelte politiche e amministrative a lei non imputabili.

Quisquilie di fronte al nero che avanza.

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