Definita la governance dell’ADSP, ora serve concretezza

Per il futuro del Porto di Augusta segnali di un rinnovato protagonismo si colgono qua e là, sia sul piano della ripresa degli investimenti che su quello organizzativo

 

La Civetta di Minerva, 6 ottobre 2017

Il mese scorso l’ASP del Mar di Sicilia Orientale ha completato la squadra di governo con la nomina del segretario generale, operazione non semplice (vista la sempre alta volontà della politica locale di voler interferire) né banale, risolta con determinazione e, oggettivamente, con una soluzione di elevato profilo politico/professionale che fanno ben sperare. Siamo, infatti, ancora sul terreno delle speranze poiché tutte le problematiche segnalate nei vari articoli pubblicati da questo giornale sono ancora in piedi, né potrebbe essere altrimenti, visto il tempo limitato trascorso dalla nomina del nuovo presidente. Purtuttavia, segnali di un rinnovato protagonismo si colgono qua e là, sia sul piano della ripresa degli investimenti che su quello organizzativo. Segnali raccattati da indiscrezioni o che si desumono indirettamente dalle iniziative del presidente, il che non va bene.

Si pone, dunque, un immediato problema di informazione che va affrontato e risolto in modo trasparente e definitivo, poiché le popolazioni delle province interessate devono sapere cosa sta bollendo in pentola e come la pentola verrà gestita. Abbandonare il riserbo (o più propriamente la reticenza, che, al più, affida ogni notizia alla informazione propagandistica e autoreferenziale) mediante una operazione di chiarezza di cui si sente il bisogno sarebbe salutare per tutti: operatori e popolo. Nelle altre città di mare dove il porto è parte vitale dell’economia, bollettini periodici o addirittura pubblicazioni indipendenti informano sullo stato dell’arte senza indugiare sul futuribile ma riferendo ciò che si fa e che si programma; sarebbe ora che diventassimo un paese normale e in questo senso ci sentiamo di invitare il nuovo presidente a dare segni concreti di voler cambiare passo rispetto al passato, anche in questo campo.

In attesa di informazioni specifiche sulla nostra Adsp, registriamo alcuni eventi vicini e lontani che avranno una influenza sul futuro della nostra portualità: 1) si è insediata a Roma la Conferenza Nazionale di Coordinamento delle Autorità di Sistema Portuale, che rappresenta il luogo in cui si concretizza un principio cardine della riforma: far lavorare le autorità portuali come un unico sistema portuale nazionale, in un’ottica di cooperazione e non di competizione. L’organismo nato con lo scopo, appunto ,“di coordinare e armonizzare, a livello nazionale, le scelte strategiche che attengono i grandi investimenti infrastrutturali, le scelte di pianificazione urbanistica in ambito portuale, le strategie di attuazione delle politiche concessorie del demanio marittimo, nonché le strategie di marketing e promozione sui mercati internazionali del sistema portuale nazionale, operando, altresì, la verifica dei piani di sviluppo portuale”. Il ministro Delrio ha delegato Ivano Russo al coordinamento dei lavori della Conferenza, chiamando al suo fianco “Assoportiˮ quale struttura tecnica di supporto, mentre sarà la RAM (società in house del Ministero, ndr) ad occuparsi di tutti i principali dossier di studio, analisi dei traffici, pianificazione strategica delle opere. In particolare, RAM concretizzerà nel prossimo futuro il varo di un portale dedicato alla portualità, contenente ogni informazione in materia di programmazione e sviluppo infrastrutturale.

2) Si è insediata a Catania la nuova sede di ALIS, l’Associazione Logistica dell’ lntermodalità Sostenibile che associa imprese di autotrasporto, operatori logistici di tutte le dimensioni, compagnie armatoriali ferroviarie, terminal, agenzie e spedizionieri di tutta Italia; ad essa ha aderito pure l’Autorità di Sistema Portuale del Mar di Sicilia Orientale, con i porti di Catania e Augusta. L’attività della sede di Catania sarà sinergica con quella già esistente a Palermo, in quella che vorrebbe essere una operazione di opportuna implementazione dell’azione programmatica in favore di imprese e dei territori in cui insistono le autorità di sistema.

