E cinque! Gli assessori ad Augusta cadono come pere cotte

Lascia l’incarico l’ass. Minozzi. All’Urbanistica indicata ora una figlia d’arte, verso cui è lecito nutrire grandi aspettative. Con Schermi polemiche al vetriolo. Il sindaco: “Querelo”

 

La Civetta di Minerva, 16 giugno 2017

E cinque! Agonia di un esperimento politico, finora, fallimentare. Dopo il primo assessore designato Caramagno che non ha assunto l’incarico, le dimissioni di Pisani per presunti (visto che dopo pochi mesi è tornato in grembo all’amministrazione con funzioni di consulente esterno) motivi di salute, quelle della Giovanniello, anch’essa per motivi di salute, e il dimissionamento via FB di Schermi, lascia l’incarico l’assessore Minozzi (che in un articolo in questo giornale avevamo qualificato come “un marziano ad Augusta” per la visione sistemica ed avanzata che dichiarava, sorvolando la disorganizzazione endemica dell’ufficio urbanistica) motivando che la decisione “a poco meno di un anno dalla mia nomina, è maturata in me con la presa d’atto della situazione di stallo dell’azione amministrativa nei settori di mia competenza. Dall’esame approfondito che ho compiuto ho constatato che, probabilmente, alla Sua Giunta ed alla città, serve più un’azione politica piuttosto che tecnica, un’azione che, complessivamente, riesca a coinvolgere maggiormente gli uffici ed i cittadini”.

E confessa di “non essere riuscito nel suo intento di stimolare le professionalità interne all’amministrazione comunale, anche a causa del dissesto finanziario che caratterizza il comune megarese e che non ha permesso di avvalersi di professionalità esterne che, sempre a mio parere, per la situazione in essere ad Augusta, possono essere le uniche competenze realmente utili a produrre progetti e processi di qualità. In assenza di questo, il mio contributo non ha potuto essere efficace”.

Una dignitosa ritirata che prende atto essenzialmente di due fatti, ormai inconfutabili: la scellerata dichiarazione di dissesto finanziario ha ingessato il comune e la debolezza politica della compagine amministrativa, che alle dichiarazioni di principio non riesce a far seguire comportamenti e decisioni conseguenti.

L’amministrazione che dopo il defenestramento di Schermi resta ancora monca di un assessore strategico come quello al bilancio, ha provveduto con immediatezza a colmare il vuoto lasciato all’urbanistica, settore delicato e fondamentale per la città, incaricando una giovane valente ingegnere civile a cui auguriamo di riuscire a far uscire il settore dalle secche in cui è da troppo tempo incagliato. Valutando le qualità umane della persona scelta, figlia d’arte, nutriamo grandi aspettative e dichiariamo grande fiducia, poiché siamo certi che non si lascerà irretire da sollecitazioni e condizionamenti; su quelle di amministratore, nonostante non l’abbiamo ancora vista all’opera, tante speranze (anche se la prima dichiarazione pubblica alla stampa non è stata esaltante: “non so”, “vedrò”, “esaminerò”, “intanto bisognerà potenziare l’ufficio” (fatto, quest’ultimo, tra le cause dichiarate dall’assessore uscente che lo hanno portato alle dimissioni), e confidiamo che, se trovasse ostacoli e inadeguatezze nella gestione politica del settore, sappia trarne le naturali conseguenze senza indugio per evitare di essere utilizzata quale foglia di fico di una gestione che, finora, si è rivelata assolutamente inadeguata rispetto alla qualità e alle dimensioni dei problemi della nostra comunità.

Tutto ciò accade mentre le fibrillazioni interne ed esterne al consiglio comunale impediscono una normale gestione della città, tanto da dover essere stati costretti a richiedere un intervento prefettizio per normalizzare, almeno, i rapporti politici. Come se non bastasse, dopo le censure della Corte dei Conti sul bilancio consolidato del 2015 (ancora non è stato approvato quello del 2016) e i rilievi censori sulla gestione di alcuni lavori pubblici (su cui ancora non è stata, a nostra conoscenza, assunta alcuna iniziativa) arriva un’altra tegola dall’autorità anticorruzione, che ha avviato un procedimento sanzionatorio per la mancata adozione del piano triennale per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza 2017-2019 che il Sindaco dichiara di aver assunto solo il 29 maggio 2017.

A ciò si aggiunge, sempre più aspra, la polemica con l’ex assessore defenestrato che, in merito alla notifica dell’atto, dichiara: “Provai in giunta ad esser garante del rispetto delle procedure e delle scadenze, a difesa dell’Amministrazione da possibili procedimenti giudiziari. Ora il cerchio si stringe. Non si può infatti gestire il Palazzo comunale come fosse la sede di un meetup: autorizzazioni discrezionali concesse o negate dal Sindaco per le aree mercatali, per la fornitura di energia elettrica comunale e per l’uso del Salone di rappresentanza; atto dispositivo dell’assessore alla Cultura per le manifestazioni a Brucoli; affidamento diretto per i corsi di formazione sul compostaggio al costo di circa 100 euro l’ora (sottratti a possibili cittadini augustani) a favore della associazione di cui è stato presidente l’assessore all’Ecologia, relazione non dichiarata sulla pagina Amministrazione Trasparente del sito comunalee a cui il sindaco prontamente ribatte affermando che si riserva di tutelare l’immagine sua e dell’Amministrazione presso le competenti sedi giudiziarie.

Alla polemica si aggiunge la vicenda del Faro Santa Croce per il quale, ancora oggi, non si vede una soluzione che garantisca l’apertura di un parcheggio nella popolare area balneare; come si ricorderà nella zona alcuni terreni erano stati oggetto di una pratica di esproprio iniziata dall’amministrazione Carrubba e poi arenatasi, inspiegabilmente, insieme a quella dell’allargamento della strada (su entrambe le storie questo giornale ha ampiamente riferito con dovizia di particolari lo scorso anno , determinando, tra l’altro, alcune interrogazioni parlamentari ancora inevase). Insomma, l’estate si preannuncia calda ma non solo dal punto di vista meteorologico.

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