Esperti, dirigenti, tecnici provenienti da tutta Europa stanno discutendo al Teatro Comunale di Siracusa sulla salute e sui problemi sanitari dei migranti. Siracusa è stata scelta per il “know how” acquisito in questi anni. Davide Faraone: “Siamo stati lasciati soli dagli altri Paesi europei ma ce l’abbiamo comunque fatta, diventando modello”
[Salvo La Delfa] Si sta svolgendo, nella splendida cornice del teatro comunale di Siracusa, la “Summer School” internazionale, organizzata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sul tema della salute e dei problemi sanitari che coinvolgono i migranti dai Paesi extracomunitari. Dal 10 al 14 luglio, dirigenti, esperti, medici e tecnici provenienti da tutta Europa discuteranno e si confronteranno su questi temi scambiandosi buone pratiche e protocolli che possano essere utili per migliorare la qualità sanitaria dei migranti.
La scelta di Siracusa come sede della Summer School internazionale non è stata casuale. In Italia e, soprattutto, in Sicilia, in questi ultimi decenni si è acquisito un enorme bagaglio di esperienza sul tema dei controlli e della gestione sanitaria che ha coinvolto i migranti. Infatti, circa 500 mila migranti (l’85% di tutti quelli che hanno raggiunto l’Europa) sono passati dalla Sicilia e sono stati accolti, controllati ed assistiti dal personale medico della nostra isola.
“La Sicilia ha sperimentato sulla propria pelle cosa significa tenere aperte le porte”, afferma Sabatino Severoni, responsabile della sede europea dell’OMS. “Giovedi, 13 luglio, i partecipanti alla Summer School si sposteranno a Catania dove assisteranno ad una esercitazione, organizzata dalla Guardia Marina e da USMAF (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera del Ministero della Salute) per valutare gli aspetti emergenziali dal punto di vista sanitario”. Sarà una esperienza importante per i 67 partecipanti perché la maggior parte di loro si troverà per la prima volta ad assistere alla simulazione di uno sbarco e potrà comprendere quali siano le difficoltà e le strategie adottate per minimizzare ed annullare il rischio sanitario.
Alla conferenza stampa della Summer School è intervenuto anche il sottosegretario del ministero della Salute Davide Faraone. “In questi anni il sistema sanitario siciliano ha retto benissimo alle continue ondate di sbarchi. Abbiamo dovuto fronteggiare da soli queste emergenze ed, adirittura, ci siamo ritrovati in alcuni casi anche un contesto internazionale ostile. Grazie a questa esperienza abbiamo costruito modelli all’avanguardia ed oggi vengono da tutte le parti dell’Europa per acquisire le nostre buone pratiche. Tutto ciò è stato possibile nonostante le pecche del sistema sanitario siciliano”.
Salvatore Brugaletta, responsabile dell’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Siracusa, ha voluto sottolineare il ruolo di coordinamento che ha svolto in questi anni la Prefettura di Siracusa che è riuscita “a governare un percorso difficile”.
A margine dell’incontro Sabatino Severoni ha annunciato che questa “Summer School” internazionale potrebbe essere la prima edizione. Infatti è prevista la costruzione a Siracusa di una struttura internazionale che si occupi di questi temi. Alla “Summer School” annuale potrà aggiungersi anche un “Summit biennale”, un incontro a porte chiuse di politici e responsabili di governo europei che possano discutere insieme e prendere decisioni a breve e lungo termine.
Francesco Italia, vicesindaco di Siracusa, ha sottolineato che questa iniziativa si è potuta concretizzare a Siracusa grazie alla disponibilità del riaperto Teatro Comunale, “location” ideale per incontri di questa importanza. “Ho accolto subito la proposta dei responsabili dell’OMS perché la ritengo importante per il nostro territorio, mettendo a disposizione il Teatro Comunale e la logistica dei diversi assessorati”.

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