3) Dovrebbero essere avviate da novembre le Zone economiche speciali inserite nel cosiddetto Decreto Sud, di cui abbiamo diffusamente scritto nei precedenti numeri di questo giornale; così, almeno, ha dichiarato il ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti, al municipio di Catania. Com’è noto, questi ambiti territoriali sono stati concepiti con l’obiettivo di rilanciare la competitività dei porti delle regioni meridionali, concedendo agevolazioni fiscali aggiuntive rispetto al regime ordinano del credito d’imposta al Sud, sia in relazioni ad investimenti delle piccole e medie imprese che ad investimenti fino a 50 milioni di euro ritenuti di dimensioni sufficienti ad attrarre player internazionali in un quadro di compatibilità tra indirizzi nazionali e visioni locali.

In quest’ottica sarebbe importante che a livello locale si desse corpo a un tavolo di confronto tra le istituzioni e le forze economiche e sociali al fine di definire un progetto complessivo, compatibile con gli indirizzi di politica nazionale, che sia riferimento per tutti, evitando inutili fughe in avanti da parte dei soliti fantasiosi economisti “de noantri” che alimentano l’inutile chiacchiericcio che caratterizza da sempre i cosiddetti dibattiti sul futuro del territorio.

Approfittando del fatto che debba essere definita la Zes della Sicilia orientale, andrebbe chiarito subito che i confini del perimetro portuale devono essere allargati e, tempestivamente, devono essere assunte le decisioni conseguenti inserendo Targia, il porto di Siracusa e anche Pozzallo e Gela nel nostro sistema portuale recuperando il tempo perduto ad inseguire campanilismi anacronistici e esigenze territoriali inesistenti.

Com’è noto, a gestire la Zes sarà un Comitato d’indirizzo guidato dal presidente dell’Autorità di sistema portuale e da rappresentanti della Regione e della Presidenza del Consiglio, mentre le funzioni amministrative saranno affidate al segretario generale dell’Autorità di sistema portuale. Sarebbe il caso di evitare di piazzare in questo comitato trombati o portaborse per assicurare a questo organismo capacità di intervento e autorevolezza nelle scelte necessarie.

4) Arriveranno misure integrative e correttive per il decreto legislativo sulle Autorità portuali con particolare riferimento alla governance e alla semplificazione. Le direttive sono contenute nello schema di decreto approvato, recentemente, in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri, i cui punti di maggiore interesse sono:

A) la nuova classificazione dei porti. Si prevede una riqualificazione dei porti introducendo, rispetto all’attuale, un criterio più snello e semplificato. Vengono, pertanto, previste tre sole categorie: porti finalizzati alla difesa militare e alla sicurezza dello Stato; porti commerciali di rilevanza internazionale o nazionali costituenti nodi delle grandi reti dei trasporti e della navigazione (attenti che in questa nuova classificazione non si dia seguito all’operazione di scippo della sede della port autority – per ora provvisoria – e non segua il definitivo tramonto delle naturali aspirazioni di Augusta; a proposito: Tar, Consiglio di Giustizia e ricorsi vari che fine hanno fatto?); porti di rilevanza interregionale e regionale nei quali le Regioni esercitano funzioni gestorie.

B) Adeguamento delle funzioni del Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale in materia di governance. In particolare si prevede che il Presidente adotti il Piano dell’organico del porto dei lavoratori delle imprese sulla base dei piani di impresa, degli organici e del fabbisogno lavorativo comunicati da dette imprese; che il Presidente adotti misure di politiche attive del lavoro indirizzate a migliorare i fattori di criticità del mercato del lavoro tramite dei piani che prevedano la formazione professionale per la riqualificazione o la riconversione del personale; eventuali misure di sostegno al reddito volto ad accompagnare, per un periodo massimo di cinque anni, i lavoratori interessati ai trattamenti previdenziali di legge; la ricollocazione del personale inidoneo a ciascuna delle mansioni previste e richieste nell’ambito della fornitura del lavoro portuale.

C) Estensione del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39 ai membri del Comitato di gestione dell’AdSP a cui si applicheranno le disposizioni vigenti in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico.

Questo è quanto ci è dato sapere. A proposito, consumate le lamentazioni e versati ettolitri di inchiostro nel dare spazio alle ridicole dichiarazioni di guerra e ai propositi inutilmente bellicosi che più bellicosi non si può, che fine ha fatto la vicenda della sede?

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