Jessica Di Venuta, presidente della sezione: “Finalmente per il Castello Svevo qualcosa si è smosso”, “I nostri volontari hanno ripulito la zona dell’Antiquarium di Megara Hyblea”. Per il palco parte delle somme raccolte da Rotary e Diapason
La Civetta di Minerva, 16 giugno 2017
Sono sempre diversi i fronti di intervento di “Italia Nostra” ad Augusta. Del resto quando un patrimonio culturale è tanto ricco quanto trascurato, non mancano le occasioni per lanciare iniziative di recupero. Dal crollo del rivelino quintana che ha rivelato in maniera tangibile la fragilità del patrimonio storico ed architettonico della città è già passato qualche anno, nel frattempo sono giunti quasi a conclusione i lavori di riqualificazione di una parte della cinta bastionata del Castello Svevo, quella che era stata interessata da un rischio concreto di disfacimento e che le associazioni augustane avevano in diverse occasioni cercato di recuperare lanciando un urlo di disperazione rivolto anche alle autorità europee. Ma la denuncia di Italia Nostra indirizzata alla procura delle Repubblica si era dimostrata particolarmente efficace portando al sequestro del bene ed alla successiva indagine nei confronti del Governatore Crocetta.
“Finalmente dal febbraio 2016 i riflettori si sono accesi sul nostro Castello, non si doveva arrivare a tanto ma adesso qualcosa si è smosso – spiega Jessica Di Venuta, presidente della sezione augustana di Italia Nostra – anzi la sovrintendenza ha sottolineato in diverse occasioni pubbliche come sia possibile che vengano presto realizzati ulteriori lavori che portino alla eliminazione delle sopraelevazioni costruite nel periodo in cui il Castello è stato utilizzato come carcere, e all’apertura almeno parziale della struttura, inserendola in un percorso didattico. Abbiamo prestato grande attenzione alla esecuzione dei lavori che avevano lo scopo di contenere lo scivolamento a mare del bastione, constatandone il progresso. Gli specialisti della sovrintendenza hanno ammesso che anni di abbandono hanno portato a questa situazione cui non si doveva arrivare”.
Affrontato con determinazione il problema del Castello, l’attenzione della sezione augustana di Italia Nostra si è spostata verso il sito di Megara iblea. “In occasione della prima edizione della giornata nazionale dei beni comuni – ricorda la professoressa Di Venuta – abbiamo deciso di intervenire sul sito di Megara provvedendo alla pulizia nella zona dell’antiquarium, che giaceva abbandonato, mettendo così in evidenza gli scavi che erano sommersi dalla vegetazione. Questa attività di pulizia e riqualificazione è stata realizzata dai nostri soci volontari con grande impegno. Da questo intervento è nata quindi la voglia di realizzare un evento che vedesse come protagonisti i nostri giovani soci e che permettesse alla città di vivere il sito.
Così lo scorso 14 maggio, con una buona affluenza di pubblico, abbiamo fatto rivivere la città di Megara spiegando chi fossero i megaresi e come vivessero. Successivamente i ragazzi hanno messo in scena, proprio nello spazio che avevano recuperato, il dialogo Platonico “Fedro”. L’opera è ambientata fuori le mura di Atene all’ombra di un platano, noi la abbiamo ricollocata fuori le mura di Megara e sotto un ulivo. Altri soci hanno poi rappresentato il mito di Ercole e Deianira, e infine abbiamo concluso l’evento con la degustazione di cibi tipici del periodo greco. Nel periodo di lavoro che abbiamo trascorso a Megara abbiamo maturato anche un buon rapporto con i ricercatori della “Scuola francese”, istituzione culturale che per alcuni anni ha interrotto il proprio lavoro nel sito e che adesso sta riprendendo le proprie ricerche intervenendo anche su reperti rinvenuti nel ‘49”.
L’iniziativa di Italia Nostra giunge con un certo tempismo, precedendo di un paio di settimane la pubblicazione di un volume realizzato proprio dalla “Ecole francaise de Rome” dedicato allo studio della necropoli meridionale di Megara Hyblea, e scritto da Regina Maria Berard, docente universitaria francese. Un volume dedicato a Megara che rivela quanta attenzione sia ancora rivolta al sito dalla “Scuola francese” presente ormai da decenni.
Ma c’è di più, proprio in questi giorni Italia Nostra partecipa insieme ad altre realtà associative della città ad una iniziativa che potrebbe riaprire la possibilità di recupero del vecchio palco della musica, un simbolo autentico per la città. Come si legge infatti da una nota pubblicata pochi giorni fa da Giusy Sirena, assessore alla cultura del Comune di Augusta, pare siano maturi i tempi per il restauro della struttura.
Le associazioni Rotary e Diapason hanno raccolto e messo a disposizione dell’Amministrazione una parte delle somme necessarie per l’intervento di restauro del monumento, mentre Italia Nostra ha regalato un progetto che l’Amministrazione ha fatto proprio. Al momento, sempre secondo le affermazioni dell’assessore Sirena, l’amministrazione è impegnata nella ricerca delle somme mancanti, visto che l’iter dei necessari pareri sembra essere concluso.

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